“C’è un cadavere sui bastioni di Porta Venezia” di Mauro Biagini, Fratelli Frilli editore. A cura di Ilaria Grossi

Un delitto del passato, sui Bastioni di Porta Venezia, riporta indietro nel tempo, Delia, la stravagante magliaia di Via Lecco.
Anni 80 e il giovane studente universitario Tommaso Marangon, fu trovato morto.
Ucciso dal coccio di una bottiglia rotta.
Un caso risolto e liquidato in fretta, come conseguenza di una rapina andata male.
Delia, conosceva Tommaso e già a quei tempi, non era così sicura né soddisfatta dell’esito delle indagini.
Ed ecco che il destino riporta a Delia delle polaroid trovate in un vecchio libro.
Sono polaroid che scottano, e sono coinvolte più persone, tra queste Tommaso.
Delia riuscirà a ricostruire pian piano tutto quello che ruotava attorno alla vita di Tommaso Marangon.
Il giovane studente si lascerà affascinare come nel mondo dei balocchi, solo che non si tratta di una favola, è la realtà di Milano: donne, personaggi del momento, bella vita, soldi facili, prostituzione, droga, un giro assai rischioso per un giovane e ingenuo studente di provincia.
Affiancata dal commissario Attilio Masini, piuttosto scettico nel riaprire il caso, Delia prosegue le ricerche da sola, con caparbietà e un ottimo spirito di osservazione e analisi, grazie al quale riuscirà a mettere in ordine ogni tassello del puzzle lasciato a metà.


L’autore riesce grazie a Delia a condurre la storia, con uno stile fluido e scorrevole, l’alternarsi dei capitoli tra passato e presente, rende la lettura  dinamica e accende curiosità in chi legge.
Delia, conquista decisamente noi lettori, una donna dotata di grande sensibilità, carismatica e soprattutto testarda.

Buona lettura
Ilaria per Les fleurs du mal blog letterario

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