“Rain of pain”di Maurizio Maltese. A cura di Patrizia Baglioni

Chi è Job Godspeed?

Me lo chiedo mentre chiudo il libro.

MAURIZIO MALTESE ci regala ancora una volta una storia affascinante che ci lascia riflettere, perché se è vero che cifra e protagonista della storia sembra essere la violenza, è altrettanto vero che la vita di Job è una vera “pioggia di dolore”.

Quanto può sopportare un uomo?

C’è una cifra esatta, un carico di dolore quantificato che un essere umano può tollerare?

Alcuni non sopportano un raffreddore, altri si lasciano annullare dalla vita, Job Godspeed invece sceglie la via della vendetta e per farlo sfrutta il suo maggior talento: uccidere.

Job era un poliziotto newyorkese, uno dei migliori, con un istinto micidiale, spesso si era preso pure le pallottole degli altri pur di salvarli, e forse per questo a un certo punto era stato messo da parte, l’invidia, la competizione e il sospetto lo avevano escluso dal gruppo.

Così Job aveva cominciato a perdere fiducia negli altri, a guardare il mondo come a un luogo buio, abbandonato da Dio, d’altronde con un nome come il suo Giobbe, con un significato biblico ben preciso, doveva aspettarsi una predestinazione a soffrire.

Il fatto è che la vita a volte ti fa sperare, ti fa pensare che c’è del buono in questa esistenza e che la felicità è alla portata di tutti, Job incontra l’amore e finalmente si sente realizzato.

Ma tutto all’improvviso gli viene strappato, troppo in fretta, con troppa violenza.

E allora Job risponde, diventa uno “sweeper”: un sicario della malavita, si reinventa nella dimensione della morte, per qualcuno scomoda, non per lui visto che “il dolore era il suo migliore amico”.

Ma la storia di Job non è finita perché scopre una verità terribile e allora più nessuno potrà fermarlo.

Cosa cerca Job?

Vendetta?

No, giustizia, se Dio non scende a donarla all’uomo sarà lui a farlo a suon di pallottole.

Un romanzo breve, fluido, accattivante, le scene di combattimento sono ben costruite così come l’indagine psicologica dei personaggi.

Job sovrasta su tutti, con le sue frasi secche che ricordano i film di Bruce Willis e i fumetti di Ken il Guerriero o di Cowboy bebob.

Mi chiedo ancora chi è Job?

Ho la risposta: è solo un uomo in cerca di pace.

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