“Il sale e gli alberi” di Ernesto Venturini, Negretto editore. A cura di Alessandra Micheli

Noi scienziati sociali dovremmo stare molto attenti a tenere a bada la nostra smania di controllare quel mondo che comprendiamo in modo così imperfetto. Non si dovrebbe permettere a questa comprensione imperfetta di alimentare la nostra ansia e il nostro bisogno di controllo. I nostri studi si dovrebbero piuttosto ispirare a un più antico, sebbene oggi poco seguito, principio: la curiosità per il mondo di cui siamo parte

Gregory Bateson

Il mondo, quel sistema complesso che dovrebbe, come giustamente ha osservato Gregory Bateson donarci la curiosità di scoprirlo ogni volta con un senso di meraviglia, in realtà ci terrorizza.

Ci terrorizza non avere il completo controllo su ognuna delle sua parti, di non conoscerle alla perfezione e quindi avere la possibilità di gestirle, manovrarle e perché no manipolarle.

Tutto ci sfugge nonostante i disperati tentativi di rendere questo cosmo disordinato ineleggibile.

Ci proviamo con i significato, con le teorie, con le categorie rigide con mappa cosi accurate da appartenere al regno del fantasy e con la dittatura del concetto. Restringiamo ogni campo di analisi cosi da avere un modello che più di tutti assolva alla funzione di rassicurare la nostra ricerca della razionalità e dell’ordine.

E un sistema imperfetto che sfugge quindi alle nostre manie ci destabilizza e ci fa persino arrabbiare.

Nelle scienze naturali, questo si traduce in un ignorare costantemente il dato che rivela la falla nelle nostre costrizioni teoriche, o nel migliore dei casi di manipolarlo affinché diventi solo una conferma ai principi formulati, che devono restare rigidi e rassicuranti.

Ovviamente finché si tratta di scienze dimostrabili o empiriche, i nostri tentativi hanno, seppur limitato e limitante un senso.

Pensiamo alle leggi dell’archeologia.

O della fisica.

O addirittura dell’astronomia.

Ci basiamo su teoremi considerati certezze e nulla scalfisce le nostre certezze. Per smontare per esempio la teoria della piramide come tomba, ci sono voluti secoli, fatiche e tentativi, arsi alla luce del dileggio e della beffa, per poter arrivare a una possibile alternativa scientifica.

Ossia la teoria della correlazione stellare.

Ma cosa accade se il concetto rigido, se la mappa incriticabile riguarda il campo delle scienze umane, in particolare il territorio ostico e meravigliosamente misterico della mente?

Che non è possibile assolutamente ne formulare teorie, ne previsioni, ne dati certi, ne è possibile esercitare un controllo totale su questo enigma chiamato mente.

E cosi se la mente smette di funzionare secondo la nostra concezione di sano, essa diventa un qualcosa di orribilmente perturbante.

E il dato perturbante non può assolutamente essere accettato.

E siccome, come sostiene Bateson

Uno dei maggiori errori contro l’essere umano della comunità scientifica, forse specialmente della comunità ingegneristica, è la premessa che è possibile avere un totale controllo su un sistema interattivo di cui si è una parte.

Quando quest’illusione di controllo sfugge, il dato discordante, dissonante e devastante va semplicemente escluso dal tutto.

Evitato, reso silente.

Eliminato dal contesto ordinato.

Il caos è un qualcosa che non possiamo accettare ma che siamo stati educati a non accettare.

Ecco che nella normalità, nelle regolari funzioni mentali che determinano la società cosi come il nostro immaginario vorrebbe, la malattia mentale in quanto distorsione va assolutamente isolata e contenuta.

In regni privati che millantano lo scopo di curare, ma che in realtà imprigionano e isolano il soggetto alienandolo dalla compagine sana e etichettandolo come pazzo e pericoloso.

Tutta la storia della prima psichiatria e dei manicomi/sanatori è costellata di persone rinchiuse con l’accusa oltraggiosa di sconvolgere il sano sviluppo della consuetudine chiamata comunità.

Il pazzo era l’essere che metteva a repentaglio onorabilità, regole, e il senso stesso dell’accettazione che era e comportava una adesione acritica e omologata a un determinato codice di comportamento.

Donne con troppa immaginazione chiamate isteriche.

Visionari, persino santi e artisti affluivano in quelle grigie strutture assieme a chi aveva probabilmente una vera problematica psichiatrica.

Erano i malati mentali, i pazzi, il rifiuto della società coloro non da curare ma da emarginare, privandoli del confronto, della libertà e persino del senso rassicuramene di casa.

Manicomi non era altro che una sottile e non sempre sottile forma di tortura. Alienandoli dal tutto, si lasciava che marcissero.

Che si ripiegassero sulle proprie ossessioni e che si sentissero, essi stessi, diversi e perturbanti.

Fino a che qualcuno di nome Franco Basagli osò contestare il predominio di una scienza, la psichiatria che aveva perso del tutto il contatto con chi si proponeva di aiutare e curare: il paziente.

Isolandolo, privandolo di uno status dignitoso di persona prima che di malato, la psichiatria si proponeva come una disciplina capace di dividere soltanto, di rigettare ogni opportunità se non di guarigione di riabilitazione e di restituzione di un contatto con la realtà.

E questo contatto doveva essere, ovviamente ripensando come un diverso approccio visino e interpretativo, non come una lacuna o come un impedimento.

E emblematica a questo proposito la teoria di Bateson

Se mettete Dio all’esterno e lo ponete di fronte alla sua creazione, e avete l’idea di essere stati creati a sua immagine, voi vi vedrete logicamente e naturalmente come fuori e contro le cose che vi circondano. E nel momento in cui vi arrogherete tutta la mente, tutto il mondo circostante vi apparirà senza mente e quindi senza diritto a considerazione morale o etica. L’ambiente vi sembrerà da sfruttare a vostro vantaggio. La vostra unità di sopravvivenza sarete voi e la vostra gente o gli individui della vostra specie, in antitesi con l’ambiente formato da altre unità sociali, da altre razze e dagli animali e dalle piante. Se questa è l’opinione che avete sul vostro rapporto con la natura e se possedete una tecnica progredita, la probabilità che avete di sopravvivere sarà quella di una palla di neve all’inferno.

Ed è questo che la medicina in fondo creava: una vera spaccatura tra noi e gli altri, tra il concetto di sano impossibile da ridefinire e la malattia che come agente esterno virale metteva a rischio la sopravvivenza di una ristretta unità.

La de-istituzionalizzazione raccontata tramite vere esperienze nel Saggio di Venturini non è altro che il racconto, necessario di una nostra cesura del sistema, ossia la possibilità di una teoria psichiatrica costruttiva e non di esclusione che possa, quindi contemplare la malattia mentale non come una limitazione ma un processo capace di reintegrare visioni diverse del mondo in un processo dialettico con l’altro non più considerato sano ma diverso capace di proporre un idea della società diversa e quindi contemplare, attraverso il dialogo con le parti disunite una sorta di riabilitazione.

Non solo del malato ma anche di come noi interpretiamo i concetti, la realtà e il rapporto tra le parti.

Perché se si cambia l’idea che si ha della malattia mentale non più come fatto privato ma globale che coinvolge cioè l’idea che abbiamo di società, di stato, di famiglia di comunità e persino di dialettica tra le parti, la malattia mentale può diventare un percorso e non più un danno all’intera compagine.

Ecco che ne libro Venturini non fa altro che spiegare il tema della istituzionalizzazione e anche dell’idea di anti-psichiatria ricorrendo alla descrizione di un esperienza concreta, meravigliosa e commovente capace di testimoniare in modo fresco e diretto l’attività di una comunità, quella della città di Imola che per primo ha optato per il superamento dei suoi due ospedali psichiatrici, tra i più antichi d’Italia.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...