“La piantagione dei cervelli” di Fabio Carapezza, Bookabook edizioni. A cura di Patrizia Baglioni

Amo i libri che appena terminati provocano delle domande, o semplicemente… provocano.

LA PIANTAGIONE DI CERVELLI di Fabio Carapezza rientra nel genere fantascientifico che ha la possibilità di offrire una dimensione temporale dissimile, spesso discorde rispetto a quella odierna.

A volte invece la fantasia tocca pericolosamente la realtà, da qui la riflessione.

Siamo nel 2119, l’umanità vive raccolta sotto la Volta, protetta dalle radiazioni ionizzanti del sole, il Complessum l’organo di governo assoluto assicura la pace da novant’anni grazie ad un sistema di regole basate sull’ordine e l’obbedienza.

Tramite un sofisticato sistema di tecnologie avanzate, la Potentocrazia ha il pieno controllo su tutta la popolazione, e per farlo sono stati utilizzati gli strumenti tipici dei totalitarismi: la cancellazione della personalità individuale e della storia collettiva.

Gli uomini si assomigliano tutti tra loro, depilati, vestiti allo stesso modo, vivono secondo identiche modalità, nulla è lasciato al caso, anche il compagno o la compagna vengono scelti dal sistema perfetto del Complessum.

Ed eccolo il concetto di destabilizzazione: la perfezione.

Il Cobra, l’uomo a capo della Potentocrazia non ha tenuto conto del fatto che l’uomo è un essere imperfetto e in quanto tale non risponde ai comandi come un automa: bisogna quindi fare qualcosa, depotenziare le capacità logiche e razionali, oppure… creare un cervello adatto, anzi una piantagione di cervelli.

Darius è un uomo che non ha smesso di interrogarsi, nonostante la necessità di conformarsi al sistema.

Ma sua figlia Kira è una bambina con insito il seme della curiosità che germoglia giorno dopo giorno e stranamente chiede: “che cos’è la guerra?”.

Quello che non sanno Darius e Kira è che non sono soli e pian piano il loro bisogno di ritrovare un’identità e di avere spiegazioni li porterà ad avvicinarsi a altri cittadini dissidenti.

Sotto la Volta inizia una lotta per gli ideali di democrazia, per una nuova umanità e soprattutto per la libertà.

Una lotta contro le restrizioni, contro l’isolamento e il distanziamento, parole che purtroppo ci riportano rapidamente alle situazioni odierne e allora questa storia non è più solo di Darius e Kira ma diventa anche la nostra

Un libro che riprende tematiche classiche narrandole con una passione che traspare ad ogni pagina e che rappresenta un’umanità viva e pronta ancora a combattere per i propri diritti.

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