“Callis rose” di Mark Tufo, Saga edizioni. A cura di Jessica Dichiara

Nel bene e nel male sono certa che ogni essere umano nel breve corso della propria esistenza ha desiderato essere Callis.

La nostra giovane protagonista è magnetica. È la personificazione della resilienza femminile.
Non possiamo fare a meno di tifare per lei.

Callis parla pochissimo, é schietta, chiara, diretta. È una ragazza limpida nonostante i segreti che porta con sé.

Neanche nel momento di massimo dolore perde la capacità di decidere per se come chi è abituato a farlo da sempre.

Le vite che incrociano la sua vengono immediatamente marchiate. A Callis non si può rimanere indifferenti.

Superbia

Radicata convinzione della propria superiorità che si traduce in atteggiamenti di orgoglioso distacco.

Sandy, assistente sociale, esperta, da tempo ha rinunciato alla speranza di poter cambiare il mondo un bambino alla volta. Non ha più l’istinto di comprendere i bisogni dei minori. Quella davanti a lei è solo un’altra vittima.

Avarizia

Egoistica avversione allo spendere e al donare.

La piccola Callis la incontra nella prima famiglia affidataria dove viene parcheggiata dopo la morte dei suoi genitori. La vita e la morte vengono attentamente monetizzate in casa della signora Templeton.

Lussuria

Abbandono alle proprie passioni senza il controllo della ragione e della morale.

Il signor Capilio e le sue perversioni costringono la nostra giovane protagonista a difendersi e a perdere un altro pezzettino di se.

Accidia

Avversione all’operare

È sopravvivenza più che vita quella che fanno i signori Lowrie. Hanno consapevolmente scelto di non sentire più, perché sentire era per loro troppo doloroso.

Invidia

Malanimo provocato dalla constatazione della altrui prosperità, benessere, soddisfazione.

Laura basa su questo peccato tutta la sua esistenza e per raggiungere l’oggetto desiderato è disposta a tutto, anche a vendere se stessa.

Gola

Desiderio d’appagamento immediato del corpo per mezzo di qualcosa di materiale che provoca compiacimento.

Talea ci prova a resistere a questo impulso ma la sua ragione viene continuamente scavalcata. Talea pensa una risposta ma la sua bocca sembra dotata di vita propria e né da sempre un’altra. Ha bisogno del dolore altrui per alimentare la propria ossessione per le tragedie. Il suo mondo gira intorno a quella che crede la sua amica del cuore della quale ha bisogno come acqua nel deserto.

Ira

Avversione profonda e vendicativa verso qualcosa o qualcuno.

Mindy è la principessa del suo regno personale. La più bella del reame. Quando lo specchio le mostra Callis lei sa che dovrà eliminarla ad ogni costo.
L’anti-umanità in persona. In lei vi è una totale assenza di empatia.

Amore

Dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva e intuitiva fra persone, volta ad assicurare la reciproca felicità.

Kevin è l’unica cosa bella. È dolcezza, sensibilità, gentilezza, speranza. Kevin ha un sorriso radioso. È la voglia di vivere.

La tensione del romanzo è crescente. L’abilità e la sensibilità di Mark Tufo nel toccare le tematiche preadolescenziali per arrivare all’orrore dell’adolescenza è indiscutibile.
Tanti temi trattati tutti con estrema cura ma senza edulcorazioni eccessive.

La curiosità (il peccato capitale che più mi rappresenta) mi ha portato a confrontare la traduzione di Saga edizioni con l’originale e posso dire che c’è stato un lavoro impeccabile. La passione con cui sono stati tradotti i passaggi fondamentali rende pienamente giustizia a questo grande autore.

Consiglio per la lettura: mettete sotto chiave il ceppo dei coltelli

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