La nostra oscura danza continua con “Isaihas” di Giovanni Poli, Myth Press. A cura di Alessandra Micheli

Cari miei oscuri lettori, oggi come ben sapete è la notte più bizzarra dell’anno. Samahin o come dicono gli americani Halloween (all allow eve, ossia ogni santi) è il momento più magico dell’anno.

Il velo che divide la dimensione materiale dal regno dell’altrove si solleva.

E tutto ciò che è in quel regno segreto può passeggiare beffardo e a tratti grottesco nella nostra dimensione.

Vi ho già spiegato che questo evento dona una sorta di energia istintiva a noi umani, troppo stanchi a volte per proseguire e fingere che questa sia la sola realtà possibile.

E cosi demoni, spettri, spiriti dei defunti vengono vicino a noi e ci raccontano storie.

O ci rivelano qualcosa che va oltre le pieghe del tempo.

Quindi non solo paura ma un senso di comunità troppo spesso, in questi tempi perduti, dimenticato.

Eppure…Sapete che Halloween ha anche un altra faccia?

Perché se è vero che cosi in alto cosi in basso, se noi siamo il riflesso di u macrocosmo che ci racchiude e ci sorpassa, allora il punto di congiunzione è da ritrovarsi nella nostra composita mente.

Che a ben vedere con la divisione a volte nette tra conscio e inconscio richiama quella tra numinoso e materia.

Allora se le porte del regno altro sono aperte e la follia può entrare nelle nostre ordinate città, cosi vale anche per la mente.

L’ombra è il luogo laddove teniamo nascosti anche i segreti più oscuri, si apre e irrompe nel mondo diurno.

E tutto assume connotati sinistri e liberatori: ecco perché a Halloween ci sentiamo folli, bizzarri e in fondo quei racconti del terrore ci donano quel brivido che è oltre la paura.

E’ riconoscimento.

Qualcosa nella nostra anima/mente a Halloween sboccia.

Un tempo era il piacere, la voglia di ribellione, la speranza di essere esseri magici qualcosa di più di poveri diavoli che arrancavano alla bene e meglio, per un tozzo di pane.

Per noi figli del postmoderno è un po’ diverso.
Abbiamo contestato tutto.

Ci siamo tolti ogni sfizio tanto che il corpo è oramai strumento di business.

Siamo liberi, siamo emancipati.

Il pudore è soltanto un ricordo lontano.

Eppure..

Qualcosa per questa pseudo libertà abbiamo sacrificato.

Perché il limite oramai contestato ha permesso all’ombra di dominare incontrastata.

Riflettiamoci.

Se il corpo è prodotto, se il potere regna allora abbiamo barattato per questo dominio oscuro..la compassione.

Ecco perché leggere Isahias in fondo è salvifico.

In questo libro il mostro è prodotto di una società che in fondo ai mostri permette di primeggiare.

Li ha visti ascendere al trono del comando, indossando i panni del probo e del giusto.

Ogni contrario, ogni dissenso è stato azzittito in nome del bene supremo. Soltanto che questo bene aveva le vesti zuppe di sangue e le mani sporche di resti umani innocenti.

Il bene cosi mascherato, crudele e insensato ha potuto banchettare con le anime.

E una di quelle che è riuscita a divorare è stato…Isahias.

Il mostro prodotto dai mostri, cacciatore di mostri.

Dove in fondo il male che alberga è frutto di ingiustizia e di bigottismo. Una facciata per mascherare quella voglia di supremazia e sopraffazione che oggi, regna sovrano.

Leggere le avventure di questo personaggio ci fa ribrezzo.

Però la nota positiva è che non proviamo orrore per i gesti di Isahias.

Ma per la situazione che lo ha portato a privarsi dell’umanità in favore della Dea crudele chiamata vendetta.

La nemesi è senza pietà.

E’ una signora che non guarda nulla se non quella voglia di riscatto.

E che bandisce dalle regioni ctonie, signora compassione

Convincendo ogni strumento che in fondo, non può resistere a quell’oscurità che abita in lui.

Ecco, vorrei che in questo Halloween, ora che le porte sono bandite, la Dea dallo sguardo pieno di empatia possa dominare nei vostri cuori.

E ogni Isahias nato dal sangue degli innocenti, possa un giorno liberarsi dalla corazza di guerriero inflessibile e piangere su se stesso e su questo distorto mondo.

Ecco miei adorati, questo ballo è diverso, Forse malinconico,.forse fatto di istanti di riflessione.

4ma è il più bel ballo che io, oggi, posso donarvi.

Con uno stile che ricorda quello ipnotico e evocativo di Stevenson ( specie nel ladro di cadaveri o Janet la Storta) Giovanni Poli ci regala un piccolo, grande capolavoro, che echeggia le note dei classici del gotico e dell’orrore ma la tempo stesso lo rinnova con contenuti che raccontano di noi, della nostra società e delle nostre paure.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...