“Il cuore di Vanora” di Giulia Visoli. A cura di Alessandra Micheli

Eh si miei amati lettori, stavolta mi trovate a parlare di un fantasy.

Si lo so cosa starete pensando, vedo le vostre testoline impegnate a acchiappare i pensieri volanti, neanche fossero i fastidiosi insetti di Alice.

Ma come, non eri allergica al genere?

Ma come, non sei appassionata di gialli, thriller horror e di morti male?

Assolutamente si.

Ma vi ricordo che, miei adorati, io sono cresciuta letteralmente, non soltanto grazie ai classici ma a Marion Zimmer Bradley e alla saga di Terry Brooks, la mitica Shannara.

Per non parlare di Guy Gavriel Kay con le peripezie del regno di Finoavar.

Quindi ogni tanto la mia perduta adolescenza rivive in alcune avventure epiche, poche e accuratamente selezionate.

E in questo caso mi sono imbattuta in un epic fantasy che sapevo essere interessante e avvincente, stavolta non grazie al mio meraviglioso fiuto, ma grazie ai consigli del mitico Collettivo scrittori uniti, nella persona del competente Claudio Secci.

E quado Secci consiglia, Ale, ovviamente non può che rispondere, felice e curiosa e piena di aspettative.

Sono state disattese’ assolutamente no.

Anzi posso dire che il libro le ha superate e ha creato una meraviglia rara, andando ben oltre quello che pensavo mi riservasse il testo, almeno leggendo la trama.

Eppure ci troviamo davanti un epica avventura dai toni classici, un arazzo intessuto con emozioni, speranze, voglia di rinascita ma anche intrighi e bugie. E persino il tentativo di mascherare il potere con amabili e necessarie vesta.

E ora arriviamo a raccontarvi il testo.

Piccola premessa, onde evitarvi lo spoiler, non mi addentrerò nella minuziosa descrizione delle avventure, perché credetemi è un incastro cosi perfetto che svelare una parte significa svelare il tutto e anticipare per voi anime affatto digiune di fantasy rivelarvi persino la fine.

Giammai.

Sono crudele e malvagia si ma non fino a questo punto!

Il cuore di Vanora muove i suoi passi nel più antico ma difficoltoso degli archetipi che parte sicuramente dalla base campbelliana, ossia il viaggio dell’eroe ma che strizza l’occhiolino ai temi cari della mai amata Bradley ossia la ricerca costante di un equilibro tra innovazione e tradizione, tra passato e presente onde disegnare in modo diverso la mappa che può portarci a un futuro diverso, da quello su cui spesso la premesse si basano.

E ovviamente tutte queste premesse giocano sul passato, fatto di errori, di un male difficile da arginare proprio perché in fondo fa parte di noi.

E forse ed è qua la novità pregiata del testo della Visioli il caso è necessario affinché si possa rinascere cambiando in todo e alla radice proprio le consuetudini che in fondo contengono in se i germi della distruzione.

E su questo il mio riverito chapeau.

Visto che spesso le autrici in particolar modo hanno quasi timore di asserire che è dal crollo, dal dolore, dalla delusione e dal tradimento che il buono può nascere.

Ecco che all’inizio tutto sembra stranamente asettico.

Persino la descrizione dl regno Seyrano, roccaforte dell’Ordine dell’Equilibrium. Tutto perfetto, minuziosamente pensato per riparare le enormi crepe causate dalla grande catastrofe quella che ha portato alla perdita, questo posso svelarlo dell’equilibrio tra le forse denominate glifi.

Cupidigia, volontà di possesso, ricerca del potere supremo ha spezzettato l’armonia originaria che viveva e si nutriva della diversità.

Il potere dei singoli glifi, o dei chackra o delle energie faceva troppo gola, ognuno perché poteva essere usato in due modalità: quella oscura e quella luminosa.

Come ogni potere sacro il glifo ha una parte di benedizione e una di maledizione, una pura e una impura.

E dalla loro dialettica che il regno magico può esistere e creare prosperità.

Una volta infranto, una volta diviso il tutto nulla può essere più piacevole o luminoso.

E la separazione avvenuta quando l’equilibrium risulta rotto, porta il la manifestazione disunito e non sempre…armonica.

Non vi sembra un discorso familiare?

E’ il cogito ergo sum.

E’ la divisione nata in seno alla civiltà occidentale che divide per poter dominare la creatura con lo spirito, la realtà materiale da quella immateriale.

E cosi l’uomo non è più capace di esprimere tutta la sua incredibile bellezza, quella che in fondo lo ha reso più di angeli e stelle e coronato di gloria e maore. Dio lassù nei cieli piange lo spirito perduto tra I flutti dell’illusione eterna della conquista.

Ma la speranza sboccia sempre anche dentro l’abisso più oscuro.

Nasce un eletta, lei la prescelta capace di riunire su di se tutti I glifi.

E in sostanza un anima che contiene in se i germi di ogni manifestazione spirituale.

Forza, sapienza, amore, eros e magia.

E questo è il suo percorso.

Tra I tentativi di riportare l’armonia a casa, le bugie di chi difficilmente cede il privilegio di essere, in fondo parte di un élite.

Perché vedete il male divide e separa in categorie, in concetti distanti.

Ci uccide lentamente ma la gerarchi seduce, affascina e ingabbia.

I privilegi ci rendono meno umani, più distaccati dalla realtà ma al contempo più capaci di ascoltare una voce che sussurra che, in fondo non è tutto oro ciò che luccica…

Destiny lo scopre a suo malgrado, iniziando un percorso che la porterà…dentro il cuore di Se stessa.

Perché in fondo Vanora non siamo altro che tutti noi, con quest’anima frammentata, divisa piena di voci che la assillano, di tante troppe tentazioni.

E di una gran voglia di trovare, semplicemente la propria strada.

Questo è il primo atto.

Siete pronti a prendere per mano Destiny?

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