“La casa sul promontorio” di Romano De Marco, Salani editore. A cura di Patrizia Baglioni

A volte i libri ci mettono un po’ a catturare il lettore, partono accennando e poi pian piano attivano un coinvolgimento crescente.

Spesso è il ritmo narrativo a fare un buon libro.

Quando sono a pagina 20 de LA CASA SUL PROMONTORIO mi accorgo che sono totalmente dentro alla storia: il protagonista è Mattia lo scrittore italiano più famoso e affascinante del momento, c’è una storia d’amore… forse due, è ancora aperta l’indagine su un massacro familiare e intorno ai personaggi girano misteriose ombre.

No, non è questo il libro che riesci a lasciare.

Te lo porti dietro ovunque, mentre fai la spesa e pensi a cosa nasconde Eva la bellissima vicina di Mattia, il suo arrivo così come il suo interesse non possono essere casuali.

Ti infili veloce nel pigiama la sera, solo per riprendere la narrazione da dove l’avevi lasciata, perché ad ogni pagina la storia si scombina, ora c’è di mezzo il ritrovamento di un reperto della Seconda Guerra Mondiale e il Cimitero Canadese di Ortona… che esiste veramente, e allora la curiosità prende il sopravvento e passi la notte in bianco con gli occhi attaccati alle pagine.

Ok, tengo a bada l’entusiasmo e racconto con ordine qualcosa anche a voi.

Mattia Lanza è un uomo affascinante, uno scrittore famoso, ricco, i suoi libri sono stati tradotti in tutto il mondo e trasformati in serie Netflix di successo, avrebbe il mondo ai suoi piedi ma una tragedia ha sconvolto il suo mondo due anni prima, un uomo ha ucciso sua moglie e i suoi due figli e lui pensa a loro in ogni momento.

Dapprima accusato ma subito prosciolto vaga da due anni alla ricerca di un nuovo equilibrio ma il dolore ha sopraffatto i suoi giorni e soprattutto la sua fantasia.

Così la sua agente Giulia, lo costringe a un cambiamento, lo accompagna a Ortona in Abruzzo, in una casa isolata su un promontorio dove può trovare tutta la tranquillità per superare il blocco della pagina bianca.

Qui cominciano ad accadere strani episodi, a partire dal ritrovamento di una scatola appartenuta ad un soldato canadese con un sacchetto estremamente particolare…

E poi strane ombre seguono ovunque Mattia, così come lo sguardo di una donna impazzita dal dolore, e la sua vicina così bella, indecifrabile e disponibile.

Sarà l’aria di mistero che aleggia nell’aria, ma Mattia ritrova se stesso e il piglio creativo prende forma, è finalmente pronto a scrivere l’opera della sua vita, quello che lo farà ricordare per sempre.

Sì perché lo scrittore sa bene che le sue storie sono più commerciali che classici della letteratura italiana, e lui più che essere un fenomeno di passaggio cerca l’immortalità.

La trova nei libri di autori esordienti che pubblicano con piccole case editrici e la insegue con un lavoro fatto con la massima dedizione e disperazione mischiando fatti reali e fantasia.

E qui il romanzo sorprende davvero, perché non c’è più distinzione tra il libro di Mattia e quello di De Marco, i fatti si sovrappongono così come le due storie.

Mi ingegno a inseguire i dettagli, a capire gli indizi, a studiare la figura enigmatica di Mattia, effettivamente qualcosa non mi è chiaro, così come a Eva.

Una storia intrigante dalla prima all’ultima riga che mi fa conoscere un autore di grande talento e sensibilità: interessante l’uso dei dubbi dello scrittore, che come l’autore dimostra, restano integri anche dopo l’affermazione e il successo, così come le dinamiche del mondo editoriale accennate e denunciate.

Tracciate con perizia le figure femminili, spazzano via lo stereotipo dell’amante, della poliziotta e della moglie, estremamente credibili e umane fanno da cornice a un protagonista interessante e originale.

L’ambientazione incanta e contribuisce a rendere il romanzo vicino al lettore, Ortona, una città di mare come tante eppure piena di indecifrabili verità, di inconfessabili desideri.

Ecco il punto: il desiderio, tutto ruoto intorno a quello ed è l’unica cosa a cui Mattia Lanza non sa dire di no.

Un romanzo da leggere tutto d’un fiato che non smette di stupirvi fino alla fine e vi lascia con interrogativi sospesi.

D’altronde il thriller è anche questo: attesa, incubi e paura di un inconscio che si ribella.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...