Il blog consiglia “A pelo d’acqua” di Livio Romano, Les Flaneurs edizioni. Da non perdere!

«Grosso modo ho capito cosa voglio fare, e lo faccio. Ho capito che compiere una scelta significa dire no alle restanti, molteplici opzioni possibili.

Che non puoi infilarti in ogni ammiccante sliding door e far casini e

uscire a gambe levate avendo incendiato la casa cui conduceva quella porta».

Uno scrittore alle soglie dei cinquant’anni alle prese con i figli adolescenti e una coppia di vicini troppo ingombrante

Vasilio Navarra, insegnante e scrittore quarantottenne, ha un talento naturale nel cacciarsi nei guai. Dopo la separazione, si divide tra le lusinghe degli incontri online e il desiderio di costruire una nuova relazione stabile. Ottenuto un anno sabbatico, Vasilio ha la ferma intenzione di dedicarsi soltanto al romanzo della sua vita. Quando però la moglie si trasferisce per lavoro, gli amati figli adolescenti tornano a vivere con lui e ogni piano è spazzato via dalla necessità di prendersi cura di loro. A complicare le cose, il misterioso dirimpettaio Thom Karremans, colonnello olandese che a Srebrenica si fece da parte consentendo lo sterminio di diecimila bosniaci, piomba all’improvviso nella vita del professore. In poco tempo Vasilio diventa il confidente di Thom ma anche l’oggetto del desiderio della signora Karremans, evenienze che sulle prime lo fanno stare al gioco finché non si ritrova a essere il principale sospettato di un omicidio che porta dritto alla villa del militare. A pelo d’acqua è un romanzo scanzonato, avvincente e irriverente, sulla capacità di imparare dai propri errori per lasciarsi alle spalle l’infinita giovinezza, o per poter continuare a sbagliare meglio.

BIOGRAFIA

Livio Romano (Nardò, 1968) è laureato in Giurisprudenza, dottore di ricerca in Italianistica, insegna in un CPIA. Considerato da molti critici, giornalisti e letterati una delle voci più originali della narrativa italiana di fine anni Novanta, ha pubblicato i romanzi Mistandivò (Einaudi, 2001), Porto di mare (Sironi, 2002), Niente da ridere (Marsilio, 2007), Il mare perché corre, Diario elementare e Per troppa luce (tutti per Fernandel). Con Per troppa luce è stato finalista al Libro dell’anno 2017 di Fahrenheit Rai Radio 3. Ha scritto per numerose testate e, per la Rai, radiodrammi e reportage. Collabora con la Repubblica, Quotidiano di Puglia e Corriere del Mezzogiorno.

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