“lo chef degli chef” di Mario Falcone, Meridiano Zero. A cura di Patrizia Baglioni

Immaginate uno chef, uno che la cucina l’ha appresa fin da piccolo nella cucina di casa, che ha un rispetto assoluto per la materia prima e la tradizione italiana, ora mettetelo davanti ad una trasmissione come Masterchef… sì, potrebbe anche diventare un assassino e da bravo cuoco cosa potrebbe fare? Ecco immaginate mentre io vi racconto qualcosa.

LO CHEF DEGLI CHEF è un libro amaro, caustico, che mette sul “piatto” tematiche estremamente attuali e le mescola in modo perfetto agli ingredienti del thriller classico.

Asso è un bel giovane, estremamente intelligente, è un provetto cuoco e lo scopo della sua vita è uguagliare la trippa di Sora Lella, guarda e riguarda il video della ricetta cercando di cogliere il segreto della ricetta, perché ogni chef ha un segreto che non rivelerebbe nemmeno sotto tortura… o forse sì?

Michela è una food blogger, anche lei è cresciuta nel ristorante di famiglia e nonostante la sua carriera sembrava essere quella musicale, la morte prematura del padre la riporta alla cucina, anche il suo fidanzato è uno chef e il suo mondo gira tutto intorno al cibo.

Il fatto è che la tradizione culinaria italiana con la cucina contemporanea si è completamente destabilizzata, si è destrutturata come i piatti degli chef stellati e questo ad Asso non va giù.

“Agli occhi di Asso il vero crimine commesso dallo chef consisteva nel fatto che da anni, tutte le volte che rilasciava un’intervista, se la menava di brutto con la nonna, la tradizione, il territorio e i ricordi dell’infanzia connessi ai profumi di quell’inconfondibile piatto della cucina casalinga.”

Sono tutti imbroglioni, bugiardi e truffatori che fanno pagare prezzi altissimi per piatti scadenti.

Si è persa la conoscenza degli ingredienti, si guarda con ammirazione alla complessità a discapito dell’essenziale, e il piatto diventa moda, immagine, Asso resta sconvolto di fronte ai tanti siti che raccolgono foto di piatti, e il sapore dov’è finito?

Qualcuno deve mettere fine ai maltrattamenti della cucina italiana, qualcuno deve vendicare la tradizione e lui è pronto a entrare in azione.

Il primo a scomparire è Sandro Cecchin, il compagno di Michela, responsabile del ristorante ereditato dal padre, un ragazzo sempre buono, disponibile con tutti, famoso come giudice di programmi di cucina, lui è l’emblema della nuova generazione di chef.

Ad indagare sul caso è Max Rosati che con l’aiuto dell’ispettore Scuderi si trova di fronte ad un serial killer di chef, e alla scomparsa di ognuno di loro, Michela riceve la foto del loro piatto di punta cucinato dall’assassino.

Dietro quelle foto c’è però una verità sconvolgente, inaccettabile che lascia tutti inorriditi.

Michela senza sapere perché, diventa depositaria dei segreti dell’assassino, nelle foto dei piatti inviate alla ragazza è infatti nascosto un indizio sulla vittima successiva.

Ecco ancora una volta tornano i segreti.

Perché lei?

Cosa c’entra?

La food blogger è disposta ad andare fino in fondo, si sente in dovere di scoprire l’assassino che si dimostra una mente lucida, non lascia nessuna traccia e sta sempre un passo avanti alla polizia.

Mentre il caso diventa mediatico Max non sa più come muoversi e l’aiuto di Michela diventa fondamentale, la sua presenza gli diventa essenziale in tutti i sensi…

Un romanzo crudo, scritto con linguaggio diretto e vivo, le pagine pulsano tra le mani, e nonostante la violenza esercitata dall’assassino, simpatizzare con lui a volte non sembra una colpa.

Tutto è terribilmente umano, la fragilità dei personaggi è evidente, l’unico forte appare Asso… fino a quando anche le sue motivazioni, i suoi segreti, vengono a galla.

E allora il romanzo assume un’altra piega, cambia sotto gli occhi.

Sorprendente l’abilità di Falcone di creare una storia nella storia.

Mi distacco dal libro con due sensazioni, da una parte c’è il divertimento della lettura che stavolta è stato intenso, dall’altra resta l’amarezza perché la storia raccontata ha un senso, un significato profondo.

Imponente sullo sfondo resta la tradizione culinaria romana e a tratti fiorentina e il libro diventa ancora più gustoso.

Termino con un certo appetito e metto su uno ragù per pranzo, ma stranamente mi sento osservata… tranquillo Asso, io ho avuto veramente una nonna che mi ha insegnato a cucinare e posso garantirti che seguo ogni suo passo.

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