“Il colpo di tacco” di Gian Carlo Fantò, Buendia Books. A cura di Patrizia Baglioni

“Nel calcio il colpo di tacco è un preziosismo, un numero, è elegante e spettacolare allo stesso tempo, suscita ammirazione persino negli avversari, spesso però è fine a se stesso nell’economia del gioco serve a poco. Non sempre, eh? Quando riesce e magari produce anche qualcosa di determinante, un gol per esempio, allora diventa sublime, un capolavoro.”

Il lessico calcistico sempre più spesso si applica ad altre categorie, al mondo economico, artistico, culturale e infine personale.

Questo testo che parte proprio da una partita di calcio dove l’azione del gioco è vissuta con massimo entusiasmo, riporta la vita di Matteo tra episodi di vita quotidiana, concerti e soprattutto amicizia.

Matteo, Guild e Joe si incontrano e si riconoscono in una stessa dimensione di affinità, diventano inseparabili, condividono opinioni, esperienze e i primi amori.

La musica in modo particolare li tiene incollati, formano un gruppo e sul palco il loro legame si percepisce, il pubblico impazzisce per loro.

La loro vita sembra perfetta: viaggi, serate, donne sempre diverse, l’unico principio che seguono è quello della libertà e della passione per quello che fanno.

Matteo guarda alla sua vita con soddisfazione, la giovinezza sembra essere perpetua amica, l’unico turbamento viene solo da alcuni momenti di tensione, angoscia, dove tutto si fa nero, è una sensazione premonitrice che lo avverte che qualcosa andrà storto.

È a causa di questi momenti di estraniazione che perde l’amore della sua vita, l’occasione per essere felice, e che riconosce la svolta, un incontro predestinato e che non sembra trovare compimento.

D’altronde la veggente che Matteo aveva consultato da ragazzo, lo aveva avvisato che avrebbe proceduto secondo vie parallele, vicine e mai destinate a incontrarsi.

Matteo vive in modo ambivalente, da una parte la sua sensibilità lo porta a sperimentare tutto in profondità, non si limita nelle esperienze e nell’investimento emotivo che mette nelle relazioni, dall’altro subentra il distacco, la fuga dalle situazioni di disagio o troppo perfette.

Forse la sua è una rincorsa al desiderio, all’immaginazione, al sogno perpetuo, al colpo di tacco che se riesce è un capolavoro.

Una storia che racconta una generazione e la crescita individuale di ragazzi che sfidano la vita fino a raggiungere la maturità.

Il romanzo ha un ritmo incalzante, sostenuto da un senso ironico strepitoso e da citazioni musicali che accompagnano ogni capitolo della vita di Matteo.

In modo armonico l’autore riporta episodi di vita del protagonista alternando flash del passato a momenti presenti, potrebbe essere un guazzabuglio e invece lo schema narrativo tiene, e incolla il lettore al testo.

Si sente che l’ispirazione è autobiografica ma GIAN CARLO FANTO’ riesce in un’esperienza unica per il lettore che legge e figura i protagonisti come in un film… con una colonna sonora strepitosa. Non mi resta che dire buona visione… ah no scusate! Buona lettura!

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