“La teoria della penombra” di Ivano Petrucci. A cura di Alessia Bertini

Che forma ha il male?

Assume forse le sembianze di un clown inquietante o si nasconde in una nebbia fredda e impalpabile?

O in realtà è una spora annidata in ogni essere vivente, in attesa delle giuste condizioni per germinare e avviare il suo processo di colonizzazione?

Una forma di energia trasmissibile, che con le sue frequenze irrompe nella mente dei soggetti, plasmandone azioni e pensieri.

Forse è proprio questo che ha investito Sindri Dalvinssòn, un ex agente del KGB dal passato oscuro, ammantandolo di un’aura misteriosa da superumo.

Scomparso, cancellato dalla storia ufficiale, di lui conservano memoria gli islandesi, che ne parlano ancora come una sorta di essere magico e sfuggente, un Tsaplya.

Delle sue gesta rimangono solo ricordi, narrati quasi come leggende imbevute di arcano.

Larént Dalvinssòn ha ereditato la fama del padre e tutti si aspettano che prima o poi queste facoltà rare e inaccessibili si manifestino anche in lui.

Ufficiale a Beličan, in Russia, Larént vive nel tormento di un passato difficile da cancellare; ancora sente le parole del padre risuonare nella sua mente, in risposta ad ogni sua richiesta di aiuto: “Cerca la luce”.

Ma per lui c’è ancora soltanto Penombra, continua e irrefrenabile, una pericolosa malattia dell’anima.

Della sua vita da giovane avvenente e dalla personalità ammaliante, abituata a non ricevere rifiuti, è rimasto ben poco.

Anche di quella ragazza dal carattere deciso che una sera in un bar gli scagliò sul volto il suo cocktail sono rimaste solo dolorose memorie.

Sara Virgnirdöttir, la creatura caduta dal cielo.

Una donna apparentemente pura e semplice ma corrosa dal tormento di chi è in cerca del suo Álfar.

Adesso resta il freddo vento ghiacciato di Beličan a cullarlo alla sera, in attesa di quei sogni pieni di angoscia da cui tenta continuamente di scappare attraverso menzogne.

Ma quella coperta un po’ corta, tirata da un lato per meglio coprirsi, inevitabilmente lascia scoperte altre estremità.

Larént dovrà fare i conti con un passato che è riuscito a raggiungerlo in quel posto dimenticato da Dio.

Una oscura presenza si è ripresentata bussando alla porta della fattoria di Brackvič, con un seguito armato fatto di vecchi nemici, avidi di potere.

L’ORP, un’organizzazione segreta fondamentalista con cui Larént ha fatto i conti in passato, torna a intrecciare le proprie attività con il destino riservato ai Dalvinssòn.

Il suo scopo è imbrigliare quella Penombra che si insinua negli animi di soggetti selezionati come degni successori.

Un’entità che conserva quel tanto di luce da permettere a chi ne viene colpito di essere consapevole, di vedere ancora.

È viva, seppur incorporea. Si sposta, si alimenta, vuole sopravvivere.

Ma non è tanto un’epidemia quella che permette alla Penombra di propagarsi, quanto un’eredità.

Essa agisce come una potente frequenza, apparentemente silente e difficile da avvertire, e in questo modo domina sugli arbitri del mondo, usando le emozioni negative degli esseri umani, cibandosi della follia e consumando la sanità delle sue anime fino ad ucciderle.

Larént sarà in grado di contrastare l’ORP e impedire che la Penombra diventi uno strumento nelle sue mani?

Esiste un modo per fermare la Penombra?

In questo primo capitolo della saga, Petrucci ci introduce alla Teoria della Penombra con una narrazione che fa del flashback il suo punto di forza, rendendo la storia dinamica e criptica.

Le ambientazioni, prevalentemente concentrate tra l’Islanda di fine anni ‘80 e la Russia nel primo decennio degli anni 2000, sono arricchite da numerosi rimandi alla cultura autoctona, con citazioni folcloristiche e mitologiche.

Alle spalle del fanta-thriller, elemento trainante della trama, viene collocata un’intrepida analisi delle pieghe della psiche umana, capaci di nascondere efficacemente insicurezza, debolezze e ambivalenza.

L’avidità umana si impone in prima linea, sempre pronta a sfruttare ogni cedimento e a strumentalizzare potenziali forze distruttive.

Lasciatevi catturare dalla scrittura dettagliata e introspettiva.

Vi ritroverete partecipi di un girotondo tra epoche e nazioni diverse, disorientati in quel vorticare di nomi e luoghi, ma prima di perdere l’equilibrio e cadere guadagnerete il giusto orientamento per proseguire verso la risoluzione di questa misteriosa teoria.

Fidatevi.

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