“Tutta la vita davanti” di Anna Maria Castoldi E Miriam Donati, scatole Palanti. A cura di Alessandra Micheli

E’ molto difficile parlare di questo libro.

Perché devo accettare che la sciura Marple sia stata giovane.

Noi l’abbiamo conosciuta cosi, saggia, equilibrata, scaltra e sopratutto avvezza a muoversi in un mondo che non è sempre retto ne facile da decifrare.

Onorina poteva muoversi attraverso il fango grazie alla sua esperienza di vita, a una certa dose di dolore ripulito dalle sue scorie e dalla forza che solo in tempo può regalarci.

Cinica quanto basta senza che questo suo lato potesse demolire la compassione, unica strada aperta verso la giustizia.

Come possiamo immaginarla diversa?

E’ forse un nostro limite.

Eppure Onorina, come tutti i personaggi che dalla carta prendono forma reale, è stata il frutto del suo passato.

Un passato che ha saputo sciogliere e renderlo meno tenebroso, meno pesante. Da quello zaino ha saputo togliere gli ingombri lasciando solo il necessario per vivere.

E non per sopravvivere.

Ha lasciato dietro di se un’amore costruito giorno per giorno, con rispetto e forse privo di quel difetto insito in ognuno di noi che ci fa bramare il brivido, l’eccesso e la trasgressione.

Osvaldo è stato per lei il fato in mezzo al buio della tempesta.

Il vento lieve capace di asciugare con dolcezza le lacrime.

Eppure Onorina è stata ragazza.

In un epoca di grandi cambiamenti, di sogni, di possibilità che si aprivano davanti a noi come corolle di un fiore.

Lusinghe e persino un senso di ribellione che mal si accosta con la saggia signora che tanto amo.

Onorina è stata giovane.

Con le sue speranze.

I sogni e i bisogni.

E quella voglia tutta fresca di morderla la vita anche a costo di sentire sulle papille il gusto amaro della delusione.

E cosi le nostre meravigliose autrici non possono non regalarci un avventura agrodolce, diversa da quelle che conosciamo.

Un’avventura che ci presenta chi era la sicura e perché, in fondo è diventata cosi solida, come una quercia.

Lei seme piantato in un terreno troppo vasto, troppo ricco di hummus.

Eppure cosi aperta all’esperienza, anche dolorosa, alla tentazione, alla voglia di dare un colore particolare a un esistenza che poteva scorrere solo su binari prestabiliti.

E anche la sua prima indagine non è che quel fulmine a ciel sereno che la accompagnerà in ogni sua intemperante curiosità.

Atta non soltanto a restituire giustizia alle vittime, a sbrogliare il filo ingarbugliato della menzogna.

Ma anche a dare un po’ di adrenalina a quel placido soccorre dei gironi.

Giorni che passano troppo veloce che oggi, per noi lettori profumano di canzoni lontane, echi di ricordi, schiocchi di baci.

Eh si.

Perché qua la nostra meravigliosa signora, si lascerà avvolgere dalla passione per poter poi capire quella strada prendere di fronte a ogni bivio.

E cosi lascio che l‘ultima pagina del testo mi sorrida.

E Onorina giovane, con gli occhi scintillanti e saggi, mi finisca di raccontare al storia dietro la storia.

Bravissime le autrici a narrare questo ricordo cosi prezioso ma cosi difficile. Perché Onorina giovane non deve mai tradire la nostra Onorina.

Ma solo mostraci il suo percorso, cosi fitto di avvenimenti, cosi irto di emozioni e cosi luminoso nonostante il buio del male getti sempre un ombra crudele sul selciato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...