“Respiro” di Monica Bernacchia,Eretica Edizioni. A cura di Chiara Monina.

Le poesie rappresentano per me, da sempre, una boccata d’aria fresca, un respiro leggero, come “leggeri” vengono definiti in parte i versi di questa raccolta ,dalla stessa autrice.

Monica, mi permetto di chiamarla per nome perché la conosco, abita nella mia stessa città ,Ancona e per un periodo abbiamo anche lavorato insieme, fa respirare i suoi versi e ce li dona per sentirci liberi di camminare tra la città, tra la natura che ci circonda ,tra la vita quotidiana.
Ecco ,in queste poesie si ritrova il nostro vissuto ,versi che ci parlano di noi, ci parlano di ciò che proviamo e di ciò di cui avremmo bisogno.
Bisogna aprire un libro di poesie ,a caso, andare avanti ,indietro tra le sue pagine e ritrovare le nostre sensazioni più profonde o scovare quella particolare poesia ,quella che ci suscita un’emozione in più, che ci fare dire “la sento per me”.
Poesie iniziate a scrivere nel 2019 e poi proseguite nel 2020 dove il tempo come lo conosciamo si è fermato per tutti .
In quei primi mesi bloccati dalla pandemia, c’è stato davvero il tempo per soffermarci, pensare e dedicarci a ciò che avremmo sempre voluto fare o scrivere ma che poi ci sfugge per gli impegni quotidiani.
Viene citato un luogo, a me caro, come la Baia di Portonovo, a ridosso del Monte Conero ,nella città di Ancona, nelle Marche, che mi ha fatto ricordare le estati trascorse al mare tra la spiaggia, l’acqua cristallina e la natura del monte a ridosso ,le risate, gli amici.

“Un’adunata di uccellini sotto la mia casa :
‘Sono al ristorante mamma’
L’estate è colma di cose buone :
i lunghi tramonti, la libertà dei corpi,
gli uccellini vispi, i saponi freschi,
il tempo fermo.”

E poi l’amore,

dedicato a coloro che ci camminano accanto nella vita: amici, famiglia, figli e all’infanzia che sia sempre portatrice di belle speranze per il futuro, affinché non venga disillusa, come purtroppo oggi molto spesso accade.


“Gli amanti distanti non si incontrano
più a metà strada;
si danno appuntamento, ma non si trovano.


Sono versi che ci regalano quiete, calma, come una passeggiata nella natura, che può essere
sotto casa, nel parco vicino, in un bosco.
Questi sono luoghi da riscoprire, attraverso le piante e gli animali che li abitano, che ci permettono di ritrovare la serenità attraverso le piccole cose.
Ce ne dimentichiamo troppo spesso delle piccole cose, che ci suscitano felicità improvvise, fermiamoci, respiriamo e cerchiamo di farci caso; quando siamo in pace con noi stessi ma anche quando siamo turbati da sentimenti e dolori ordinari.

“Non ti regalo più il mio tempo.
Tempo, sappi che il cuore che batte qui
ha preso la decisione di ignorarti e sopravviverti.
Non rimarrò implosa.”


Quest’ultima frase del componimento “Non rimarrò implosa.” mi piace molto; nessuno di noi dovrebbe rimanere imploso, andare in mille pezzi all’interno.
Se dobbiamo esternare una negatività bisogna esplodere come fa la natura ,da quello che uscirà fuori troveremo quello che ci serve per rifiorire, per ripartire.
Nelle sue poesie, ho trovato le nostalgie, le mancanze, tutte le emozioni che ognuno di noi
può provare durante l’arco dell’esistenza.

Cosa mi manca?
Quello che mi mancherà,
camminare con te,
ancora saldamente in piedi.”


C’è una delicatezza nelle sue parole, una grazia che ci invita a perseverare nell’ amare, nel cercare la bellezza intorno a noi ed in coloro che ci accompagnano in questo viaggio chiamato vita.


“Le parole vuote dell’attesa
la risposta di cortesia
la testa altrove,
il tempo che non passa.
Ti aspetto amore.”


Immaginatevi in una sera d’estate, al mare, in campagna, in città, in compagnia di chi vi fa ridere, magari a cena, con un bel bicchiere di vino a ricordare gli attimi felici.

“Più cuscinate
Più risate
Più a
Più te”


Ma possono essere anche momenti e ricordi di distacco, di crescita, che vi hanno fatto o vi fanno soffrire ma che poi, forse, vi faranno anche sorridere ricordandoli.

“E allora mi tengo tutto.
Ho deciso, non opero,
non taglio,
mi tengo.”


Allora leggete queste poesie in riva al mare tra il rumore delle onde, distesi nell’erba tra le fronde degli alberi, seduti su una panchina tra i palazzi della città e fatevi cullare dai vostri stati d’animo dell’istante o del passato con serena nostalgia.

“Ci sono serate solo per noi,
fatte di giri in macchina
per la città vuota all’ora di cena.
La cena di giugno ci accompagna
nelle strade mai esplorate,
io ti racconto le case mancate
o lasciate, tu i mestieri del futuro.
Poi torniamo nella casa scelta,
amata, pronti per addormentarci.”


Monica ha scritto versi che ci permettono di non trattenere il respiro ma di respirare
liberamente e con toni lievi di lasciar andare le nostre paure, le nostre ansie ed inquietudini .

“Allora se è questo che cerchi
ancora, saliremo insieme le scale
del piacere e forse dormiremo
ancora persi fra i nostri umori,
per una sera come allora.”


Se vi piace un sottofondo musicale, la colonna sonora consigliata dalla sottoscritta è “Generale” di De Gregori, con l’augurio di perdervi tra questi versi e scoprire qualcosa di nuovo su voi stessi

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