“Cosa pensano gli animali? Un viaggio sorprendente alla scoperta del mondo animale” di Karsten Brensin di Newton Compton editori. A cura di Patrizia Baglioni

Vicino casa mia abita Paco, un bellissimo esemplare di Pappagallo Cenerino.

Dalla sua spaziosa voliera, ci saluta fischiando allegramente ogni volta che passiamo.

Per le mie bambine andare a trovare Paco ormai è un rituale, ma la visita dell’altro giorno è stata speciale perché il proprietario ci ha raccontato la sua storia.

Quando era piccolo, sua zia gli riportò questo uccello non ancora adulto catturato nella foresta, il signore ricorda bene quel giorno perché non ricevette solo un dono ma un amico.

Oggi Paco ha 44 anni e lui qualcuno in più, sono cresciuti insieme e a vederli non sfugge il rapporto simbiotico e lo sguardo di fiducia reciproca con cui si guardano.

Proprio in virtù di tale legame, ad un certo punto il padrone decise di essere solo un amico e lasciò libero il suo compagno di giochi.

Rischiò, ma Paco non tradì la sua aspettativa, per anni ha volato felice sui nostri tetti restando fuori per uno o due giorni, ma ogni volta tornava felice al suo nido.

Per questo qualche anno fa quando non lo vide tornare dopo una settimana, il proprietario subito si allarmò, aveva ragione: Paco era stato rapito.

A nulla valsero le ricerche, dopo venti giorni furono gli stessi rapitori a riportarlo a casa, l’uccello era stato preso come compagno per la loro pappagallina ma lontano da casa, aveva smesso di mangiare e si stava lasciando morire.

La cosa li aveva talmente colpiti da presentarsi a casa del mio vicino rischiando una denuncia, ma a quel punto l’importante era salvare il Pappagallo.

Mentre il proprietario raccontava, Paco lo guardava partecipe e si lasciava coccolare poi faceva altrettanto avvicinando la testa al suo viso, sfregava il becco contro la sua guancia.

Uno spettacolo per me e le bambine che ascoltavamo a bocca aperta.

Ora che conosciamo la sua storia il nostro rispetto per Paco è ancora maggiore.

È questo lo stesso effetto che provoca il libro COSA PENSANO GLI ANIMALI? scritto dal biologo KARSTEN BRENSIN e pubblicato dalla NEWTON COMPTON EDITORI.

Il testo ha infatti l’obiettivo di ampliare la nostra conoscenza del mondo animale, che non è poi tanto lontano dal nostro visto che comunque si parla di sesso, cultura, gioco, pensiero, emozioni e comunità.

Così come scorriamo le pagine più che vedere in cosa gli animali differiscono da noi, ci sentiamo più vicini a loro.

L’etologia, la scienza che studia con metodo rigoroso il comportamento animale per confrontarlo a quello umano, per molto tempo è stata fonte di importanti ricerche raggiungendo il suo apice nel secondo dopoguerra con gli studi di Konrad Lorenz.

Poi lentamente la disciplina è caduta nel dimenticatoio e spesso mi sono chiesta il perché.

Eppure i video curiosi di animali sono i più visualizzati e a volte si nota verso i propri amici domestici un attaccamento morboso e compulsivo.

La sensibilizzazione verso il mondo animale oggi sembra diffusa, ma qualcosa non torna.

KARSTEN BRENSIN ci spiega il perché, l’individuo seleziona le informazioni accettando per sé solo quelle comode, questo però ci porta ad una conoscenza arbitraria, non solo del nostro amico domestico ma di tutto il mondo animale, ed è un vero peccato.

Leggere delle orche mammone, dei delfini che si chiamano per nome, o dei corvi che scivolano sul tetto perché amano divertirsi, non mi ha solo interessato, mi ha fatto guardare a queste specie con ottica diversa, non sono più animali, sono orche, delfini, corvi ecc, posso dire di conoscerli meglio, ora so che essi vivono con pieno senso di organizzazione, che alcuni di loro sanno perdonare e altri hanno un sistema di pensiero consapevole, no, non sono semplici animali, sono creature degne del massimo rispetto.

Nonostante l’approccio scientifico, il testo è estremamente scorrevole, emerge la passione dell’autore e alcuni sketch sugli animali sono esilaranti.

La spiegazione che ne consegue di solito crea un ponte con il mondo umano e viene spesso da chiedersi chi sia rimasto allo stadio più primitivo!

Una lettura stimolante che tutti noi dovremmo fare per ricordare che

“molti animali pensano e sentono come noi a livello individuale ma non sono in grado di usare la forza per difendersi dai nostri abusi pianificati strategicamente e commessi congiuntamente.”

Facciamo di questo invito buona regola perché quando guardiamo negli occhi un animale, riconosciamo un parte di noi.

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