Il blog consiglia “Il lupo di Skopje” di Annick Emdin, Astoria. Da non perdere!

“Una scrittrice di talento
sicuramente destinata
a una brillante carriera
letteraria.”
Il Foglio

Un ragazzo dal passato difficile
e dal presente di violenza,
una donna che lo vuole salvare
a ogni costo, una storia
di riscatto e amore
Per i lettori di
Romain Gary, La vita davanti a sé
Nicolai Lilin, Educazione siberiana

IN LIBRERIA DAL 30 SETTEMBRE

Un’educazione macedone
Clémence è un’intenditrice d’arte che e vive un’esistenza agiata e monotona assieme al compagno Davide. Ciononostante, ci sono voragini profonde in lei.
Per scacciare i demoni che la tormentano, fa lunghe passeggiate.

Un giorno, camminando, vede un ragazzo gettarsi da un viadotto. D’istinto si butta nel
fiume per salvarlo.

Da questo incontro nasce un rapporto difficile, controverso.

Jan è attraente e disperato, sembra solo al mondo, Clémence è divisa tra un sentimento materno e qualcosa di più indefinito e profondo.

Quel che Clémence non sa è che sulle mani di Jan, quelle mani così fini, così delicate, che le ricordano quelle di un dipinto, c’è del sangue.
Jan porta con sé una storia segreta, una storia non detta.
Una storia che inizia anni prima della sua nascita, in Macedonia, col battesimo di una bambina non voluta, Magdalena. Un battesimo compiuto nel tentativo di proteggerla dal peccato dell’abbandono. Ma quel peccato non si cancella con un semplice segno. E la bambina cresce, senza crescere davvero, cercando negli occhi di chiunque qualcosa che la porti lontano dall’orlo del baratro.
Ma seppure proviamo in tutti i modi a distogliere gli occhi dall’abisso che è dentro di noi, l’abisso è sempre lì. E nel profondo di quell’abisso, non conta altro: è lì che le anime di Clémence, Jan e Magda s’incontrano, è in quell’abisso che le loro storie s’intrecciano in un romanzo di formazione dal ritmo serrato e che si dipana quasi esclusivamente grazie a un magistrale uso dei dialoghi; una storia di violenza, d’abbandono, ma anche e soprattutto una storia d’amore, l’amore di chi, dall’altro, dal mondo, non distoglie lo sguardo.

L’autore
Annick Emdin è nata a Pisa nel 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo e ha conseguito il master in Sceneggiatura e Drammaturgia presso l’Accademia Silvio D’Amico. È scrittrice, drammaturga, regista teatrale e sceneggiatrice (L’ombra del giorno, di Giuseppe Piccioni).
Per astoria ha già pubblicato Io sono del mio amato (2020).

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...