“Grand Hotel dei Ricordi” di Giorgio Montanari,Edizioni Ensemble. A cura di Patrizia Baglioni

A volte basta un telegramma per cambiare tutto.

La pianificazione è una parola che si applica a un lessico economico, aziendale, non certo personale o almeno fino a un certo punto.

Spesso si prova a organizzare la vita, a tenere sotto controllo le variabili dell’esistenza, ma il futuro è una materia fluida, labile, di difficile lavorazione che sfugge tra le mani.

Altre volte invece le rigide maglie del controllo stringono in modo eccessivo l’individuo che prova a svincolarsi.

GRAND HOTEL DEI RICORDI è un libro che racconta una storia di recupero, di nostalgia e liberazione e il protagonista è un businessman.

Il giovane addestrato fin da piccolo a prendere in mano le redini dell’azienda familiare, si trova di fronte al fatidico giorno.

Finalmente sarà lui a capo di tutto e da giorni ripassa tutte le procedure da seguire, le parole dei discorsi e i documenti necessari… eppure quando la sera torna a casa non sente l’entusiasmo che dovrebbe provare e la sua sicurezza vacilla.

E poi arriva un telegramma inaspettato: il suo amico d’infanzia non sta bene e vorrebbe rivederlo.

Con il foglio tra le mani, il businessman ritorna con la mente al passato, quando lui e il suo amico si ritrovavano in una piccola località di mare e giocavano insieme.

Troppe erano le cose che li univano con i loro genitori erano amici con un forte legame, ed entrambi amavano l’arte.

La rottura tra i grandi portò a un allontanamento dei piccoli, ma il tempo che avevano trascorso insieme restava uno scrigno di ricordi indelebili.

Così il businessman resta in piedi con il messaggio tra le mani non sapendo che fare, raggiungere il suo amico significa tradire la fiducia dei suoi genitori, cosa è più importante, il passato o il presente?

Il giovane cede alla sua umanità, rinnega la pianificazione e parte alla volta del paese dove i due amici trascorrevano le loro vacanze e trova alloggio nel GRAND Hotel dei ricordi.

A partire dalla camera 201 tutto gli appare familiare, i sorrisi dei gestori, i luoghi di un tempo, e ogni dettaglio gli suscita un ricordo sereno.

Sarebbe un bel tuffo nell’infanzia se il suo amico non fosse ricoverato gravemente in ospedale e un’inquietudine cresce. Non è solo dovuta alla preoccupazione per la malattia, ma ad alcuni incontri che appaiono ai suoi occhi come simboli…

Il businessman cerca un significato dietro a queste figure e riscopre una sensorialità perduta, inizia a guardare al mondo attraverso vie alternative per ritrovare l’essenza delle cose.

Fin dove lo condurrà questa riscoperta di sé?

Un romanzo di forte intensità, che cattura il lettore con le emozioni evocate e lo trascina in un percorso che tocca le corde dell’interiorità.

Il businessman si trova di fronte al bilancio più grande della sua vita: capire chi è.

Accompagnamolo, perché se una verità c’è, è che la ricerca di noi stessi non ha mai fine.

E allora anche un numero composito… può essere letto in modo diverso: , distinto oppure uguale, lontano oppure troppo… troppo vicino.

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