“Obliquo inferno” di Fabio Monteduro, Dark Zone. A cura di Barbara Amarotti

Il fuoco cominciò ad assaggiare le stoffe e le trovò di suo gradimento.

Perché ho scelto proprio questa frase per iniziare a raccontare la mia esperienza con questo romanzo?

Semplice!

Perché racchiude in sé un momento importante della vita del protagonista e, allo stesso tempo, contiene l’approccio da tenere durante la lettura.

Parliamo di un romanzo horror, in cui un uomo dalla vita normale, un chirurgo di fama internazionale, finisce con il diventare un terribile omicida.

La storia inizia in maniera pacata, solo apparentemente confusa tra i diversi scenari, per poi collegare pian piano i fili della narrazione facendoci capire il significato dei diversi salti nel tempo.

L’autore sembra quasi divertirsi a portarci a spasso nel tempo e noi ci divertiamo a seguirlo, trovando, appunto, di nostro gradimento lo svolgimento della trama.

Si passa senza sosta tra omicidi rituali, vendette o presunte tali, in un vero Grand Guignol che spiazza le nostre certezze fino allo sconvolgente finale.

E ricordate: se una cosa non la si può vedere non è detto che non esista.

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