“L’uomo che sedusse la gioconda” di Dionigi Cristian Lentini. A cura di Chiara Monina

Un romanzo storico ambientato all’inizio del Rinascimento, che ti fa davvero viaggiare tra ducati e regni e ti fa entrare nelle vite e nelle case dei personaggi storici più famosi.

L’amore per la verità è il motore che muove questa storia, attorno a questo amore ruota il protagonista principale Tristano Licini dei Ginni, ventidue anni, colto e brillante, autorevole diplomatico dello stato pontificio.

“È la verità, che trova l’uomo, che lo conosce, che lo possiede e ne determina il destino e il corso della sua storia”.

La sua professione lo fa viaggiare su e giù tra i vari stati, gli permette di entrare in contatto con le personalità più influenti del suo tempo; ci spostiamo tra Roma, Mantova, Milano ed il Portogallo.

È sempre accompagnato dal prode Pietro, suo servitore fedele e coraggioso, nutrono entrambi una fiducia reciproca ed una vera lealtà.

Il segreto che deve scoprire è chi siano i suoi veri genitori, porta al collo un rosario della madre come protezione ma non conosce le loro vere identità.

Tristano è un vero seduttore, è un uomo che ammalia coloro che gli stanno accanto, la sua arte seduttiva non è solamente fisica ma è un modo di interagire con gli altri; la sua è una comunicazione passionale per arrivare ai propri obiettivi, per raggiungere i propri scopi.

Per risalire ai suoi veri genitori, deve ritrovare una lettera nascosta e questo lo porterà ad incontrare artisti, cortigiani e condottieri.

Nonostante lavori per il Papa non è per niente incline alla vita mistica e religiosa, si avvale della sua posizione per carpire le informazioni che gli servono per scoprire la verità sulla sua famiglia.

Perché questo mistero è così fitto e perché se venisse svelato, sembrerebbe essere così pericoloso sia per lui che per l’intera Chiesa?

Anche se conosce moltissime persone, i suoi veri amici sono solamente tre: Jacopo, monaco benedettino, con cui condivide la passione per i classici patristici e la ricerca filosofica della verità.

Veronica, cresciuta in un bordello veneziano, che ora gestisce una casa di appuntamenti a Roma.

Ed infine Ludovico, figlio ed aiutante del sarto della famiglia Orsini, estroverso ed esperto di tessuti; dopo ogni missione, Tristano rientra a Roma e fa loro visita.

In questa storia si attraversano pontificati, guerre intestine tra Roma, Ferrara e Mantova, spesso giocate attraverso tradimenti ed apparenti suicidi.

Le donne o meglio Madonne, come vengono chiamate le signore del tempo, sono le vere protagoniste accanto a Tristano e purtroppo si ritrovano quasi sempre in una condizione di inferiorità, in quanto vengono trattate come oggetti di contesa tra gli uomini.

“Armonia e contrasto: la bellezza nasce sempre da questi due opposti. Non credete, Ser Francesco?”

Che siano di umili o nobili origini, il trattamento a loro riservato da mariti, fratelli o prelati è sempre lo stesso.

Le Madonne incontrate sono : Beatrice D’Este, Giulia Farnese, Caterina da Forlì, Lucrezia Borgia, Lisa Gherardini detta Lisa del Giocondo.

Sono donne dalla personalità forte e fragile allo stesso tempo, da un lato indomite, passionali e perseveranti, dall’altro fragili e bisognose di un abbraccio leale per non soccombere agli intrighi in cui si trovano coinvolte loro malgrado.

Dice San Paolo : “Quando sono debole, è allora che sono forte”.

Tristano è sempre pronto a porgere a queste donne una spalla su cui piangere come amico, sollevandole dai loro dolori o riserva loro un’attenzione più fisica, passionale.

Un amante che si concede senza remore, che non dà false illusioni, che sa che non può fare promesse per via della sua professione.

“L’amore chiede tutto…e ha diritto di farlo. Un diplomatico non può mai concedere tutto…neanche all’amore”.

Tra intrighi e segreti che serpeggiano nei palazzi, tra messaggi cifrati ed in codice celati in una piccola cappella sperduta, passando tra Spagna, Francia e Pirenei, scopriremo la verità insieme a Tristano.

Il nostro protagonista comprenderà che “ la storia, in attesa della verità, l’aveva già schierato dalla parte giusta”.

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