“L’ultimo talismano” di Isabel Giustiniani. A cura di Jessica Dichiara

Dimenticare, apparire, fingere

Una nuova e affascinante protagonista ci viene regalata da Isabel Giustiniani. L’antico Egitto le appartiene in maniera evidente e stupefacente. Vedere un’autrice far nascere i personaggi nel suo ambiente è un momento sempre molto intimo.

Kefera è una tosta, in gamba. È cresciuta in fretta. Ha vissuto la persecuzione di sua madre, sacerdotessa della dea Bastet. Sua sorella con il suo comportamento riapre una ferita che la giovane avrebbe voluto cancellare e che la porterà invece a scontrarsi con la guardia del Faraone.

Kefera punta su se stessa più che sulla fede anche se l’attaccamento alla sorella la porterà dentro un’avventura pericolosissima. È coraggiosa e disincantata. 

È facile perdersi tra le vie dell’antico Egitto in una piacevole atmosfera quotidiana. Un dietro le quinte che il romanzo ruba ai libri di storia e che cattura l’attenzione più della storia stessa.  

A catturami è stata anche l’attenzione a un periodo storico poco conosciuto che è quello del Faraone Akhenaton al tempo oscuro della diciottesima dinastia.

L’ultimo talismano è l’urlo senza fine di una bambina

È una fiamma che attecchisce sullo stoppino

È una corsa a perdifiato

È una figura pallida e solitaria che spezza il buio.

È una fiammella quieta

È un singhiozzare sommesso

È un sonno senza sogni

È il Grande Fiume con il suo odore intenso, i suoi canali e la vita intorno ad essi

È il sorriso appena accennato sulle labbra esangui 

È una nuvola di profumo di mirra e cassia

È una discesa nell’oscurità 

Ma più di tutto l’ultimo talismano è sangue che macchia, che scorre, innocente, colpevole, consapevole

Ho letto in una precedente recensione di Alessandra Micheli, cuore e anima del nostro blog, che i libri della Giustiniani non vanno letti ma assaporati, gustati e trattati con la meraviglia che si deve a un’opera d’arte. Non posso che essere pienamente d’accordo con lei nel ribadire questa inappuntabile teoria.

Non mi resta che immaginare il seguito, i luoghi da ritrovare e quelli nuovi da visitare, i personaggi da riabbracciare, la magia da riassaporare. 

Consiglio per la lettura: al tramonto con una birra fresca 

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