“Passaggi segreti” di Elena Davi Elisa Renzi, In.edit edizioni. A cura di Alessandra Micheli

E in una notte di mezz’estate la sensazione di magia si fa più pressante.

Bussa alla tua porta, asi insinua nei meandri di un dormiveglia aiutato dalal troppa calura.

Ogni tua resistenza svanisce e resti li cullata da un silenzio irreale, strano per una città caotica come la mia.

Sempre di corsa, sempre affamata di realtà.

Sempre sporca eppure fiera di essere il baluardo di sensazioni tattili e affatto numinosa.

Quella caparbietà di esistere e di farsi toccare quel bisogno di concretezza a cui tu, nonostante l’amore che proti per le tue radici ti senti perennemente esclusa. Non partecipi alle feste, ne alla cacofonia di voci.

Non ami troppo la sua variopinta umanità quella tradizione che sa sempre di materialità e di praticità.

E sogni altro anche se non sempre hai il coraggio di ammetterlo.

Ecco perché ami quei momenti sospesi, terrorizzanti per gli altri perché poco consoni alla materia omaggiata dalle sue vie.

Non esistono vicoli ne strade.

Esistono angoli bui da cui qualcosa che non dovrebbe fa capolino, mentre la gente è impegnata a correre per realizzare chissà quale progetto.

Sono risatine che solo un orecchio attento e annoiato dalle mille voci può cogliere.

Essi sono li in ogni istante della tua vita.

Ignorati e odiati forse dal probo cittadino impegnato sicuramente in faccende umane più importati.

Ma amati da chi è convinto, consapevole o bisognoso di passaggi segreti, di dimensioni che si intersecano con la nostra.

Di flebili lamenti, di oscure ombre ghignanti.

E solo ora in quel torrido caldo, in quella data simbolica dove il custode si riposa e finge di dormire senti che la magia è a portata di mano.

E continui a serrare gli occhi per non lasciare che quell’istante svanisca.

Capite come non si possa affatto accontentare di una lettura normale.

Quelle tanto amate, con la scrittura regolare, ordinata e logica.

Con una precisione di interventi, con un mondo strutturato.

Si ha bisogno di assurdo e di parole sussurrate. Di voci cantalenanti e di gesti spavaldi.

Si ha bisogno di qualcosa di folle e aristocratico.

Con una strana colorazione sbiadita, quella tipica di cose antiche e misteriose, un po decadenti ma al tempo stesso indimenticabili.

Come un libro polveroso dalle pagina sgualcite ma che al suo interno racchiusa i suoi segreti.

Che emani quel profumo amato o odiato, dolciastro di rose secche e fiori appassiti.

Che abiti in biblioteche ombrose e quasi evanescenti, quasi destinate a scomparire con l’arrivo della sera.

Si ha bisogno di libri che vadano oltre il consueto che siano ritmo e danza, che siano musica e vento.

E cosi mentre resto con gli occhi chiusi astringo tra le mani passaggi segreti.

Con tante voci e quell’eleganza di un tempo descritta con leggerezza e potenza. Con una storia che è mille storie, senza una linea sicura come solo alcune magia possono permettersi.

Una scrittura che svolazza e al tempo stesso che sfida la forza di gravità della letteratura, restando come un tatuaggio feroce sul tuo cuore.

E allora lasciatemi con questo libro stretto a me, a sognare un mondo fatto di fili sottili e di misterici passaggi segreti.

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