Un inchino, un saluto e il sipario si chiude… Alessandra saluta e si lascia cullare da “Il richiamo di Chtulhu.

Calano le ombre

Le luci si spengono.

La nostra danza giunge al temine e ci aspetta per il prossimo anno.

E noi resteremo sospesi in questa notte lunghissima che durerà fino al 21 dicembre, quando la luce e la dolcezza invaderanno di nuovo i cuori.

Saremo dormienti, come Chtulhu nella sua tomba di R’lyei.

In attesa che qualcuno ci svegli.

Sognando e creando immagini dell’altra parte di noi stessi, quell’ombra da cui scappiamo da tanto, troppo tempo.

E’, in fondo, questo il senso del suo richiamo.

Una seduzione da cui è difficile sottrarsi.

Una sottile voglia di entrare in quell’architrave ciclopico a scrutare nel buio di acque torbide, in attesa che i suoi tentacoli ci abbracciano e ci conducano altrove.

E’ in fondo questo il suo vero richiamo.

Quelle acque sono il mare i tempesta di un io che cerca disperatamente le sue origini.

Poco importa se la verità sia difficile da guardare.

Importante è sapere che si è scovata.

In quell’abisso siamo a contatto con ciò che di vero vive e si agita in noi.

Non è la maschera con cui ci presentiamo al mondo e al reale.

Non è il ruolo appiccicato a noi come ventosa.

Sono figure mostruose, difficili da acquietare, dotata di artigli e vischiosi tentacoli.

Ma è il nostro io e dobbiamo assolutamente ascoltarlo.

E cosi in questa fatata notte, di incanto e terrore, mentre tutti schiamazzano allegri e felici, noi rientriamo in quello stato dormiente e vediamo sfilare davanti a noi quella strana folla che funesta o arricchisce la nostra veglia.

E Chtulhu il dormiente sorride con quella smorfia sghemba, assurda e spaventosa.
Ma che in questa notte che profuma di mistero, ci coccola ci rassicura, ci abbraccia.

Seduti di fronte a un immaginario fuoco udiamo la sua arcana voce…evoca città che non esistono, mostri abissali, spaventose architetture.

Libertà sfrenata che mai potremmo raggiungere.

Che però ci accarezza e ci regala un sospiro.

Sappiamo che i grandi antichi e che Chutlhu sopratutto, non sono altro che entità aliene, provenienti dalle dimensioni segrete del cosmo.

Dagli anfratti e dalle grotte della mente.

Non potremmo mai abbracciarle davvero, completamente, perché la follia non è per noi umani.

Ma stanotte possiamo solo sorridere e lasciare che siano le storie a cullarci con la loro rasposa voce.

Stanotte il sipario cala e l’oscurità gronda inchiostro su di noi.

Dormiremo, magari sogneremo, fingeremo che la vita sia una sola infinita distesa di abitudini.

Ma dentro di noi resterà il regalo di quel segreto, sussurrato nella notte.

Felice Halloween

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