Il blog consiglia “Edipo in fuga” di Emilio Nigro, Les Flaneurs. Da non perdere!

Non esserci, resta dietro a tessere auspici e mandarli per te per chi manca il respiro per chi abbassa lo sguardo per le botti vuote e i servi e i bambini soli.

Edipo in fuga è una raccolta di versi d’esilio su quell’allontanarsi per necessità di sopravvivenza che inevitabilmente sporca lo sguardo sul mondo: l’osservazione diventa figlia di grumi prodotti e sciolti dal proprio vissuto. Edipo è un uomo innocente, che ama dire la verità ed è per questo in fuga. Da sé, primo nemico, e da chi preferisce l’opportunismo all’autenticità. Edipo è straniero ovunque: non originario, inconsapevole. I versi creano ponti, tracce, incisioni, segni. Sono le manifestazioni esteriori di un’interiorità chiamata a testimoniare il sotterraneo, l’invisibile, l’intimo. La poesia traduce il vissuto e lo trasmette in modo istantaneo ed eterno allo stesso modo. Segni, suoni, manifestazioni puramente umane per approcci liberi, liberati.

Emilio Nigro (Cosenza, 1981) è poeta, autore e critico di teatro. Firma di Hystrio da oltre dieci anni, collabora e ha collaborato con quotidiani e riviste, scritto e messo in scena spettacoli. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Nico Garrone “ai critici più sensibili al teatro che muta” (Siena 2011), l’inserimento nel catalogo d’arte poetico The Book of People (Jesi, 2022). Tra le pubblicazioni Spezza il pane (Eretica, 2019 Salerno), Provincia Cronica (Teomedia, 2016). La poesia, il primo vagito.

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