Cuore di Neve” di Debora Mayfar, Dark zone editore. A cura di Natascia Lucchetti

 

Screen-Shot-2017-11-23-at-12.53.56-PM.png

 

 

Introduzione

Vi avverto. Cuore di neve non è soltanto un libro urban fantasy o un romance. Quella è soltanto la patina iniziale. Tolta quella, si evidenziano mille diverse sfumature, mille influenze e mille definizioni. Del resto, lo ripeto da quasi un anno, nessun libro è devoto soltanto a un unico genere, cosi come la comunicazione, di cui esso resta un’emanazione non sarà mai soltanto pregna di un univoco significato. Anzi. La comunicazione in ogni forma di arte è sempre valutabile attraverso diversi livelli interpretativi e avremo pertanto un senso letterati e verrà quindi letto alla luce del genere primario, un senso simbolico relativo al contesto storico, mitologico entro cui il romanzo e i personaggi si muovono e infine un senso esoterico (nascosto) che riguarda il lato più profondo, il nucleo del romanzo che evidenzia, spesso, il viaggio che l’uomo percorre per arrivare nell’antro nascosto del suo vero io.

Lascio alla splendida Natascia il compito e l’onere di accompagnarvi lungo le impervie strade della mitologia norrena. In fondo, mitologia e psicologia sono sempre intimamente legati, tanto che valenti psicologi sono riusciti a interpretare miti, racconti, leggende, tradizioni anche nell’ottica di diversi e autentici processi evolutivi concernenti proprio la cosiddetta formazione umana che può passare da una evoluzione o anche una totale involuzione.  Ecco che miti di Mitra, o come la storie celtiche,  miti greci come quello di Medusa, di Aracne o le dodici fatiche di Ercole o come la saga del Graal e addirittura le stesse fondamenta del cattolicesimo,  sono stati visti come altrettante fasi della crescita della psiche e dei pericoli che essa affronta quando si immerge nelle acque profonde del suo inconscio. E ovviamente i gelidi e oscuri miti norreni non fanno eccezione e tenteranno anch’essi di rispondere all’eterno e enigmatico quesito della sfinge: cos’è l’uomo?

E cosa lo collega a un universo ignoto, sconosciuto e tanto più Grande di lui?

Osserviamo la risposta che ci fornisce Deborah Mayfair nel suo cuore di neve.

Alessandra Micheli

 

Cuore di Neve. Come la mitologia norrena può arricchire un testo. Di Natascia Lucchetti

Io adoro il fantasy sotto ogni forma e sappiate che quando qualcuno mi accenna alla mitologia norrena, io perdo proprio la testa. Devo leggere il libro, assolutamente. “Cuore di Neve” mi è stato proposto esattamente come fantasy che attinge da alcuni miti norreni. Si parla di Ragnarok, la caduta degli dei, anche se questo elemento è solo accennato in questo primo volume della serie che racconta la storia di Bianca, una giovane tosta, ma allo stesso tempo fragile.

 La protagonista è un buon personaggio, come buoni sono anche i co-protagonisti maschili Björn e Matthew. Partiamo comunque da Bianca che a essere sincera mi è piaciuta veramente più di tutti. Scopriamo subito, attraverso la sua rivelazione al diario personale, che lei è una Regina degli Spiriti, una strega dotata dell’immenso potere di modificare la volontà di chiunque incroci il suo magico sguardo. Non solo, è in grado di guardare al passato e attraverso gli specchi. Ovviamente, dietro immensi poteri si nascondono gravose responsabilità. Gli Incubi, spiriti gelidi, ladri di pensieri e ricordi, insidiano la Regina, unica potenziale nemica, durante il sonno, strappandole memorie importanti, cancellando il suo passato. Ed ecco che la forza di Bianca traballa, perché non ha un passato certo su cui fare leva. È interessante come il libro scorra sulla sua presa di coscienza, poco a poco. Il lettore si trova davanti a un mondo che si dipana lentamente, nel gelo dei sogni e dai racconti di chi vive la vicenda. Anche Matthew, il Cacciatore che ha scelto di amare la Regina degli Spiriti che doveva difendere e le ha votato l’esistenza, è un personaggio interessante. Un uomo enigmatico che ci confonde con un comportamento contraddittorio. Ama Bianca, la considera sua, la tratta come un oggetto di proprietà. Il suo è uno strano modo di proteggere, di amare, e ciò lo rende diverso dalla maggior parte dei personaggi maschili del genere. Può essere condiviso o meno, amato oppure no, ma di fascino ed originalità ne ha da vendere. Björn invece è quello con la storia più bella in assoluto.

La leggenda che l’autrice ha creato è davvero, davvero affascinante. La figura delle Regine degli Spiriti è strettamente connessa alla Luna. Sono streghe e questo accostamento è naturale, e l’astro gelido, vicino a ogni divinità femminile attrae le creature della notte, come rapaci e lupi. L’amore del lupo per la luna, il suo canto notturno, ha ispirato la leggenda che coinvolge Björn. Il suo clan discende da un branco di lupi. Il capobranco, in un tempo molto lontano, si era innamorato di una Regina degli Spiriti che gli aveva concesso forma umana. In seguito al tradimento del lupo la Regina maledice il suo branco, tramutandone ogni membro in un essere umano dagli istinti di bestia, istinti che non potrà mai sfogare. Io sono rimasta incantata da questa parte, perché amo le fiabe e le leggende. Björn, il lupo, è un bel personaggio, classico del genere, quello che sicuramente viene più facile da amare tra i due uomini che si contendono il cuore di Bianca.

L’ambientazione non è centrale in questo libro, perché il vero luogo degli eventi è l’interiorità dei personaggi, contagiata dal freddo gelo della dimenticanza e della paura.

Lo stile della scrittrice è coinvolgente e rende piacevole la lettura. Ci fa entrare nella testa dei personaggi e ci lascia immedesimare in loro con estrema semplicità. Il cambio di punto di vista tra Bianca e Björn, le note sul diario e le digressioni dei sogni rendono la storia completa, senza tasselli mancanti.

Il fantasy coesiste con il rosa in questa storia e l’accostamento è buono in questo caso, perché è proprio l’amore differente, per due uomini completamente diversi a scandire la crescita interiore e la consapevolezza della protagonista dei suoi poteri e del suo ruolo.

Consiglio questo titolo agli amanti del paranormal romance, perché la componente romantica è molto forte e sicuramente soddisferà chi è appassionato delle storie d’amore che hanno come sfondo un mondo magico, ma anche pericoloso.

 

 

Annunci