“Gleason6” di Mauro Cotone,WLM Edizioni. A cura di Gaia Puccinelli

Una serie di inaspettati eventi si mettono in coda per turbare la tranquillità della vita da scapolo del commissario Della Seta: la preoccupazione per gli esiti di un esame prostatico, l’arrivo della figlia astrofisica da Cambridge con una micia e una notizia sconvolgente e ultimo, ma non per importanza, la comparsa sulla scena romana di un serial killer dal modus operandi particolare che gli farà guadagnare il soprannome di “picconatore”.

Della Seta dovrà quindi fare l’equilibrista tra vita privata e indagini, cosa che non sembra per niente semplice dovendo affrontare situazioni delicate in entrambi i contesti.

Ci viene spontaneo domandarci quindi dove trova il tempo e le energie il nostro protagonista per dedicarsi anche alla vita sociale e sentimentale, eppure potrebbe affacciarsi qualcuno in grado di sciogliere il suo cuore e di farlo tornare a fare le ore piccole dopo un appuntamento.

Ma ne varrà veramente la pena?

Mauro Cotone, l’autore, ha consegnato al mondo un thriller rapido e ricco di colpi di scena, ad ogni pagina l’intreccio dei fili della trama si fa più complicato, portando il lettore a credere che non riuscirà mai ad indovinare chi è in realtà l’assassino. L’importante però è che ci arrivi l’abile commissario, che guidato dalle immancabili canzoni dei Rolling Stones conduce le indagini in modo professionale e senza mai arrendersi, nemmeno davanti a quelli che sembrano dei vicoli ciechi senza uscita.

E possiamo dire anche tale padre, tale figlia, perché il personaggio di Betta è tutto suo padre, non si arrende mai, nonostante la vita l’abbia messa di fronte a sfide rilevanti, a partire dal divorzio dei genitori, lei segue la sua strada, senza fermarsi e senza la minima esitazione e infonde forza anche nel commissario che non può che ammirarne la determinazione, come tutti noi del resto.

Il romanzo affronta un tema molto delicato per la sanità, cioè il dolore di chi deve convivere con la consapevolezza della malattia, il peso che alcuni pazienti devono portare e che potrebbe rendere i loro ultimi giorni scuri per l’ombra del dolore di abbandonare i propri cari.

Ma anche l’ansia e la preoccupazione di vivere nell’incertezza di non sapere cosa ci aspetta tra il momento di un esame e l’arrivo degli esiti.

L’autore è abile a mescolare gli aspetti più leggeri della vita quotidiana di Della Seta, dalla quale scaturiscono anche momenti comici e divertenti (adorabile il suo rapporto con la micia), agli aspetti più riflessivi che potrebbero turbare il lettore, ma che sono quelli più importanti a livello comunicativo.

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