“Hexbreaker. Lo spezzaincantesimi” di Jordan L. Hawke, Triskell edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Appena ho letto che Hawk sarebbe tornato con una nuova serie mi sono letteralmente fiondata sul libro.

Troppo recente era il senso di perdita provato con l’ultima sua meraviglia, quella che a mio malgrado mi aveva costretta a dire arrivederci a Griffin e Whiborne.

E a Widdeshine, che con il suo vortice senziente mi aveva scelta, e messa tra i suoi protetti.

Widdeshine non ha certo smesso di agire.

Anzi, in ogni istante della mia vita sono grata per la possibilità di mostrare con feroce orgoglio la mia alterità a tutti, a testa alta, senza vergogna.

Quel mio essere sempre un po’ fuori gli schemi, decisa a viaggiare in una dimensione parallele dove tutto acquisita una tonalità e un sapore completamente alieno.

A rivendicare con fermezza i paletti che circoscrivono i miei valori, capace di dire no a chi millanta correttezza e ideale laddove esiste solo il vuoto.

Ma di Jordan se ne sente sempre il bisogno.

Mentre leggi e rileggi i suoi libri qualcosa dentro di te si agita, e emergono nuove domande, nuovi bisogni, nuove necessità.

E quella disperata ricerca di altre risposte.

Ecco perché ho scelto di avere tra le mani Hexbreaker.

Nonostante fossi conscia che la meraviglia delle suggestioni lovencraftiane avrebbero ceduto il posto a un mondo diverso, meno oscuro forse, magico e sempre in bilico tra necessità e virtù.

E poi ho incontrato Cicero.

Un gatto che mi assomiglia più di quanto pensassi.

Deciso a non omologarsi ma anche pieno di resistenze e perché no di pregiudizi.

Che ama la libertà ma al tempo stesso ha un disperato bisogno di condividere. Le sue passioni, il suo cuore, i suoi stessi poteri.

Non è proprio fama di appartenenza.

E’ voglia di crescere attraverso un altro capace di aiutarti a distruggere i tuoi muri.

Capace di eliminare ogni scoria chiamata concetto.

Capace di mostrarsi con delicatezza e al tempo stesso fermezza che le possibilità di essere, di esistere sono molteplici.

Che il mondo non è destinato a sprofondare nell’abisso da chissà quale maleficio o quale infausto destino.

Ma che siamo noi con le nostre costanti scelte a decidere per la redenzione o per la condanna.

Ecco cosa amo di Jordan.

Nei suoi libri non esiste affatto la predestinazione.

Non esistono prescelti, ne un élite che può cambiare le sorti del mondo.

E’ tutta una questione di consapevolezza di se e dei propri doni, è tutta una questione di accettare i compiti che vengono proposti.

E’ tutta una questione di si.

Siamo noi che scagliamo come costruire il mondo che ci circonda.

Siamo noi come Cicero a decidere in autonomia del nostro futuro.

Siamo noi e soltanto noi i protagonisti assoluti di questa immensa danza chiamata vita.

Possiamo decidere di fissare soltanto il dito che ci indica la luna.

O possiamo con coraggio prendere, a ogni costo, quella pallida signora tra le braccia.

O bruciarci felici ai raggi di un sole cocente.

Liberarci dai fardelli del preconcetto.

E semplicemente guardarci cosi come siamo, immensamente fragili, ma immensamente umani.

Anche se Cicero è un gatto.

E pertanto..beh un naturale e giustificato essere superiore.

Però sia messo agli atti, per quanto ami la nuova serie nessuno e sottolineo nessuno scalzerà dal mio cuore Whiborne e Griffin.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...