Reveiw party “Il castello dei falchi neri” di Marcello Simoni. A cura di Chiara Monina e Gaia Puccinelli

Per un grande autore servono due voci fresche, vibranti e piene di passione.

solo loro possono farci comprendere la meraviglia di certi viaggi, che restano incisi a fuoco sul cuore.

Ecco a voi due diverse interpretazioni dello stesso libro accumunate però dal medesimo amore che solo un grande talento come Simoni può suscitare.

Buon Viaggio.

Quando la storia riesce a sorprendere. A cura di Chiara Monina

Questo libro si apre nell’anno domini 1233,nella Napoli di Federico II, lo Svevo, un regno formato da feudi, dove le donne vengono interpellate con l’appellativo di Madonne.
La vicenda ruota attorno alla famiglia dei Grifoni: il padre Adelmo, la madre Engilberta ed i tre figli Oderico, Aloisia e Landolfo.
Oderico è un soldato, reduce dalle crociate a Gerusalemme mentre Landolfo un monaco.
La vicenda inizia con il ritorno a Napoli di Oderico, che ritrova una famiglia distante e quasi infastidita che lui sia rientrato vivo, sano e salvo.


“Tutte le donne che amava erano state allontanate da lui. Il loro ricordo gli aveva
permesso di rimanere vivo e saldo nello spirito in tanti anni di lontananza”.


Scoprirà che la guerra, con l’aumento delle tasse, ha impoverito anche il suo Feudo ed indurito il cuore della sua famiglia davanti alle avversità.
Una famiglia costretta a diversi compromessi, per essere ancora proprietaria delle proprie terre, che comprendono il castello ed il bosco circostante.
Il primo agnello sacrificale è stata la sorella Aloisia, data in moglie a Rogerio di Castagnola, che assieme al fratello Goffredo sono i signori della Torre Mastra e una delle famiglie più in vista di Napoli.
Una famiglia influente, quella dei Castagnola, se poi il prestigio sia dato da affari ambigui, lo si scoprirà attraverso le pagine del libro.
Attorno a loro ruotano Fabrissa, l’amata di Oderico e sua nonna Foresta, le signore degli Acquaviva; Ettore di Montefuscolo, giustiziere della Terra Laboris, la Badessa Mobilia e a Roberto D’Aquino,executor del giustiziere, che indaga su un duplice omicidio.
È una scrittura scorrevole ed una lettura accattivante, che ti prende per mano, in modo dirompente, fino allo svelarsi dei vari misteri e segreti che circondano la famiglia dei Grifoni.
I Grifoni, inizialmente, sono distanti fisicamente e spiritualmente ma poi si troveranno vicini e compatti proprio nei momenti più difficili.
Sono arroccati ognuno nel suo mondo ma si scopriranno capaci di mettere a servizio della famiglia le proprie capacità personali per il bene comune.
Aloisia, ad esempio, da sposa innamorata e devota, si mostrerà combattiva e coraggiosa.
È una vicenda ambientata nel medioevo, dove per una donna, era doppiamente difficile farsi valere e mostrare il proprio coraggio.
La madre Engilberta e la nonna Foresta, sono custodi di segreti e donne impavide dinanzi ai sordidi ricatti ed alle intimidazioni degli uomini.
Il medioevo ci appare un tempo lontano dal nostro stile di vita ma in realtà era già un mondo cosmopolita come dimostrano i personaggi di Moamin e Al-Qalam, che vengono dall’Oriente.
Moamin era uno di famiglia per i Grifoni, sempre leale verso i signori ed una presenza costante e rassicurante per i figli.
È il loro falconiere, accudisce e addestra i rapaci ed è colui che ha introdotto la pratica di bendare i falchi con semplici cappucci di cuoio, per coprire loro le palpebre.
Prima di lui, da generazioni di falconieri a servizio della casata, c’era la barbara pratica della cigliatura, che consisteva nel cucire completamente le palpebre dei rapaci, per farli abituare alla presenza dell’uomo.
Al-Qalam è un amico di Oderico, al suo servizio, il Grifone, infatti, gli ha salvato la vita in Terra Santa e così lui ha deciso di seguirlo fino a Napoli per sdebitarsi.
Colui che ci sembra diverso all’apparenza per pelle e cultura, è più fidato di gentiluomini che cospirano alle spalle o di uomini di fede corrotti.
La libertà, la verità e la menzogna camminano in bilico sullo stesso filo.


“Il libero arbitrio consisteva in una mera illusione concepita apposta per irretire gli
ingenui”.


Ci troviamo davanti a truffatori, bugiardi e strozzini, che filano le trame della storia per bramosia di potere e denaro.


“Fiutare il lezzo dell’infamia non è giustificazione sufficiente a cacciarsi nei guai”.


Ed è difficile per coloro che tentano di seguire la retta via rimanere saldi nei loro principi, quando attorno a loro ci sono disonestà e cattiveria, perpetuate da coloro che predicano stili di vita virtuosi :

“Quasi che il risentimento, l’amore perduto e il desiderio di rivalsa l’avessero privato in un sol colpo della saggezza, liberando un’indole irrequieta tipica dei rapaci allevati dalla sua stessa famiglia”.


Ma alla fine, si ritrova la ragione che scaturisce dal cuore, attraverso le sagge parole di coloro che ci stanno accanto

“Una sciagura non la si può certo spaventare, messere…..A Dio piacendo, può solo essere essere estirpata…..come un’erbaccia”.


Non vi svelo altro, buona lettura, sarà sorprendente e piacevole

***

Una storia che è la nostra storia. A cura di Gaia Puccinelli

Oderico Grifone, di ritorno, dopo cinque lunghi anni, da una crociata di Federico II in Terra Santa, trova un’accoglienza ben meno calorosa di quello che si attendeva.

La madre reagisce come dinnanzi ad uno spettro, il padre a stento riesce a guardarlo negli occhi, la sorella è stata ormai data in sposa ad un uomo dalla reputazione non tra le migliori, il fratello minore che sembra fare i propri interessi.

E soprattutto Fabrissa, la donna che amava e che gli aveva giurato eterna fedeltà, adesso è promessa ad un altro, lasciandolo con il cuore spezzato a dover affrontare i colpi bassi della sorte.

Ci troviamo nella Napoli di Federico II di Svevia nel 1233, una Napoli vessata dalle tasse e in cui anche le famiglie di nobili natali, come quella di Oderico, si trovano costrette ad indebitarsi e a cercare il favore di un qualche strozzino o burocrate dell’imperatore per non soccombere alla povertà.

Un’ambientazione quindi che richiama un periodo da sempre ricordato come di lustro e splendore per la civiltà del Regno di Sicilia, ma che ci viene sapientemente mostrata anche nelle sue tinte più fosche, quelle che tendiamo a dimenticare, ma che invece evidenziano un momento quasi di decadenza per una parte di popolazione, per ricordarci che sempre quando qualcuno sale con l’ascensore sociale, ci sarà chi invece viene catapultato verso terra.

In questa ambientazione si incastona alla perfezione il segreto su cui si basano gli intrighi portati avanti tra burocrazia, monasteri e selve; un segreto che porterà Oderico e i suoi familiari a fare i conti con il passato, ma anche con i rapporti che ci sono tra di loro, mettendo a dura prova la forza e la vitalità della rete familiare. In particolare viene tratteggiato il rapporto tra i tre fratelli, con le gelosie tipiche di una famiglia di alto rango, ma anche con l’affetto puro che avvicina i consanguinei, quest’ultimo aspetto affidato ai ricordi portati in luce da Aloisa, la sorella più giovane, che rammenta teneramente frammenti della vita infantile e che ancora si comporta come la sorella più piccola, grata per le attenzioni dei fratelli, ma coraggiosa e pronta a tutto per difenderli.

Altro personaggio di eccezionale spicco è Al-Qalam, misterioso e acuto, attira da subito l’attenzione del lettore che è portato ad affezionarsi tanto da aspettare con ansia le prossime righe in cui comparirà.

L’autore gioca continuamente con i non detti, creando scene legate tra di loro da mille sottintesi che tengono il lettore incollato alle pagine e ne stuzzicano l’intelligenza e l’arguzia.

Fin dalle prime righe si capisce che non sarà facile posare il libro prima della fine e che le emozioni di susseguiranno con un ritmo implacabile.

Ogni tanto tuttavia troviamo delle pause che ci regalano dei meravigliosi quadretti idilliaci delle selve napoletane e delle piccole descrizioni degli uccelli trattati dalla famiglia dei Grifoni che sono degne dei più antichi trattato dell’arte della falconeria.

Possiamo dunque definire questo romanzo un thriller storico impeccabile in cui la vicenda drammatica di un giovane che torna finalmente a casa si trasforma in una lotta alla sopravvivenza in cui è difficile capire chi sono i nemici e quali gli amici; la storia di Oderico diventa la ricerca delle proprie origine che sono le uniche in grado di spiegare gli eventi del presente e di dare un senso alla propria esistenza; è una storia di gioie e sofferenze familiari, di legami avvelenati dai segreti e che forse è troppo tardi per rinsaldare.

La storia della famiglia dei Grifoni diventa la metafora della storia di tutti noi che ci troveremmo ad un passo dalla deriva se non fossimo disposti a batterci per la verità, per trovare la nostra vera essenza.

È ciò è possibile solo mettendosi in gioco.

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