“La figlia del predicatore” di Amy Jo Burns, HarperCollins . A cura di Ilaria Grossi

Un romanzo inaspettato.
Dalle terre del moonshine, sulle cime delle montagne degli Appalachi, si intrecciano le storie di Ruby, Ivy, Briar, Flynn e Wren, la figlia di Ruby.
Wren Bird, vive isolata dal mondo, è un fantasma, non ha documenti e non va a scuola.
Vive sulle montagne, nascosta in una capanna con la madre Ruby che le fa da insegnante.
È la figlia di Briar Bird, il predicatore, il manipolatore di serpenti velenosi.
Da giovane è stato colpito da un fulmine e ha perso la vista ad un occhio.
Da quel momento è diventato una leggenda, un prescelto di Dio, recita sermoni in un distributore di benzina abbandonato.
Wren e Ruby non tollerano più Briar, il fanatismo e l’essere assente per amore dei serpenti.
La morte di Ivy, la migliore e unica amica di Ruby, rompe equilibri e porterà la giovane Wren a scoprire cosa realmente si cela dietro l’amicizia di Ruby, Ivy, Flynn e Briar e tutto quello che ruota attorno al predicatore.
Un viaggio nel passato che nasconde bugie e amare verità.
Forte è il messaggio sull’emancipazione delle donne, sull’essere vittime silenziose, in una terra, dove predominano solo gli uomini.
È la storia di una grande amicizia che resta indissolubile nel tempo e di un amore mai dimenticato.
Un romanzo che sa coinvolgere e tenere alta l’attenzione del lettore fino alla fine del libro.

Buona lettura
Ilaria per Les fleurs du mal blog letterario

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