“Note dal secolo breve” di Paola de Nisco, Les Flaneurs. A cura di Gaia Puccinelli

Il Novecento è stato un secolo di grandi contraddizioni, da una parte le innovazioni tecnologiche e le grandi scoperte scientifiche che hanno apportato miglioramenti nella vita collettiva e in quella quotidiana dei singoli individui, che facevano presagire una nuova età dell’oro per l’umanità, dall’altra però nel Novecento la storia attraversò alcune delle sue pagine più oscure, con due guerre mondiali, stragi e tutti gli orrori che ne conseguirono.

Ma gli orrori e le storie inquietanti si trovano anche nella “piccola” cronaca; in racconti che hanno per protagoniste famiglie comuni e vittime di disgrazie apparentemente inspiegabile oppure storie di casi ancora irrisolti dopo decenni di cui si possono solo ipotizzare soluzioni più o meno fantasiose.

E di queste storie ci parla Paola De Nisco in una raccolta di “Note” su vicende accadute nel corso del secolo passato da leggere una di seguito all’altra perché una volta iniziato non si riesce a smettere, come con le ciliegie.

L’autrice ha la capacità di raccontare di storie inquietanti e macabre, di fatti di cronaca da mettere i brividi e di farlo in modo puntuale, profondo ma senza appesantire le pagine, ci racconta fatti orribili ma non per il gusto dell’orrore, ma per riportarli alla luce, perché sono storie, sono persone, sono vittime che meritano di essere conosciute, perché solo così, solo conoscendo l’oscurità possiamo conoscere tutte le sfumature del nostro mondo.

Ogni storia ci insegna qualcosa del nostro passato, di un’epoca che non è così lontana da noi, ci mostra vite di persone che ci sembrano assurde e impossibili oggi, ma che potrebbero accadere anche sotto i nostri occhi senza che ce ne accorgiamo.

Basta aprire un qualsiasi giornale per leggere di fatti di cronaca contemporanei che potrebbero benissimo rientrare in una raccolta analoga a quella di Paola De Nisco.

Tra i vari racconti troviamo un caleidoscopio di emozioni e sensazioni umane che ci permettono di sentirci vicini ad alcuni dei protagonisti, come la delusione dell’immigrato, costretto a rientrare in patria dopo aver perso tutto; il dolore di una madre che perde il figlio; la speranza di ritrovare la propria prole dopo una disgrazia che non muore mai nel cuore di un genitore; l’orrore provato davanti alla scoperta della follia di un serial killer.

Tutto questo, e molto altro, accende nell’animo di chi legge mille e più spunti di riflessione sulla fugacità della vita, che non è altro che un insieme di attimi e che può ribaltare il suo corso da un momento all’altro.

Un cenno speciale, a mio avviso, meritano gli ultimi due racconti: la storia di Francesca, una ragazza sfortunata che non perde mai la forza di rialzarsi e di vivere a pieno ogni attimo, appunto, una ragazza immersa nelle tenebre, ma che fa di tutto per far brillare la sua luce nel mondo.

Poi la storia dei due fratelli, l’autobiografia delle quattro mani che hanno operato su questo libro, due impegnate nella scrittura e due impegnate nella realizzazione delle azzeccate illustrazioni che accompagnano ogni racconto. Una storia dolceamara di un padre difficile che però ha il merito di aver messo al mondo due talenti che si sono incontrati nonostante lui e della cui collaborazione possiamo godere tutti noi.

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