“Disotto” di Roberto Risso, Delos Digital. A cura di Gaia Puccinelli

In questo volume troviamo un’Italia abbattuta e devastata da una crisi economica e sociale che ha portato la popolazione all’esasperazione e a compiere gesti estremi, tanto che una parte di essa adesso vive “Disotto” nell’impianto fognario e in altri canali scavati sotto terra cercando di creare una società più funzionale di quella che è rimasta di sopra e che possa sopravvivere alle altre curve strette che riserverà il futuro.

Fabio, il protagonista, si ritrova catapultato nel mondo sotterraneo per sfuggire ai cattivi risultati di un esperimento portato avanti dal governo sui cittadini, di cui lui ha dovuto subire le conseguenze atroci che hanno portato alla perdita di tutto quello che aveva di più caro.

Adesso la sua vita è diversa, adesso non ha più il cielo sopra la testa, ma il soffitto buio e sporco dei tunnel, ma è comunque lo scenario migliore che gli si potesse prospettare.

Sebbene la nostra realtà contemporanea non faccia presagire tempi rosei per il futuro, le tinte del mondo tratteggiato da Roberto Risso in questo suo ultimo libro sono ancora più fosche di quello che ci potremmo immaginare.

Ci viene presentato uno squarcio apocalittico della città di Torino nella quale le poche persone rimaste in superficie vivono in condizioni disperate, afflitti dalle piaghe della droga e della criminalità, quasi più bestie che uomini.

Sottoterra le cose migliorano, ma nemmeno così tanto, si è infatti mantenuta una forma di civiltà, gli uomini collaborano tra di loro e sono suddivisi in comunità costrette a nascondersi da quello che accade in superficie.

Ma non possono sfuggire per sempre ai pericoli.

Lo scontro si avvicina e Fabio si trova costretto ad intervenire nelle meccaniche di decisioni e alleanze che scatteranno.

L’autore ci pone davanti una situazione che fa riflettere sull’essenza dell’umanità, cos’è che ci rende umani, che fa si che riusciamo a collaborare e vivere nel rispetto reciproco senza darci la caccia come bestie?

E soprattutto quali potrebbero essere i fattori scatenanti della perdita di tutto ciò, cosa devono toglierci per fare in modo che ci rivoltiamo gli uni contro gli altri?

Se riuscissimo a rispondere a questa domanda sapremmo cosa difendere per assicurarci un futuro sicuro e per il quale vale la pena di vivere.

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