“Il risveglio dei Templari” di Roberto Lodovici, Bertoni editore. A cura di Gaia Puccinelli

L’essere umano è abituato a tramandare storie, l’approccio narrativo è quello che predilige quando si tratta di insegnare o apprendere conoscenze, in senso lato, e da sempre i protagonisti delle vicende narrate tendono ad essere intrepidi avventurieri, simboli virtuosi di coraggio e fiera morale, pochi eletti in grado di risolvere i misteri del mondo e salvare l’umanità dall’oblio.

Per questo il più antico e più prolifico dei filoni narrativi parla di eroi, di cavalieri, di paladini, in poche parole i protagonisti della Chanson de Roland di cui si è scritto tanto da riempire biblioteche intere.

Poi, man mano che la storia progrediva, man mano che si avvicendarono le crociate, gli eroi di cui narrare, gli eroi che furono circondati di fascino e mistero, su cui si scrisse tutto e il contrario di tutto divennero i Templari.

Uomini straordinari, che nascondevano segreti ancora più straordinari.

O almeno così ci piace credere, tanto che ancora oggi infiammano la nostra immaginazione.

La storia dei Templari irrompe anche nella vita dell’architetto francese Michel Hervé e di sua moglie Isabelle, quando egli accetta l’incarico di costruire una cattedrale simile a quella di Chartes, sulle rovine di un antico Tempio su di un’isola vicina a Mauritius.

I committenti, Jacques e Sophie, sono due figure carismatiche, sagge, gentili, ma allo stesso tempo sembra che nascondano qualcosa, non condividono tutti i segreti dell’isola con i loro collaboratori, che si troveranno immersi in un mistero che si rivelerà più grande di tutti loro.

La narrazione prosegue calma e placida, assecondando i moti d’animo del protagonista che si trova a dover fare i conti con la propria interiorità per poter capire la storia che circonda il sito di costruzione e che riguarda non solo lui, ma tutto il genere umano e che potrebbe portare alla rivoluzione del nostro modo di pensare.

Le lunghe descrizioni, i dialoghi di riflessione, che spesso quasi si trasformano in monologhi costringono il lettore a proseguire parola per parola per assimilare concetti non immediati dovuti ad un cambio di prospettiva che forse il mondo reale, al contrario di quello del libro, non sarebbe ancora in grado di accogliere.

Non si deve però fare l’errore di credere che non ci siano colpi di scena o momenti di narrazione più veloce, questi passi sono presenti nel libro e sono quelli soprattutto che riguardano la storia dei Templari ed in particolare l’esoterismo che si racchiude in essa e che ritorna nelle nostre vite anche se non c’è ne accorgiamo.

Tutta la vicenda è portata avanti grazie alle quattro voci autorevoli del protagonista, Michel, e dei tre personaggi che condividono con lui la ribalta: Isabelle, Jacques e Sophie, insieme, con i loro consigli e con le loro acute riflessioni, si propongono di guidare il lettore verso la scoperta del mondo che lo circonda, passando obbligatoriamente per la consapevolezza di se stessi.

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