“Jo & Laurie” di Margaret Stohl e Melissa del la Cruz, Vintage editore. A cura di Alessandra Micheli

Questo è il libro che ogni amante di piccole donne voleva.

E questo perché a volte, perdonami Louisa, non è più dell’autore ma diventa totalmente proprietà di chi lo legge, lo ama e dentro riversa ogni emozione e ogni sensazione.

E credetemi piccole donne è nostro.

E in quanto libro nostro beh, la conclusione di Jo e Larie ce la meritiamo tutti. Tutti.

E aggiungo che, in fondo, era la giusta conclusione.

Perché Jo non è mai stata completamente selvaggia.

E che Larie non era completamente frivolo.

Vedete piccole donne non è un libro per signorine semplice, tipico dell’epoca. Ma è stato un libro ribelle, rivoluzionario, innovativo incuneato nella letteratura chiamata sociale.

Lo so che le mie parole vi lasciano a bocca aperta, sbalorditi, indecisi se definirmi pazza o esagerata.

E so che vi chiederete allibiti ma questa ce infila sta politica in ogni libro?

A parte che la risposta è un grosso orgoglioso si.

Ma in realtà bisogna darvi la notizia distruttiva, quella che danneggerà ogni vostra certezza: la Alcott era un innovatrice.

In piccole donne, in una ragazza fori moda, in rose e i suoi cugini, la nostra Louise tentava, con successo tra parentesi, di distruggere il prototipo femminile che ci propinava la società dell’epoca.

E che ci propina tutt’ora eh.

Inutile che dissentite.

Cambiano le mode, cambiano i linguaggi m a il succo è sempre wquello: come direbbe Edoardo Bennato

C’è chi ti urla che sei bella

che sei una fata, sei una stella

poi ti fa schiava, però no

chiamarlo amore non si può

C’è chi ti esalta, chi ti adula

c’è chi ti espone anche in vetrina

si dice amore, però no

chiamarlo amore non si può

A noi ci mettono belle, colorate, luccicanti in vetrina.

Moine, sorrisi e ammiccamenti.

Noi noi donne siamo valutate per peso, dentatura, forme e sorrisi.

Occhi luminosi e passo elegante.

Per essere alla moda, trasgressive, oppure materne.

Essere angeli del focolare, fate o maliarde.

Abbiamo un ruolo e da quel ruolo, beh non si scappa.

Tanto che anche oggi nel duemilaventidue è più allettante un profilo con miliardi di follower su tik tok che esibire con orgoglio una laurea in astrofisica. Siamo condannate ragazze mie.

E cosi la Alcott, che non ci stava proprio a essere asservita ai cliché, ha proposto un modello diverso.

Dove si sposavano si ma per amore.

Dove lavoravano, dove una donna scriveva, dove venivano derisi tutte le leziosità utili alla malizia femminile.

In quel periodo, in quel contesto, piccole donne era un grido diverso, uno strumento pedagogico importantissimo che ancora oggi, aiuta giovani donne a essere felicemente diverse e a deludere le altrui aspettative.

Ma appunto perché libro pedagogico la storia, quella che tanto ci è piaciuta, ha preso e ha dovuto prendere, una via diversa.

Jo, simbolo di indipendenza femminile, non poteva certo sposare l’amore della sua vita.

Assolutamente no.

Nonostante fossero, e mi spiace Louisa ma lo erano, anime gemelle.

E cosi la storia stupenda, eterna un po di amaro in bocca ci ha lasciato.

Laurie con Jo era migliore.

Jo con Laurie era più donna.

Ma hanno dovuto aspettare secoli prima di poter finalmente essere loro. Quando Jo ha fatto il suo dovere, quando ha dato alla luce milioni di altre piccole Jo, che leggevano, scrivevano, dicevano no.

dopo che quel cliché femminile lo abbiamo strappato, deriso e reso nullo. Adesso, finalmente può riposare tra le braccia del suo unico amore.

E questo ci rende felici.

Felici perché è la giusta conclusione, perché le piccole donne oggi sono ancora più moderne e necessarie nella loro umanità fragile.

Perché se finalmente Jo può amarlo, significa che qualcosa di importante è stato fatto.

Che lei può lasciare adesso il testimone a noi.

In fondo come direbbe Vecchioni.

Noi ci siamo fatti il culo

tocca a voi stringere I denti.

E quindi stringiamoli.

E ringraziamo Jo per tutto quello che ci ha regalato in questi anni.

Ora abbraccia felice il tuo Laurie.

E raccontaci un altra storia.

Eterna come sei eterna tu Jo.

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