Review party “Prometti che resterai” di Corinne Michaels, Always publishing. A cura di Alessandra Micheli

Era davvero troppo tempo che non leggevo un lbiro Always pubblishing.

Presa da un blog che cresceva in modo spropositato ho deciso di lasciare i sentimenti, quelli luminosi e importanti ma forse troppo per essere raccontati un ò in disparte.

Perché io a differenza di tante persone non ho paura del terrore, della parte meno nobile dell’animo.

Anzi.

Ho bisogno di comprenderla e capirla, definirla e nominarla appunto per non provare remore nell’affrontarla.

Ma degli affari di cuore, beh se non ho proprio paura provo nei confronti di questo mondo variegato e fondamentale per l’essere umano un pudore forse eccessivo.

L’amore, in ogni sua forma, non può essere descritto senza correre il rischio di banalizzarlo.

Di incappare nell’errore del cliché, nell’inganno della commedia.

L’amore è qualcosa da tutelare e raccontare con sommo rispetto.

Perché è grazie a quell’emozione se noi nonostante il dolore, nonostante gli abissi che la vita ci mette davanti possiamo ricominciare.

Non solo a sorridere e sperare ma a intessere il nostro destino con nuovi colorati fili.

E a volte l’amore è la miglior bussola che abbiamo tra le mani.

Perché coscientemente ci organizziamo la vita.

Sappiamo dove dobbiamo andare, quali sono i nostri desideri.

Ci facciamo illudere dalla seduzione dell’avventura.

Sbuffiamo di fronte al quotidiano in cui qualcuno ci ha inserito.

Vogliamo tutto, l’acme di ogni sensazione, successo e un mondo rumoroso, cacofonico a omaggiare le nostre scelte.

Ma l’amore sa.

E frantumando il nostro ego, le convinzioni, le resistenze e prue un anima che ci circoanda di muri, ci riporta dove davvero è sito il nostro cuore.

Li, dove esiste la nostra vera casa. E quell’istante in cui le affannose corse per darci un volto, per rinnovare il nostro nome, per inseguire i sogni, appaiono solo i tentativi goffi di chi ha la bramosia di vita, di chi in fondo non sa ancora ascoltare.

E allora passano anni sotto i ponti delle scelte sbagliate, degli ardori e dei tentativi di appartenere alla torre di babele dei vincenti.

E ci ritroviamo di nuovo a fare i conti con il nostro passato.

Forse più saggi, feriti ma coscienti che in fondo, quelle ferite fanno parte di noi, sono i segni che il tempo ci ha regalato.

Descrivere un percorso di vita simile che appartiene a tutti noi è davvero difficile.

A volte appare impossibile creare una storia che tocchi corde segrete del cuore e che in fondo ci faccia restare felici e in lacrime nei pressi della nostra anima, unico luogo in cui non ci degniamo di avventurarci.

Corinne Micheals ci è riuscita.

Di fronte alla vicende di Presley lo ammetto mi sono commossa.

Ho sentito sulla pelle il suo dolore che è un po anche il mio.

Quello che ti spalanca una voragine nel cuore.

Quello che ti fa dubitare che riuscirai ancora a vedere con fiducia un tramonto sapendo che una radiosa alba lo seguirà, piena di promesse e di opportunità. Lo so perché lo provo, in fondo, ogni giorno.

La perdita è devastante ragazzi miei.

Ma sapete come si supera?

Tornando indietro.

Riavvolgendo il nastro.

Sbrogliando i nodi.

Magari nel posto in cui avevi giurato davanti alla luna, urlando tutta la rabbia e la delusione, che non saresti tornata mai.

Magari nel silenzio, un un infinita danza tra terra e cielo, li dove nessuna distrazione ti toglie dall’osservare e ascoltare te stessa.

E in quell’istante, in cui ti sembra di tornare indietro nel tempo, laddove il sale sulle ferita inizia a bruciare, sai che ce la farai e non a sopravvivere.

Ma a vivere, fidarti, ridere e credere ancora.

E si è la tua seconda chance.

La tua opportunità per dimostrare che in fondo, nonostante i suoi atroci scherzi, la vita è una creatura benevola.

Che quel triturarti è solo il modo che ha per accogliere il tuo vero io e permettergli di fare capolino dietro igni muro e ogni ostacolo.

E Presley alla fine di questo difficile percorso tornerà a brillare.

Più donna, più forte più consapevole di se stessa.

E l’amore potrà scorrere di nuovo, forse meno impetuoso ma non per questo meno meraviglioso.

Un libro che entra dentro e non ti lascia andare, che ha il sapore delle cose semplici, della natura infinita che ci accoglie e ci abbraccia e sopratutto di qualcosa che oggi ci manca tanto da far male: la speranza.

E quando essa si lega al sentimento cosi celebrato dai miglior poeti allora statene certi la magia è compiuta.

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