“Un prezioso francobollo rosso” di Auguste Groner, Edizioni le Assassine. A cura di Jessica Dichiara

Ci sono certi gialli che ti fanno volare le farfalle nello stomaco. 

I rintocchi pieni e gravi delle campane di Vienna hanno riempito la mia lettura.

Gli occhi di una fanciulla velati di lacrime sono un’istantanea senza tempo e senza spazio di un’opera che ci viene donata con cura e amore.

Si parla tanto in questo giallo e ogni dialogo porta con sé un indizio più o meno nascosto.

Vienna agli inizi del Novecento viene descritta senza risparmiare nessuna immagine. L’autrice ci fa sbirciare nei salotti della borghesia e della piccola nobiltà. Ci permette di origliare dietro le porte e di alzare i tappeti. Abbiamo occhi e orecchie ovunque.

Therese, una vedova benestante, viene trovata morta. Un tentativo di rapina finito male? Sembrerebbe ma…

Joseph, attento osservatore, professionista esperto, in servizio nella polizia asburgica viene chiamato a risolvere il caso.

Con Joseph sono entrata subito in sintonia. È un personaggio capace di guardare oltre, al di là, dentro. Vive nel racconto e si immedesima con la vicenda fiutando ogni traccia.

Joseph entra nella testa dei personaggi e del lettore, ti fa vedere cosa c’è dentro, ti fa capire perché quel personaggio si è comportato in quel modo. 

È il filo che intreccia a se tutti gli altri personaggi di cui la trama è ricca. 

È il filo che collega tutti i luoghi, perché non c’è solo Vienna, la grande Vienna

ma anche Graz, una città piacevole, adatta a chi è in pensione 

Trieste, nuvolosa, come morta, dove una bora furiosa trascina nubi pesanti che rovesciano sulla città gelidi scrosci di pioggia 

Pachern in una valle ridente, protetta dal vento 

Luoghi reali, concreti, tra i quali camminare, ridere, sperare, sognare.

Joseph non conosce il pregiudizio e questo fa di lui la personificazione del metodo deduttivo, grande protagonista dei gialli di ogni epoca. Ci aiuta a capire che a volte c’è un unico modo giusto di agire. Che un’anima vuota e inconsolabile può riempirsi se ci si dona agli altri, ai bisognosi, ai fragili, ai piccoli.

Ne esco conoscendo una grande giallista dei primi del Novecento della quale ignoravo totalmente l’esistenza. 

Ne esco riconoscente alle Assassine che hanno ridato vita a un piccolo capolavoro.

Consiglio per la lettura: una tazza di tè bollente con molto amore e un po’ di rum.

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