Uscite imperdibili di Golem edizioni da non perdere!!!

Trama:
Morte di una barlady. Simone Marini non riesce a stare lontano
dai guai, anche se aveva promesso al maresciallo Pietro Bonelli
che non avrebbe più condotto indagini personali. Questa volta è
Lisa Bellagamba, la stravagante cheffa, a coinvolgerlo in un
misterioso delitto avvenuto in una scuola di cucina a Lavagna,
dove Lisa insegna. È stata proprio la cheffa a scoprire il corpo
della collega Angelica Diamante nella scuola di cucina, ed è
sempre lei ad aver visto il colpevole scappare dall’aula.
Al diavolo piace il cioccolato. Simone Marini si trova in un
momento delicato della sua vita. Deve prendere delle decisioni
riguardanti il suo futuro, e nel frattempo accetta di lavorare alla
festa di compleanno di Leonardo Monti, “il re del cioccolato”. Il
famoso pasticcere bolognese si trova a Portofino, in un lussuoso
albergo, per festeggiare il suo ottantesimo compleanno; proprio
la sera della festa, Simone lo trova riverso a terra nel giardino
dell’hotel. L’uomo ha avuto un malore oppure qualcuno ha
provato a ucciderlo?


Autrice:
Cristina Origone è nata a Genova, dove vive e lavora insieme al marito. Scrittrice versatile, si è cimentata in vari generi, passando dal saggio semiserio “Come portarsi a letto una donna in 10 mosse”, al thriller “Avrò i tuoi occhi” con Fratelli Frilli Editori. Suoi racconti sono presenti in diverse riviste e antologie e nel 2010 ha vinto la XXI edizione del premio Writers Magazine Italia. Per la collana Youfeel Rizzoli ha pubblicato “Chocolate Olivia” e “Due fratelli per Giulia”. Nel 2019 ha pubblicato il romance “Una rana in valigia” nella collana Elit – Harper Collins Italia e il racconto “Col cuore in gola” sulla rivista Confidenze/Mondadori. Con Golem Edizioni ha già pubblicato “Il suono del vento”, “Il sussurro della pioggia”, “Gatti e misfatti” e “Di miele e veleno”.

Curiosità:
«L’idea è nata durante il primo lockdown. Mio fratello è un maître e il suo settore è stato fortemente colpito dall’emergenza sanitaria, così, per risollevargli il morale ho pensato di scrivere un giallo con dei protagonisti insoliti, perspicaci e divertenti. Poi la storia è piaciuta, e ho deciso di scrivere una serie. Ho già scritto altri quattro episodi. Gatti e misfatti racchiude i primi due, e Di miele e veleno gli altri due.»

***

Trama:
Torino è percorsa da una scia di sangue che non si vuole
interrompere e una serie di truci omicidi sono solo l’epilogo di
una insensata carneficina.
Questa volta a essere preso di mira dal killer è il sistema di
potere della città; un sistema che nel folle piano del carnefice
non può essere annientato e basta. Montelupo con le sue
indagini dovrà affondare le mani in un terreno insidioso e
sconosciuto dove omertà, connivenza e interessi la fanno da
padrone; dove il confine tra la criminalità e la legalità non è poi
così marcato.
Ad aiutarlo ci saranno gli uomini a lui più fedeli: il suo
compagno inseparabile Ignazio La Spina, il giornalista Gianni
Incerti e Corrado Tarantella, vigile urbano che sogna di
diventare un poliziotto. Insieme tenteranno di portare alla luce
quello che qualcuno voleva nascondere sotto un cumulo di
sabbia.


Autore:
Gioele Urso è un giornalista politico torinese, si occupa anche di social network e nuovi media. Dal 200 opera in ambito radio-televisivo e digitale. Comincia la sua gavetta a Radio Beckwith per poi approdare a Videogruppo Televisione. Attualmente si occupa di comunicazione istituzionale, progetti editoriali e produzioni video per il web. Nel 2018 ha pubblicato un romanzo noir dal titolo “Le colpe del nero” (Edizioni del Capricorno), e nel 2020 “Calma & Karma” primo e secondo episodio delle avventure del commissario Montelupo.


Curiosità:
«Una mattina mi affaccio alla finestra e vedo che qualcuno nella notte ha impiccato un pupazzo in strada.
Scendo e scatto una foto, quella che trovate in copertina. Quella mattina a Torino si votava per le elezioni comunali. Ho fatto uno più uno.»
«Il mio lettore ideale è appassionato di noir e gialli, ma ha a cuore i temi sociali e politici. Non
necessariamente deve essere torinese. Deve essere curioso e aperto al confronto. Io gli racconto un mondo che non conosce»

***

Trama:
Nell’afa di una notte d’estate, la vicequestore Fiore siede di
fronte a un uomo che non le dà risposte coerenti e colma le
lacune con dei “non so” e “non ricordo”. L’interrogato sembra
reticente e la sua amnesia pretestuosa, ma Fiore sa che la
mente umana fa del vuoto una difesa e riesce a scavare nel
passato di quell’uomo che rischia l’accusa di omicidio
premeditato e partecipazione a organizzazione criminale
internazionale. Dice di chiamarsi Aurelio Bottini, ricorda un centro d’accoglienza in città, una donna e un viaggio in treno; sente che c’è di più e permette alla poliziotta di afferrare quel lembo di memoria che gli è rimasto e tirare fuori una storia incredibile dal suo inconscio. Riemergono personaggi della
guerra civile siriana, combattenti per ideali di patria e
organizzazioni umanitarie sul palcoscenico insanguinato di
Kobane. Ma Aurelio ricorda anche di essersi trovato dentro i flussi migratori del Mediterraneo condizionati dalla criminalità organizzata. E poi c’è una bambina. La vicequestore lo sa e si rende conto che la piccola è una leva da usare con cautela.

Autore:
Cesare Battisti è un romanziere italiano con più di venti opere pubblicate in Brasile, Messico, Francia e Italia. Tra loro L’ombre rouge (1994), L’ultimo sparo – Un delinquente Comune nella guerriglia italiana (1998), Le cargo sentimental (2003), Avenida revolution (2004), Ma Cavale (2006), Faccia al Muro (2012), Índio (2020) e il racconto per bambini L’Isola del Gatto Blue (2021) che ha scritto nel carcere di Oristano.
Nel 2019, dopo un lungo periodo di protezione internazionale come rifugiato politico in Francia e in Brasile, è stato prelevato da agenti italiani in Bolivia e rimpatriato in Italia, dove è stato arrestato e detenuto in carcere, per scontare una condanna all’ergastolo, per fatti del 1978, a causa del suo coinvolgimento durante gli anni di piombo.


Curiosità:
Nel coinvolgente nuovo romanzo – primo scritto nel carcere di Oristano – abbiamo accesso a un retroscena della mente dell’autore, una lettura destinata a lasciare il segno e che può aiutare anche a comprendere uno dei personaggi più controversi della storia italiana contemporanea.

***

Trama:
La morte in teatro un noto attore di una compagnia milanese di passaggio a Torino si rivela subito come un delitto. La Pensione Tersicore diviene per il commissario il luogo in cui indagare tra i vari componenti il gruppo di attori. Un secondo tragico delitto, che il commissario non ha saputo prevedere, lo porterà però a individuare i moventi dei delitti e l’assassino. Il colpevole si nasconderà tra gli ospiti della locanda per artisti Pensione Tersicore?

Autori:
Marco D’Aponte è un illustratore e autore di fumetti,
sceneggiatore. Torinese, ha insegnato Discipline pittoriche al Liceo artistico e negli anni 90 Tecniche del fumetto prima allo I.E.D. di Torino e poi all’Accademia di belle Arti di Cuneo. Prima illustratore poi dal 2000 ha disegnato soprattutto graphic novel in collaborazione con scrittori, tra cui Guido Ceronetti, Marino Magliani, e storici, per diverse case editrici italiane tra cuiTunué, Miraggi, Transeuropa, Edizioni del Capricorno, Daniela Piazza, Oltre edizioni e per il quotidiano LA STAMPA.
Pensione tersicore di Marco D’Aponte

Gianna Baltaro è nata a Torino nel 1926. Prima giornalista poi scrittrice, ha incontrato tutta la sua
produzione letteraria intorno alla figura del personaggio Andrea Martini, un ex-commissario di polizia che viene coinvolto, come consulente, in indagini che richiedono acume e intelligenza.

Curiosità:
«Il giallo fa parte della serie dei 18 che hanno per protagonista l’ex commissario Martini scritti da Gianna Baltaro. Quando ho proposto alla scrittrice di dare un volto al suo celebre commissario, l’idea le è piaciuta immediatamente, e mi ha delegato anche la scrittura della sceneggiatura. L’intenzione era di realizzare a fumetti alcune delle storie più suggestive.»
«Il lettore ideale è di tutte le età che ama il giallo per il gioco di scoprire il colpevole. Nei romanzi della
Baltaro non c’è mai il compiacimento dell’esibizione della violenza.
Anche se i delitti non mancano mai.»

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