“Freak show” di Chiara Casalini, Dark Zone. A cura di Barbara Amarotti

La prima regola per sopravvivere? Ostentare sicurezza.

Valentina e Billy sono due ragazzi come tanti, vivono in provincia, lei lavora come commessa, lui studia all’università.

Solo un piccolo particolare li rende diversi dai coetanei: entrambi sono pesantemente bullizzati per le loro diversità.

Infatti, lei ha i capelli rossi e un passato da obesa, mentre lui è albino.

Sono soltanto colori, forme… Possibile che basti così poco per accanirsi come animali?

Bullismo, body shaming, revenge porn… sono termini usati e abusati che abbiamo, purtroppo, imparato a conoscere.

A ben pensarci sono cose con cui abbiamo a che fare ogni giorno, basta aprire un qualsiasi social per trovare articoli a riguardo, basta ascoltare i discorsi in strada, in spiaggia, a chi non è capitato di sentire frasi come “cicciona” rivolte a persone con qualche chilo in eccesso?

Tutti, ogni giorno, giudichiamo gli altri per il loro aspetto; eppure, che male c’è a non conformarsi alla massa?

Diverso non è sinonimo di mostro, è, casomai, un valore aggiunto.

Le persone vanno giudicate per il colore dei capelli o per le loro azioni?

Perché, se una donna (ma vale anche al maschile) non è conforme agli standard attuali viene derisa o compatita, a seconda di chi ne parla?

Chi e quando, mi chiedo, ha deciso che l’apparire deve essere il metro di giudizio sul valore di un essere umano?

A tal punto che la “bella presenza” è richiesta anche nelle offerte di lavoro?

E chi è brutto cosa dovrebbe fare? Morire di fame?

Ma, soprattutto, quando abbiamo perso l’umanità e l’empatia verso il prossimo?

Possibile che non ci si renda conto della sofferenza che causa questo modo di agire?

Ci si erge così tanto a giudice da non vedere la ragazzina che non mangia perché definita grassa, da non accorgersi del male che si fa ogni volta che si giudica chi è diverso dai canoni imposti da una società persa, distratta nei migliori dei modi, confusa e corrotta da ciò che vede e che gli viene venduto come giusto e accettabile.

E allora, al primo sbaglio si giudica e si ferisce, ci si accanisce sul prossimo come cani davanti a un osso, incuranti del fatto che questo prossimo ha un cuore, ha dei sentimenti e poi, una volta che si sfiora l’inevitabile, quando la vittima cade preda dello sconforto è il momento per affondare il colpo e mostrare finalmente al mondo il nostro buonismo.

Sì, siamo la società dell’apparire, dei social, delle cose condivise diventate virali, siamo la generazione Z, ma abbiamo trasformato i sentimenti in un video da migliaia di visualizzazioni.

Devi imparare ad amarti per la splendida persona che sei.

Difficilmente consiglio o meno una lettura, mi limito a raccontare ciò che mi ha lasciato, ma con questo romanzo voglio fare un’eccezione: leggetelo.

Leggetelo se siete adolescenti, fatelo se qualcosa o qualcuno non vi accetta, perché parla di noi, tutti noi e ha un grande insegnamento di fondo: l’amore e l’amicizia fanno miracoli e aiutano a non tenersi tutto dentro.

Amatevi per ciò che siete, non è l’aspetto fisico che fa una bella persona, ma ciò che ha dentro e può dare agli altri che definisce chi è.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...