Review party “Ultimo sangue” di Diego di Dio, La corte editore. A cura di Jessica Dichiara

Si muore, si nasce, si piange 

Promette e mantiene Di Dio con questo romanzo!

Promette Sangue nel titolo e sangue troviamo, sulle mani, tra le ossa. Lago di sangue. Serpenti di sangue. Baci di sangue e sale.

Promette Ritmo e troviamo i grandi classici come Beethoven e Wagner per perderci nei ricordi o i Led Zeppelin, i Deep Purple, Bon Jovi, Patti Smith per ritrovarci nella realtà.

La prima persona e la terza danzano in tutto il romanzo facendoci ballare senza sosta sotto la guida di un direttore esperto e sicuro di sé. Il presente e il passato sono un’altalena che dondolando porta in alto la trama per poi riportarla da noi, raccontando senza mai svelare troppo, spiegando senza togliere al lettore la possibilità di aggiungere la propria immaginazione.

Impeccabile.

Promette Vita e ci fa conoscere Alisa che alla vita avrebbe tanto da chiedere. Alisa che non ha chiesto di nascere ma alla quale si chiede comunque di pagarne lo scotto. Alisa che viene cullata sotto la pioggia con la promessa dell’inferno. Alisa e la pioggia che c’è sempre. Alisa e la sua Notte Oscura.

Promette Azione e ci fa conoscere Buba che appartiene ai sopravvissuti e che negli occhi di Alisa specchia la sua anima. Buba che deve ucciderla. Buba che la risparmia e la plasma rendendola unica. Buba che accarezza, che parla con il corpo, che legge le poesie di Ungaretti. Buba con il suo impercettibile respiro, con il corpo massacrato e lo spirito sopravvissuto. Buba pianifica, accelera, ordina, protegge, ha un piano.

Promette Guerra e ci trasporta in una Napoli silenziosa fra bande criminali senza scrupoli, senza tempo e senza Dio. Guerra che aspetta paziente nascosta su un tetto. Guerra da percorrere, strada per uccidere, unica via libera, elegante come una donna addormentata.

Promette Vendetta con le sembianze di una vedova, donna Teresa, che ha visto sterminare la sua famiglia e che vive con l’unico scopo di ballare sulla tomba di chi ha organizzato la morte della sua anima. Teresa che non può lasciar andare il dolore, che fissa le ombre e ascolta nel silenzio il vuoto che la chiama. Teresa che ha qualcosa da nascondere.

Promette Fiducia sotto lo strato di odio, intrighi, tradimenti, smania di potere. Ad Alisa e Buba rimane solo la fiducia reciproca per affrontare questa sfida all’ultimo sangue. Alisa e Buba si guardano, si proteggono, si affidano l’uno all’altro, sono resilienti, sono per sé e non per altri, sono in bilico fra il bisogno di cadere e la forza di aggrapparsi alla vita.

Promette un Viaggio e ci fa volare sopra Castel Volturno, tra i suoi Coccodrilli, le case diroccate, le finestre sfondate, le ringhiere arrugginite, i vasi traboccanti di terra e cenere, la puzza di umidità, il profumo dell’erba e il lezzo di immondizia.

Con l’abilità degna di un mago Diego ci fa passare da un sentimento all’altro, dal turbamento al piacere, dalla fiducia all’angoscia, dalla tragedia shakespeariana al noir implacabile e inquietante, dalla vita alla morte e viceversa dalla morte alla vita, dal male al pianto.

Consiglio per la lettura: Scegliete una giornata di pioggia e accompagnate le parole con un rosso corposo e della buona musica.

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