SI APRONO LE ISCRIZIONI ALL’EDIZIONE 2018 DI IOSCRITTORE. NEL 2017 RECORD DI OPERE VALUTATE DAL TORNEO LETTERARIO. PARTECIPATE NUMEROSI!

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Milano, 13 dicembre 2017 – Dopo il successo della settima edizione di IoScrittore, che ha segnato il record assoluto di opere complete caricate dagli scrittori partecipanti e valutate sulla piattaforma, si aprono in questi giorni le iscrizioni all’edizione 2018 del torneo letterario on line promosso dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol.

Affermatosi nel corso di questi sette anni come uno strumento originale e unico di scouting editoriale, il torneo letterario IoScrittore si contraddistingue per la sua formula inedita che vede tutti i partecipanti impegnati nella duplice veste di scrittori e giudici: l’unico torneo grazie al quale gli autori raccolgono in tempo reale dai lettori numerosi giudizi dettagliati ai quali attingere per migliorare sempre di più la loro opera. I numeri di IoScrittore testimoniano la complessità e il successo di questa iniziativa: 23.849 partecipanti, 175.813 giudizi, 2.334 opere valutate in fase finale, 104 ebook, 12 libri pubblicati, oltre 400.000 euro di royalty maturate dagli autori vincitori, grazie al favore incontrato in libreria dai libri selezionati dai partecipanti e dalle case editrici. E numerose traduzioni in lingua straniera.

La partecipazione al torneo di IoScrittore è gratuita e si sviluppa in due fasi: nella prima fase saranno selezionati 300 finalisti tra tutti coloro che avranno caricato sulla piattaforma online l’incipit della propria opera e i cui nomi verranno comunicati durante il Salone del Libro di Torino. I finalisti potranno così accedere alla seconda fase caricando l’intera opera: i dieci migliori romanzi saranno pubblicati in ebook e uno (o più romanzi) tra i vincitori verrà selezionato per la pubblicazione in cartaceo da una delle case editrici del gruppo GeMS (Bollati Boringhieri, Chiarelettere, Corbaccio, Guanda, Longanesi, Nord, Ponte alle Grazie, Salani, TEA, Tre60). La cerimonia di premiazione si terrà, come ogni anno, nel corso di un evento speciale dedicato al torneo all’interno del programma di Bookcity Milano.

Per il terzo anno IoScrittore offre anche come servizio editoriale il print on demand: gli autori che vinceranno la pubblicazione in ebook otterranno non solo l’editing dell’opera e la successiva distribuzione in formato elettronico in tutti i principali bookshop italiani, ma anche la possibilità della stampa su carta e la messa in vendita sui principali store online.

I partner di IoScrittore sono:

 Circolo dei lettori di Torino, centro culturale dinamico e innovativo e punto di riferimento per l’editoria italiana.  IBS.it, la più grande libreria online in Italia con oltre due milioni di lettori.  IlLibraio.it, sito letterario di riferimento per i lettori, gli autori e il mondo del libro.  Libraccio, una catena di 42 librerie indipendenti, presente in 7 regioni, da 35 anni punto di riferimento per libro scolastico e di varia. Nuovo, usato e d’occasione.  Romics, festival internazionale del fumetto, animazione cinema e games.  Ubik, il franchising delle librerie, un network che fa leggere l’Italia, già presente in oltre 50 città.  Vanity Fair, il settimanale italiano di cultura, moda e costume, appartenente a Condé Nast, uno tra i più prestigiosi gruppi multimedia internazionali.

Il regolamento completo è pubblicato sul sito http://www.ioscrittore.it. Le iscrizioni sono aperte dal 12 dicembre 2017 al 26 marzo 2018.

 

Chi sono

l Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS), così denominato in omaggio ai due fondatori, è nato a Milano il 13 ottobre 2005 ed è frutto della profonda intesa tra due grandi famiglie di editori. La holding, guidata da Stefano Mauri in qualità di presidente e amministratore delegato, insieme a Luigi Spagnol amministratore delegato, è controllata da Messaggerie Italiane per il 70,08%, dalla famiglia Spagnol per il 21,85%, da Elena Campominosiper il 5,00% e da Andrea Micheli per il 3,07%.
Aggregando e coordinando il lavoro di 10 case editrici e 18 marchi editoriali, ha lanciato negli ultimi anni importantissimi bestseller e grandi autori. J.K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter, Ildefonso FalconesGlenn Cooper e Massimo Gramellini, fenomeni editoriali sempre ai primi posti delle classifiche di vendita. E ancora: Andrea VitaliClara SánchezAlbert EspinosaVanessa Diffenbaugh e Gianluigi Nuzzi. Non vanno dimenticati autori che hanno fatto la storia del catalogo del Gruppo, entrando nelle case di milioni di famiglie italiane come grandi classici contemporanei: Wilbur SmithLuis Sepúlveda e Tiziano Terzani. Tanti i successi da oltre un milione di copie vendute.
GeMS si quindi è rapidamente affermato come gruppo editoriale di riferimento del panorama italiano, specialmente riconosciuto per la sua abilità nello scouting e nel lancio dei più promettenti autori internazionali.
Il Gruppo editoriale Mauri Spagnol è dunque uno dei principali attori del mercato editoriale italiano. Nel 2014 ha raggiungo importanti risultati su tutti i canali.
Negli ultimi anni, inoltre, GeMS ha investito massicciamente nel digital marketing e nel digital publishing, settore in cui ha conseguito una crescita della propria quota di mercato superiore ai grandi gruppi concorrenti.
Il ruolo di GeMS è quello di sovrintendere alle funzioni industriali che traggono vantaggio dalle cooperazione di gruppo, lasciando alle singole case editrici completa autonomia editoriale, la piena facoltà di intraprendere l’acquisizione di nuovi autori e la responsabilità della pianificazione economica e finanziaria dei diversi progetti editoriali.

 

 Gruppo Editoriale Mauri Spagnol Spa via Gherardini 10, 20145 Milano – P.Iva 04997960960

Ufficio Stampa GeMS – Telefono: 02 34597244 – Mail:

ufficiostampaGeMS@maurispagnol.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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“Africa nostra madre terra” di Elisa Kidanè, Effatà edizioni. A cura di Sophie Sarti

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Com’è l’Africa? – gli chiedevano. – Stanca

Alessandro Baricco

 

Alessandro Baricco la definisce stanca. Elisa Kidané non sarebbe dello stesso parere.

Attraverso le sue poesie l’autrice ci fa vedere più di un lato di quel continente nero da troppo tempo e da troppi popoli saccheggiato. Ma di un aspetto è certa: non è un continente stanco, ma un continente in perenne rinascita. Nonostante tutto l’Africa sa risorgere dalle proprie ceneri, è il grembo materno di un popolo che è nel mondo e che il mondo vuole relegare in un angolo e sfruttare come proprio tornaconto.

La Kidané guarda con occhi diversi questo continente ricco di passione, carico di dolore e dove il popolo viene martoriato e sfruttato da quel continente “bianco” che non è mai candido, mai pulito e tremendamente mendace nella sua perfidia.

C’è una terra in questo mondo,

che strana terra,

bella da morire

ma dalla quale

i suoi figli e le sue figlie

fuggono.

Allora perché la gente fugge, perché partono mettendosi nelle mani degli sfruttatori che non sempre garantiscono un domani di vita… o di luce?

Perché il “nero” di quel pezzo di mondo a volte inghiotte dentro il suo vuoto senza fine e rende impossibile la sopravvivenza.

C’è una terra in questo mondo barattata,

venduta dai suoi stessi figli

in cambio di armi

usate per uccidere

madri, padri, fratelli, sorelle.

Armi per uccidere

coloro

che hanno scelto di restarvi.

Questo è ciò che proviene da chi non ama l’Africa, ma la vuole possedere a suo modo e con le proprie regole. Che la mantiene sul limitare della sopravvivenza per creare bisogno, dipendenza, necessità. E come lo fa? Alimentando la povertà, le malattie, lo sfruttamento e la vendita. La vendita delle persone al prezzo irrisorio di una irraggiungibile felicità.

Tuttavia l’Africa ha una risorsa che fa brillare il sole al di là di ogni ragionevole sospetto: la speranza.

…e mi sorprende

mi sorprende

quella inesauribile

risorsa

di speranza

che ti permette

di danzare

quando tutti

proprio tutti

si arrendono

all’evidenza

del tuo fallimento.

Ma questa dolce missionaria, la Kidané, ha occhi grandi e ha imparato a guardare anche dietro a delle apparenti conquiste.

Parla del crollo di un Muro, che divideva famiglie, che istigava all’odio e non vede tutta quella luce che dovrebbe esserne scaturita. No, vede gli altri muri ergersi più alti, più spessi e più feroci.

Perché l’uomo ha imparato ad amare il potere più di quanto possa amare un altro uomo.

Ed è nell’Africa “comprata, sfruttata, umiliata, profanata” che possiamo ritrovare la forza per cambiare, per sorridere e per abbattere muri e abbracciare persone.

Nostra madre terra non ha mai smesso di sperare in noi uomini.

Cover reveal del libro “Occhi di fata e cuore di drago” di Maria Katrine, quoxote edizione. Imperdibile!!!

 

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Sinossi

Quell’immagine non avrebbe potuto essere più grottesca, un rettile d’oro, feroce e aggressivo, che contrastava con la pelle candida di una fata dai riccioli biondi e il sorriso angelico. Invece era l’immagine perfetta.

Beatrice, giovane donna avvocato, e Marco, uomo misterioso che rischia di perdersi nelle profondità dei suoi segreti, incrociano le loro vite in un incontro sorprendente, per ritrovarsi coinvolti in un caso giudiziario che nasconde una verità pericolosa. In uno scenario di apparente normalità, Beatrice scoprirà la reale essenza e il lato oscuro delle persone che la circondano, tra lealtà e inganni, attraverso un viaggio che la costringerà a misurarsi con la propria fragilità e la propria forza.

Un noir travestito da storia d’amore, in cui gli eventi si intrecciano e i personaggi si confondono fino alla fine, perché niente è quello che sembra.

 

 

Cover cartaceo

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Per la rubrica dietro le quinte della letteratura oggi incontriamo Francesco Franceschini, ideatore del corso Corso di scrittura narrativa. Andiamo a scoprire di cosa si tratta assieme alla nostra Milena Mannini

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Scrivere è un dono, elargito da una musa accondiscendente che con lacrime vellutate piange sul suo prediletto gocce di pura poesia. E’ il talento di realizzare immagini con le parole, di dare corpo alle emozioni, di far sgorgare sogni da un semplice anche se arguto codice. E’ la magia di giocare con il linguaggio e i suoi arcani segreti.

Si serve il sacro fuoco dell’arte che tocca in modo forse disordinato l’eletto di turno ma, nonostante la sua natura elitaria si può anche imparare a gestire il dono. E lo si fa acquisendo la parte tecnica che è diversa dalla spontaneità di un animo collegato con il mondo delle idee. Ecco che in questo caso i corsi di scrittura affinano capacità già esistenti, le modellano e le arricchiscono di quelle particolarità chiamate artifizi letterari. Che più prosaicamente rappresentano la modalità con cui si “manipola” il codice affinché il messaggio arrivi il più puro possibile al destinatario, privo della distorsione del rumore. Per questo Milena è andata a conoscere più da vicino  Francesco Franceschini gestore di un laboratorio narrativo che pone l’arte al centro della sua didattica, per poter far comprendere meglio di cosa si tratti e cosa può apportare di bello alla raffinatissima arte letteraria.

Buon viaggio

 

 

 

Francesco Franceschini oltre a essere un poliedrico e talentuoso autore è l’ideatore di un corso di scrittura narrativa. Trovate tutte le informazioni sulla sua pagina facebook

https://www.facebook.com/pg/laboratorionarrativo/about/?ref=page_internal

 

 

 

 M. Come è strutturato un corso di scrittura?

F. È strutturato per moduli: l’ambientazione, gli incipit, i dialoghi, protagonisti e antagonisti, e così via. Diamo ai corsisti la possibilità di avere delle piccole monografie tematiche legate assieme da un percorso ben definito: costruire un romanzo che abbia tutte le componenti necessarie.

 

 

M. Che intento ha il corso di scrittura?

 F.L’intento principale è acquisire benessere scrivendo, star meglio con se stessi raccontandosi, risolvere eventuali conflitti provenienti dal passato narrandoli in forma romanzata

 

M. Qualche partecipante ha poi pubblicato un libro?

F. Sì, ci sono persone che hanno ricevuto l’incoraggiamento giusto per provarci. Hanno proposto il proprio lavoro ad alcune case editrici e alla fine hanno ottenuto il giusto riconoscimento

 

M. Secondo lei tutti gli scrittori  dovrebbero seguire un corso di questo tipo?

F. Non necessariamente. Certo è che un corso di scrittura come il nostro – che mette in costante relazione tra di loro i corsisti – può aiutare tutti gli aspiranti scrittori a crescere.

 

M. Ha mai consigliato a qualcuno di non proseguire nella scrittura?

F. Onestamente no. Anche negli autori più rudimentali cerco di ravvisare il seme della originalità e poi tento di metterli nelle condizioni di farlo germogliare.

 

M. Quali sono gli errori più comuni che si commettono nella scrittura?

F. L’omologazione nei confronti della scrittura piatta di certi best-sellers e la presunzione di sentirsi arrivati quando, a volte, non si è nemmeno partiti.

 

M. Quali sono gli strumenti indispensabili per uno scrittore?

F. Studio, metodo, pazienza, tenacia, umiltà. In ordine di importanza.

 

M. Che caratteristiche deve avere uno scrittore?

F. Deve amare le parole come fossero persone, e provare nei loro confronti rispetto e gratitudine.

 

M. Si può imparare a scrivere o si può semplicemente livellare la propria arte?

F. Si può migliorare la propria scrittura esigendo da se stessi sempre qualcosa in più della volta precedente. È un processo che può durare anni ma che dà buoni frutti. Adagiarsi su stili e linguaggi facili o di moda è l’errore da non commettere.

 

 M. Quali sono secondo lei i generi che oggi sono più richiesti?

F. Direi che la narrativa sentimentale – nel senso più ampio del termine –possa ancora vantare un grosso pubblico. Poi il giallo nelle sue varie declinazioni. E il fantasy, che io non amo ma che è – mio malgrado (scherzo) – molto seguito.

 

M. Cosa pensa del mondo letterario di oggi?

F. Si pubblicano in gran parte romanzi costruiti a tavolino, di scarsa qualità, dalla prosa fluida e asettica. Per fortuna ci sono ancora i Baricco e gli Erri De Luca, ma a volte mi chiedo: se esordissero oggi, troverebbero un editore disposto a investire su di loro?

 

M. E’ meglio per un autore rivolgersi a una CE o scegliere la strada del self?

F. La casa editrice è indispensabile perché certifica – quando fa bene il suo lavoro – un autore. Lo sceglie, lo alleva, lo fa crescere, lo propone al pubblico. Autopubblicarsi azzera questo percorso e agli occhi della critica ha un valore pari a zero. Ciò non toglie che possano esistere libri di autori che fanno ricorso al self e che hanno comunque più di un motivo di interesse.

 

 M. Cosa non deve mancare in un libro tra descrizione, significato, armonia della struttura, originalità e precisione stilistica?

F. Non deve mancare la verità dei sentimenti. La storia può – anzi: deve – essere inventata, almeno parzialmente, sennò non c’è romanzo. Ma il dolore, la passione, l’egoismo, la crudeltà o qualunque altro sentimento, l’autore li deve aver provati sulla propria pelle, nella vita; altrimenti non è credibile perché resta in superficie. 

 

M. Cosa secondo lei deve possedere un autore per restare nella storia?

F.La capacità di scrivere cose che ti fanno star male. Così tanto da farti star bene, alla fine.

 

 M. L’autore più bravo in assoluto da cui tutti dovrebbero trarre ispirazione.

F. Ne cito due; uno italiano: Dino Buzzati, per l’eleganza e il mistero che escono dalle sue pagine, e la densità dei significati. E uno straniero: Stephen King, propedeutico a letture più impegnative ma già grande scrittore, specie nei romanzi – “The body”, per esempio – in cui mette al centro l’adolescenza come età dell’orrore.

 

M. Quali consigli può dare a chi decide di diventare scrittore?

F. Fondamentalmente uno, perché scrivere è una fatica dannata ma è anche un gesto magnifico. E quindi di non smettere mai, di non demoralizzarsi di fronte alle porte chiuse, alle cattive recensioni, soprattutto se la si avverte, la scrittura, come una necessità.

 

 M. A cosa deve stare attento un giovane autore?

F. Alle lusinghe delle case editrici a pagamento. E a sentirsi bravo senza averlo ancora dimostrato.

 

 

Ringrazio Francesco per la disponibilità e per averci aperto le porte della sua scuola. E invito tutti i giovani autori a rubare la sua arte con gli occhi avidi di sapere.

 

 

 

La scrittura per me è un tentativo disperato di preservare la memoria. I ricordi, nel tempo, strappano dentro di noi l’abito della nostra personalità, e rischiamo di rimanere laceri, scoperti.
ISABEL ALLENDE

“IO sono” di Michele Pelosi Eretica Edizioni. A cura di Frank Slade

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Introduzione.

Il libro di Michele Pelosi offre una straordinaria e incredibile possibilità quella di cambiare il filtro attraverso cui osserviamo e interpretiamo i fenomeni umani e storici. Il cambio di prospettiva ci dona, accanto alla visione d’insieme della voce storica “fuori campo” come la definisce Frank Slade anche il valore delle motivazioni umane e profonde che poteranno alcuni gradi e indimenticabili personaggi a muoversi in un determinato modo e incidere così profondamente anche sulla nostra psiche. Chi era Giuda Guy Fawkes, Iva Ikuko Toguri, chi era Benedict Arnold, (solo per citarne alcuni) non ce lo raccontano solo i fatti, solo le azioni, soltanto il contesto storico ma anche l’impulso profondo che li spinsero a muoversi lungo la linea retta di un’esistenza a cui, in fondo si sentirono tanto alieni da modificarla con il loro intervento. Sono ribelli e disturbatori, maledetti e redenti, sono uomini con la loro peculiare mente, in grado di accettare o rifiutare in toto gli assunti culturali i ruoli sociali pesanti e ingombranti di ogni società forgiata sulle convenzioni. E accanto alla storia ci sono anche i miti, quelli che rappresentano un archetipo, come giuda e come Caino, che attraverso la reiterazione oramai acclamata di gesti da condannare, ci narrano una storia alternativa, più veritiera sulla società del loro tempo…

Ecco la risposta che Pelosi ci dona, non cosa essi compirono ma perché essi agirono. E in quel perché si ritrova un universo stratificato di sensazioni, emozioni, idee, passioni che non poterono essere soffocate. E attraverso la meravigliosa analisi del nostro Frank impareremo a comprendere che la storia non è solo un fantasmagorico agglomerato di fatti e date, ma un teatro in cui si mossero persone come noi, si mossero esseri in carne e ossa, pieni di quei residui illogici che fornirono giustificazione e sostegno a ogni loro atto. Ed è in questa oscura ombra che si annida il vero senso della storia comprendere chi siamo attraverso il come pensiamo, il come interpretiamo il mondo, e in come questa nostra spiegazione può farci scegliere altre strade, altre vie, altre scorciatoie. E sono questi angoli, queste iperboliche ascese e discese che hanno formato, nel corso dei secoli una nostra identità adornata da storie, da miti, da definizioni e da forse preconcetti. Pelosi ce lo svela attraverso meravigliose pagine pulsanti di vita e di sensazioni.

Buon viaggio

 

 

 

 Oltre la storia. Di Frank Slade

Ognuno di noi nel nostro passato ha, almeno una volta nella vita, aperto un libro di storia. Quindi avrete sicuramente notato che, le vicende vengono narrate attraverso una voce fuori campo, cronologicamente ferma ma anche fredda.

In tutto ciò, vi siete mai chiesti cosa provava quel singolo personaggio, in quel singolo contesto? E soprattutto, perché è arrivato al punto tale di compiere azioni estreme che hanno cambiato totalmente la sua vita?

Michele Pelosi, attraverso questa sua opera senza precedenti, ci ha fornito proprio queste risposte. Ovvero, ci ha mostrato il lato emotivo di sette importanti personaggi storici ed il perché abbiano fatto determinate scelte estreme.

Giuda…

Lo conoscerete tutti, presumo, come il grande traditore di Gesù. Ma lui non è solo quello, è soprattutto un ragazzo nato e cresciuto in povertà, cui padre fu assassinato al mercato per un dazio, una manciata di monete. Dopo la, successiva, morte della madre, conobbe Gesù (ai suoi occhi grande Santone) e di conseguenza si unì a lui con la speranza di vendicarsi di chi ha distrutto la sua famiglia.

Ma l’atteggiamento di dialogo che Gesù aveva, anche verso chi Giuda considerava suoi nemici, venne considerato come un tradimento, portando gli eventi verso la direzione che tutti conosciamo.

 

“Mentre sono qui , stasera, sotto questo ulivo che ben mi conosce, che mi ha visto nascere e mi vedrà morire, capisco senza equivoco che non potevo scegliere. Non ho avuto la facoltà del libero arbitrio, la mia vita è stata costruita affinché mi avvicinassi a lui e lo conoscessi, e i miei atti si susseguissero per giungere sin dove ora sono”.

 

Guy Fawkes…

Ci troviamo nei primi del 1600, in Inghilterra per l’esattezza, dove la repressione degli esponenti di Re Giacomo nei confronti dei cattolici e’ violenta e persistente. Chiunque non convertirà il proprio Credo nel Protestantesimo verrà trucidato senza pietà.

In questo contesto emerge di forza Guy Fawkes, giovane facente parte di un gruppo di cospiratori che vuole tutelare e ridare al suo popolo cattolico, la libertà di espressione che merita. Tenterà un attentato al re ed all’intera camera dei Lord ma verrà scoperto, torturato ed imprigionato.

Nella cella inizia il viaggio introspettivo verso i suoi fantasmi interiori, verso quel senso di tradimento che prova per non essere riuscito a vendicare il suo popolo.

 

“Non dovremo essere lì, lo sappiamo tutti, la messa cattolica è proibita, è un atto di sfida alla regina stessa che ne ha abolito il rito, ma che alternativa abbiamo? Possiamo rinunciare a Dio e all’essenza stessa del nostro essere?”.

 

Iva Ikuko Toguri…

Brillante e giovane ragazza di origini nipponiche ma nazionalizzata americana, vive con la famiglia negli USA. Dopo la laurea, il padre le chiede di andare in Giappone, per conto loro, a causa di un parente malato ma è proprio ora che incomincia il suo calvario.

Trovatasi intrappolata (a causa della guerra tra Stati Uniti e Giappone) in una Nazione, che le appartiene solo nei tratti somatici, e sputata letteralmente dal suo Stato d’appartenenza, è costretta ad inventarsi una nuova vita. Diventerà, giocoforza, speaker radiofonico, attaccando con la sua suadente voce i soldati americani, con lo scopo di indebolirli mentalmente.

Mentre Iva si trova in aula, accusata di alto tradimento dallo Stato americano, ricorda tutto ciò con molta amarezza, perchè lei che non ha mai rinunciato alla cittadinanza americana è stata rinnegata dal suo stesso Stato, senza conoscere i reali fatti.

 

“L’uomo giudica, lo fa sempre, è una facoltà alla quale non si sottrae mai: giudica a priori, giudica a posteriori ma, comunque sia, quasi mai giudica conoscendo tutti gli atti della storia che conducono ai fatti”.

 

Caino…

Conosciamo tutti la storia di Caino ed Abele. Il primo omicidio della storia, ovvero Caino, essendo stanco di vedere Dio mettere in primo piano il fratello Abele, ucciderà il fratello. Ma non tutti sanno il motivo che c’è dietro tutto questo.

Michele Pelosi, con un abile scrittura emotiva, ci mostrerà il senso di frustrazione che Caino provava nei confronti di Dio, chiamato da lui padrone. Di conseguenza, sentendosi come imprigionato in una vita che lui non aveva scelto di vivere ed esasperato da un fratello che non ne voleva sapere di seguirlo,  mise in atto quello che per voi è storia.

 

“Questa era la nostra coscienza del saper comprendere la differenza tra il bene e il male, dove il bene era la libertà di essere servo e il male la follia di una fuga verso la punizione certa. Scegliemmo sempre il bene.”

 

Benedict Arnold…

Grande eroe della guerra d’indipendenza americana, Benedict Arnold fu parte in causa dei successi americani fino a che non si rese conto che la causa che muoveva lui non era la stessa di chi stava al di sopra di lui.

Il nostro autore qui evidenzia il lato emotivo e di fede di un combattente che avrebbe dato l’anima per la sua patria e per salvare i suoi compagni. Ma una serie di situazioni e la vigliaccheria di un suo comandante, tra l’altro premiato con una medaglia, lo convinsero a tradire la sua terra per quella inglese, trascorrendo (con un grande piacere amaro) il resto della sua vita in terra straniera.

 

“Il credente sa bene che il giudizio non è di questa terra e al cospetto di Dio non avremo galloni e medaglie per distinguerci ma solo il fardello delle nostre azioni, e dunque siate in pace con voi stessi come io lo sono con me.”

 

Lionardo di Ser Pietro Da Vinci…

Beh, direte voi, cosa si potrebbe mai dire di Leonardo Da Vinci?

Grande uomo di scienza, artista a tutto tondo, le cui opere d’arte e le sue intuizioni scientifiche lo resero famoso. Di conseguenza ogni casata, le migliori famiglie del periodo desideravano i suoi servigi.

Ma c’era un neo nella sua vita e nei suoi successi: l’amore verso il suo amante segreto, che teneva ben nascosto ed ogni qual volta si vociferava qualcosa, Leonardo cambiava città.

Il nostro autore, quindi evidenzia un Leonardo che, in punta di morte, fa mea-culpa di questa sua perenne vigliaccheria, questa sua paura di vivere il suo amore alla luce del giorno.

 

“Lascerò tutto tra poco per il viaggio più incerto. Ancora sorella codardia mi grida da dentro, vorrebbe farmi alzare dal mio giaciglio, vorrebbe che mi nascondessi nei sotterranei di questo castello per non farmi trovare all’appuntamento, ma stavolta non temo il mio incontro. Temo, invece, la separazione da lui. Sono solo e non vorrei finire prima che mi stringa la mano ancora una volta.”

 

Marco Giunio Bruto…

Un ipotetico dialogo tra lui e l’amico, ma anche carnefice, Stratone. In cui Bruto (senatore della tarda repubblica romana) parla dei suoi immensi principi di democrazia, che lo portarono a tradire l’impero, uccidendo Cesare (Imperatore che, anno dopo anno, applicava una politica sempre più dittatoriale.

 

“Poi, amico mio, ti prego, se puoi scrivi o fai scrivere la storia reale dei miei giorni, così che chi ha il piacere del vero possa scoprire come sono giunto sin qui, e soprattutto da dove sono partito.

Spiega loro che si è versato il sangue di un giusto…”

 

 

“Il mastino dei Baskerville” di Sir Arthur Conan Doyle. A cura di Paoletta Maizza

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“Imparate dunque da questa storia a non temere i frutti del passato ma piuttosto a essere cauto in futuro.”

 

Per quanto Sherlock Holmes sia un personaggio nato dalla meravigliosa e straordinaria fantasia di Sir Arthur Conan Doyle, è a mio avviso di tutti i suoi lettori. Rileggendo questo racconto mi sono riappropriata di alcuni sentimenti del passato che si sono risvegliati in me soltanto con la lettura di un capolavoro come questo. Tali sentimenti sono nutriti non soltanto da una smisurata passione per questo affascinante personaggio, ma anche e soprattutto dalla maestria e naturalezza con cui lo scrittore inglese mette nero su bianco qualcosa che diventa perfettamente reale pur essendo irreale. Prigioniero di questo Sherlock Holmes che lo aveva reso famoso, lo stesso Con Doyle lo aveva fatto morire per poi riportarlo in vita e fargli vivere questa avventura che lo rese ancora più famoso di prima. Come dire che lo stesso Conan Doyle non poteva liberarsi di un così perfetto eroe che di perfetto non ha molto se non la sua imperfezione.

 

“é strano, ma trovo che un’atmosfera concentrata favorisce a sua volta la concentrazione del pensiero. Non sono arrivato al punto di chiudermi all’interno di una scatola per pensare, ma sarebbe il risultato logico delle mie convinzioni. “

 

 

Raccontando di questo romanzo sarei potuta risultare banale e di parte se avessi lasciato che le mie precedenti emozioni condizionassero il mio modo di affrontare le lettura adesso che l’età è diversa e ho letto tanto altro. Ma quando qualcosa diventa così immortale come Sherlock Holmes non c’è molto da giustificarsi. E le emozioni come dicevo prima sono diventate certezze. La scrittura resta in questo caso la padrona assoluta di tutto. Non ci sono terminologie difficili né situazioni in cui il lettore di possa perdere. Anzi, è scorrevole, semplice, dinamica, essenziale, per cui nulla da eccepire se non si riesce a smettere di tenere gli occhi puntati su ogni parola per coglierne il particolare nascosto. Ma di nascosto c’è solo la sottile abilità e intelligenza del protagonista che resta e resterà per quanto mi riguarda il detective più affascinante mai creato in letteratura, non più abile. Di abili ne possiamo citare a bizzeffe. Quello che più conquista di Sherlock Holmes e la sua spregiudicata e spiccata intuizione che disarma il suo interlocutore e che rende banale persino un feroce omicidio. Come a voler sottolineare che l’essere umano è crudele, violento e cattivo e che a lui non resta che rendere tale efferatezza chiara alla giustizia.

 

“se in quella impervia e minacciosa brughiera ci avesse aspettato una ricerca difficile e pericolosa, per quell’uomo si poteva osare di correre un rischio con la certezza che lo avrebbe condiviso senza esitazioni”

 

Chi ama la buona lettura e la perfetta letteratura non può fare a meno di leggere almeno per una volta nella vita un racconto di questo eroe sopra le righe che ha tutto a suo favore fuorchè l’eroismo stesso che diventa quasi futile agli occhi di chi lo osserva e lo ammira, conquistando la consapevolezza che a fare la differenza è la nostra intelligenza e la nostra voglia di utilizzarla più di qualunque altra qualità.

Per questo Sherlock Holmes è di tutti quello che lo amano, perché potremmo esserlo anche noi, e in un certo senso sotto sotto, una volta chiuso il libro questo desiderio diventa quasi una necessità.

Torna uno strepitoso Luca Rossi con il terzo capitolo della sua saga fantascientifica “I Rami del tempo”. E’ in arrivo “Il segreto della sorgente”. Imperdibile!

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Sinossi

Sono in molti a credere che lei sia quella giusta, l’Erede della Luce, colei che, in un universo dominato dalla scienza e dalla tecnologia del Pre​sidente Molov, risveglierà la parte più profonda degli individui. Ne è convinta la sua compagna Miril, hanno fede in lei la mutante Ipsia e il Maestro Elor e soprattutto gli abitanti delle Terre Libere di Vaior, l’ultimo baluardo di vera libertà. Ma a non credere in sé stessa è proprio Lil, distrutta dai sensi di colpa per la scomparsa del suo mondo e incapace di fare i conti con un destino che le ha già portato via quasi tutto.

Eppure per Lil non c’è più tempo. Nelle Terre Libere nulla è come appare. Valika, sua futura guida spirituale, è la prima ad aver rinnegato gli ideali più puri e il fanatismo delle vestali del Santuario, unito alla brama senza fine di beni materiali, minaccia lo scoppio di una guerra fratricida.

L’unica soluzione è raggiungere la Sorgente di cui parla un’antica Profezia. Ma a sbarrar la strada a Lil è il peggiore dei pericoli nei quali possa imbattersi un essere vivente, la negazione stessa della vita. E proprio coloro di cui ha più bisogno saranno i primi a tradirla.”

 

Il volume sarà disponibile proprio da martedì 12 dicembre su Amazon, in edizioni ebook e cartacea, a questo indirizzo: bit.ly/segretosorgente .

 

 

L’autore

 

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Nell’autunno del 2012 Luca Rossi decide di cambiare completamente vita per dedicarsi al sogno che coltiva fin da quando aveva sei anni: la scrittura.

Lavora su una serie di racconti fantasy e di fantascienza con sfumature erotiche che confluiscono nella raccolta Energie della Galassia. L’opera viene tradotta in lingua inglese l’anno successivo e ottiene un buon riscontro tra il pubblico angloamericano.

Il suo primo romanzo, I Rami del Tempo, vede la luce nel 2014. Il libro diventa uno dei fantasy più letti su Amazon in Italia. A fine anno Luca pubblica il secondo volume della saga, L’Erede della Luce.

Nel 2017 arriva il terzo capitolo, Il Segreto della Sorgente.

Luca Rossi ha pubblicato tutte le proprie opere come scrittore indipendente su Amazon, curando in prima persona ogni aspetto, dalla stesura all’impaginazione alle copertine.

Gestisce autonomamente i suoi account sui social network, dove lo segue quasi mezzo milione di persone.

 

“Uomini e topi” di John Steinbeck. A cura di Beniamino Malavasi

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E’ uno Steinbeck cupo, crudo, amaro, quello che firma “Of mice and men” (in italiano “Uomini e topi”), romanzo breve del 1937.

E’ l’amicizia il tema portante di quest’opera; amicizia a tutto tondo sviluppata sui due binari: uomo-animale (il vecchio Candy e il suo cane malandato) e quella tra esseri umani (George e Lennie). In entrambi i casi questo nobile sentimento verrà portato alle sue estreme conseguenze ma, se da un lato Candy non riuscirà a porre fine alle sofferenze della sua bestiola, dall’altro lato a George non resterà alcuna scelta…

Peraltro Steinbeck si mostra coerente con se stesso e, anche in “Of mice and men”, dà voce agli ultimi, ai loro sogni, al loro desiderio di riscatto; ancora, in un’epoca problematica come quella degli anni ’30 del ‘900, ha il coraggio di riconoscere ai suoi personaggi “scomodi” dignità e diritti, al pari di tutti gli altri (basti pensare a Crooks, da sempre bistrattato in quanto nero; così come all’affetto con il quale l’Autore interagisce con Lennie).

Lo stesso finale se, sulle prime, appare spiazzante, in realtà descrive al meglio come ogni essere umano si ponga in modo personale e, per questo, unico e non omologabile, di fronte alla tragedia:

 

Slim tirò a George il gomito.  «Venite, George. Io e voi, andremo a bere un bicchiere.» George si lasciò aiutare a rialzarsi. «Sicuro, un bicchiere.» Disse Slim: «Dovevate, George. Vi giuro che dovevate. Venite con me.» Guidò George allo sbocco del sentiero e oltre, verso lo stradale.

Curley e Carlson li guardarono andarsene. E Carlson disse: «Che cribbio hanno secondo voi quei due?»”

 

Dovevate, George.

Vi giuro che dovevate.

E questo è tutto.

Buona, doverosa, lettura.

 

“ Come miele e neve” di Siro T. Winter, self publishing. A cura di Ilaria Grossi

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Lucia Zarda detta Lou, vive a Helsinki e lavora per una galleria d’arte.

Dopo la rottura con Andrea, dopo 10 anni insieme, tenta con tutta se stessa di andare avanti senza guardarsi alle spalle e ad un  passato che l’ha resa vulnerabile, insicura e con poca stima della sua persona. Le sue giornate tra lavoro, incontri fugaci con la sua egoncentrica conquilina, lunghe letture alla finestra, notti insonni e lacrime silenziose.

 Un giorno, complice tanta neve e una piccola gattina nera che chiameranno Katty, Lou incontra il famoso cantante di una band finlandese Vilhelmi Niemi, bello, irrangiungibile e dannato.

 

“Perchè batte il cuore?”

 

E invece, il cuore inizia  a battere così forte…I loro incontri mettono a nudo due anime affini che da tempo si stavano cercando. Lou non riesce a lasciarsi andare come vorrebbe, la sua più grande paura è quella di essere tradita, di nuovo e di crollare come è successo per Andrea.

E’ giusto far pagare ad altri, colpe di qualcun altro?

Quanto si è disposti a dare fiducia e lasciare che il cuore inizi così a battere più forte di prima?

E’ solo paura di soffrire.

Ed è proprio la paura quella che rovina la possibilità a molti di essere felici.

O forse scelgono la strada più semplice.

Lou decide di tornare in Italia, convinta di non saper gestire la sua vita con Vilhelmi.

La vita a Roma, girerà intorno a Lily, la figlia di Mara e Karl, Lou prenderà molto a cuore la crescita della piccola, come se fosse sua figlia, annullando però la sua vita, sentendosi molto  responsabile e non dimenticando nemmeno per un giorno che un pezzo di cuore è “ a casa” ad aspettarla, nonostante il tempo e la distanza.

 

” Si può benissimo continuare a vivere anche se ti mancherà per sempre un pezzo di anima”

 

Voglio credere in chi sceglie di condividere la propria anima e un pezzo di cuore.

Voglio  credere in chi ama davvero, non per gioco o perché non aveva niente da fare.

Chi ama veramente non lascia andare via una cosa bella e preziosa come l’amore…mai.

 

Lo stile di Siro T. Winter, fluido e scorrevole, a volte ironico a volte così profondo da sentire quasi i respiri dei protagonisti, le loro emozioni e loro paure.

Di nuovo assieme

mi sentirei così bene

 nelle tue braccia

dove tutti i miei viaggi

finiscono

se puoi fare una promessa

 se è una promessa che puoi

mantenere

 ti prometto che tornerò da te

se tu mi aspetterai…

The Promise di Tracy  Chapman

 

Come Miele e Neve, è un romanzo che non si assapora tutto di un fiato, vi terrà compagnia capitolo dopo capitolo, con pazienza e attenzione leggetelo fino alla fine, fino all’epilogo dai toni di vera favola moderna.

Buona Lettura

Ilaria Grossi

per Les Fleurs du mal blog letterario

“Un uomo può indossare ciò che vuole. Resterà sempre un accessorio della donna. Coco Chanel” Un libro ironico, sarcastico, in grado di affievolire la rabbia celata in tanti stereotipi e pregiudizi:” Scusami se ti chiamo stronzo” di Mirko Spelta, Piemme edizioni. Piacerà alle donne, ma farà sorridere anche gli uomini.

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Vengono da Marte. Bisogna farli soffrire.

Preferiscono le bionde.

Qual è la verità vera sugli uomini?

 

 

Sinossi

Quanti stronzi avete conosciuto nella vostra vita? Tanti quanti i fili d’erba nei prati, no? “Tutti io li trovo” è la frase tipica che lo conferma: statisticamente i maschi stronzi sono molti di più di quelli “buoni”. Vero?
Falso!

O meglio tutte e due le cose.

È vero che spesso gli uomini si meritano questo giudizio, ma la verità è che l’uomo stronzo di per sé non esiste. Però ognuno di loro può esserlo, e tanto più lo è quanto meno gli piacete. Quando non vi richiama, quando vi fa aspettare, quando vi ignora non è per tenervi sulle spine o perché “vuole dirvi qualcosa”. È proprio che non gli interessate.
I maschi sono creature semplici, se fossero una collezione di moda sarebbero quella basic. La natura ha dotato le donne della complessità, delle capacità strategiche utili a farsi desiderare, dell’intuito. Quando li distribuivano, gli uomini erano da un’altra parte. Eppure ci sono molte cose dell’uomo che la donna non può capire, nemmeno con il sesto senso acceso. Verità scomode da accettare, ma tanto utili da sapere.

Solo un uomo può svelare quello che frulla nella mente di un suo simile, i (pochi) pilastri che reggono le sue scelte e le sue decisioni in fatto d’amore. Questo libro è una miniera d’oro per entrare nella testa dell’esemplare che vi piace, per conquistarlo e per tenervelo.

Il mondo è pieno di uomini interessanti e disposti ad amarvi, a capirvi e persino, entro i limiti delle loro possibilità, ad ascoltarvi. E a condividere la maggior parte della vita con voi. Basta conoscere le verità del loro funzionamento, per quanto scomode siano.

 

 

 

L’autore

 

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Nato nel 1974, vive e lavora a Milano, dove è contitolare di uno studio legale. Collabora con diversi magazine e riviste, tra cui Bella.it e affaritaliani.it, su cui tiene il blog La nuda verità sui rapporti uomo donna, tema trattato anche in seguitissime trasmissioni radiofoniche di cui è autore e conduttore.

 

 

 

 

Dati libro

 

 

http://www.edizpiemme.it/libri/scusa-se-ti-chiamo-stronzo

 

http://27esimaora.corriere.it/amori-moderni/17_agosto_24/cose-uomini-che-donne-non-capiscono-62630d52-88d7-11e7-9e21-3852ec61e221.shtml

 

 

http://www.liberoquotidiano.it/news/opinioni/13262182/vittorio-feltri-chi-piu-stronzo-uomo-donna.html