Per la settima giornata I volti del male lo stregatto presenta “i mille volti del male” di Oliviero de Angelis

Non ho idea di dove andrò a finire con questo articolo.

Dò questo avvertimento perché il titolo apre così tante possibilità che, già lo so, si finirà con il saltare da un argomento all’altro.

Ma, come Nyarlathoteph insegna, il Caos è bello.

Il Male che cos’è?

Se sentite un vociare di sottofondo sono svariati filosofi morti che si stanno pestando per dire la loro, salvo lasciarci senza risposte e ancora più confusi di prima.

Il Male è andare contro il Bene e la morale?

Il Male è la ricerca della propria soddisfazione a discapito di altri?

Il Male è l’infliggere sofferenze ad altri per il solo gusto di farlo?

Sì…

Dai, era facile.

Certo, il Male è anche la scelta di dove mettere i minuti di cottura della pasta sulla scatola, il prendere caramelle dure al cinema e masticarle durante il film, il rimandare all’app per compilare i moduli solo per leggere che l’app ti rimanda alla sede fisica per avere delucidazioni su dove trovare i moduli, ecc.

Il Male ha molti volti, e sono anche più di mille.

Ma alla fine che cos’è, per davvero, il Male?

Dipende da che prospettiva volete analizzare la cosa.

Se prendiamo i media di intrattenimento, che vanno dai libri ai film, il Male è sempre l’elemento che gli eroi devono affrontare per poter dimostrare che il Bene vince, sia esso il supercattivo o la natura che si scatena dopo secoli di inquinamento.

Il Male è quella cosa che, narrativamente parlando, non dovremmo voler mai vedere vincere.

Tecnicamente, però.

Eddai, i cattivi sono sempre i più belli! Teatrali, potenti, esagerati e con la possibilità di vincere subito facilmente.

I lunghi monologhi e il bisogno di prendere tempo sono solo espedienti per dare al buono il tempo di spuntarla, meccanismo artefatto solo perché il Male non “può” vincere.

Immaginate di essere il Cattivo: alle vostre spalle c’è il laser della morte che avete costruito dopo lunghi anni di studi, ricerca di fondi e soldi spesi in una tintoria che lavi il vostro bellissimo mantello nero che svolazza da solo anche senza vento (ricordate, la teatralità).

Dopo tutto questo lavoro, arriva un gruppo di persone a caso che sono state trascinate nella vicenda da neanche cinque minuti e grazie a un non precisato potere dell’amicizia… vi battono.

NO!

Non perdete tempo nello spiegare perché siete bravi e sparate subito a quei fessacchiotti!

I cattivi non vengono mai trattati bene, negli anni hanno persino perso il loro fascino misterioso per diventare caricature di cattivi con motivazioni vaghe, che vogliono distruzione ma senza avere un’agenda più precisa su cosa accadrebbe dopo la loro vittoria.

In alternativa, vengono sottoposti al processo di sensibilizzazione, con prequel o spiegazioni che narrino come da piccoli siano stati trattati Male e ora vogliano conquistare il mondo per ripicca.

Ma va bene così, non serve un passato tragico! Metti il mantello e vai a conquistare tutto, alla fine è questo che vogliamo.

Persone potenti con grande genio e la possibilità di fare quello che vogliono, con un mantello bellissimo.

Devo prendermi un mantello nero…

Ecco, sto divagando-

Tornando a cosa sia il Male.

Nei vari media il Male è sempre quel qualcosa che va allontanato ed evitato, per seguire un concetto di morale che tutti possano condividere.

Il Male uccide e gli eroi no, tranne quando fanno una strage eliminando tutti i seguaci del cattivo (che avranno una famiglia pure loro, no?).

Ma il buono può perché è il buono, e non parlo dei personaggi “moralmente grigi”, intendo i buoni proprio. Gerald Butler, Steven Seagal e Jean-Claude Van Damme sono esempi di buoni che fanno più vittime dei cattivi, per esempio.

No, niente. Non mi va giù questa cosa che i cattivi siano caricature.

Sapete qual è un esempio di cattivo perfetto per questo concetto? Megamind.

Un cattivo che è tale perché tutti gli dicono che lo è, è cresciuto fra criminali e finisce con l’identificarsi con l’idea di lui che hanno gli altri.

Alla fine non fa nulla di crudele, ma è indicato come il Male perché la gente lo vede così.

Ecco! Il Male è ciò che la gente indica come tale!

Però… c’è anche il Male oggettivo.

Serial killer, genocidi, capi di regime, i social network che ti chiedono il numero di telefono per la tua “sicurezza”.

Tipi di Male che restano tali ovunque e che vanno a ledere nel tempo le persone e la società.

Ma siamo in un mondo in cui anche questo Male viene rigirato, in cui gente che vede docu-serie sui serial killer e si innamora di loro!

“Ha mangiato tutte e 36 le sue vittime”

“con quel faccino può mangiare anche me 👁️👄👁️”

(Da quand’è che siamo diventati così?!?!)

Ecco, come vedete, il concetto di Male è variegato, ma non è riassumibile in poche parole o in un semplice concetto.

Questo perché il Male è uno spettro, si va dal male piccolo e insignificante a quello grande e assoluto.

Chi decide i gradi?

Noi, la storia e l’oggettività.

Anche questo è un aspetto del Male però: non essendo unico e definitivo, chiunque può cascarci dicendosi che fa del Bene.

Con questa frase direi che posso chiudere lo sproloquio sul Male. Vi lascio con delle citazioni che fanno acculturato- mentre cerco di andarmene via sventolando il mio mantello nero e chiamando il sindaco per dirgli che attaccherò la città…

Il male è male, Stregobor. Minore, maggiore, medio, è sempre lo stesso, le proporzioni sono convenzionali, i limiti cancellati. Non sono un santo eremita, non ho fatto solo del bene in vita mia. Ma, se devo scegliere tra un male e un altro, preferisco non scegliere affatto.”

Andrzej Sapkowski, Il guardiano degli innocenti

Non lo so… Saruman ritiene che soltanto un grande potere riesca a tenere il male sotto scacco. Ma non è ciò che ho scoperto io. Ho scoperto che sono le piccole cose… le azioni quotidiane della gente comune che tengono a bada l’oscurità. Semplici atti di gentilezza e amore. Perché Bilbo Baggins? Forse perché io ho paura… e lui mi dà coraggio.”

J.R.R.Tolkien , Lo Hobbit

La materia non ha l’essere in modo da partecipare del bene: solo equivocamente si dice che essa “è”, poiché è giusto affermare che essa non è”

Plotino

Il male sono quelle persone che sono davanti a te e camminano leggermente più lente della tua velocità”

Io

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