“L’abbraccio dell’albero” di Sebastiano Latini, Ensemble. A cura di Patrizia Baglioni

Tutti noi abbiamo un luogo in cui ci sentiamo al sicuro, una coperta di Linus immaginaria che ci circonda e spesso nasconde da un mondo che sa solo ferire.

Il protagonista di questo romanzo, si siede al riparo della sofferenza sotto un grande albero alla fine della via.

Lui è un bambino e l’albero è un amico con cui condividere le lacrime, un confidente a cui rivelare la propria solitudine e da abbracciare nei momenti peggiori.

L’ABBRACCIO DELL’ALBERO di SEBASTIANO LATINI pubblicato da Edizioni Ensemble, è un romanzo intimo, intenso, che parla di crisi personale e dolore familiare, ma soprattutto è una storia di rinascita e coraggio.

Lo scritto si apre sul quartiere Pietralata negli anni Ottanta, in una delle tante palazzine popolari costruite con opere di “edilizia economica”.

Lo scrittore descrive con dovizia di particolari la zona in cui il protagonista cresce e vive le sue prime esperienze.

Per ogni bambino la casa è un luogo sicuro, in cui tornare e invece per il piccolo popolano, ogni rientro è segnato dalla tensione e dalla violenza.

E’ suo padre a fare il bello e il cattivo tempo in famiglia, a seconda dell’alcool che ha in corpo, la vittima prescelta è di solito sua madre, donna remissiva e fragile che lui non sa ancora difendere.

Il bambino inizia a fare della sofferenza inflitta un’abitudine e la accetta senza combattere, dando per scontato che così deve essere in un crescendo di situazioni che lo umiliano e lo segnano per sempre.

La reazione non arriva neanche quando due ragazzi provano a fargli violenza sessuale,

“Ero quasi rassegnato alla sofferenza, tutto quello che mi capitava sembrava fosse giusto che mi succedesse. Sembrava che di sofferenza, di dolore ne avessi talmente tanto, che accumularne dell’altro mi sembrava quasi giusto. Soffrire mi sembrava giusto, ormai mi ero rassegnato, era nel mio Dna.”

L’angoscia arriva dritta allo stomaco del lettore perché quelle non sono solo le parole di un bambino, ma di tanti che come lui perdono fiducia negli adulti e speranza nel futuro, sconfitti da un dolore troppo grande da affrontare.

Ma la storia continua, il giovane cresce e prova anche ad amare, a liberarsi del suo passato, ma c’è sempre qualcosa che gli ricorda che lui non è fatto per essere felice e il malessere esistenziale lo allontana dal lavoro e dalle persone che gli vogliono bene.

In un giorno in cui il limite di autodistruzione sembra raggiunto, va ad un colloquio per un nuovo lavoro.

Lo fa con il suo disinteresse solito, ormai più nulla sembra importargli, prima dell’assunzione deve frequentare un corso e qui ascolta parole che gli cambiano la vita, Giuseppe, il relatore sta parlando di chi perde speranza e pensa che tutto ciò che non va dipenda dagli altri, Giuseppe sta parlando di lui, di quel bimbo ormai adulto deluso dalla vita.

Ogni parola sembra risvegliarlo da un lungo torpore e nella lezione finale quando saluta Giuseppe, il giovane scoppia in un pianto dirotto, ha affrontato le sue paure ed è pronto per rinascere… e anche per il nuovo lavoro.

Vendere case gli piace tantissimo e gli riesce bene, l’uomo colleziona un successo dietro l’altro, manca solo l’amore e arriva Sara, una ragazza che incontra al bar di fronte all’ufficio.

Ma la paura di non essere corrisposto gli fa vivere i primi giorni della sua storia con ansia, euforia e aspettative troppo alte, una giostra di emozioni si alternano, nonostante il suo impegno, non è ancora riuscito a trovare un equilibrio, ma Sara capisce.

Manca ancora molto.

Ma questa non è una storia da raccontare, bisogna viverla tra le pagine, immedesimarsi è facile, Latini ci aiuta offrendoci scorci di vissuto che sembrano nostri.

Il linguaggio è fluido e le descrizioni attente di luoghi, persone e stati d’animo arricchiscono questa storia in modo prezioso.

Tutti siamo il risultato del nostro passato e più che liberarcene possiamo elaborarlo e accettarlo ma spesso ci serve una guida, una voce amica che ci aiuti a riappacificarci con noi stessi.

Questo libro racconta un percorso di crescita e cambiamento, tutto inizia sotto il grande albero e inaspettatamente, tutto finisce lì.

***

Il quarantaquattrenne Sebastiano Latini è nato e vive nella sua amata Roma insieme a sua moglie e i suoi tre figli. Da sempre appassionato alla scrittura ne ha fatto un confortevole rifugio dopo giornate di lavoro, da cui prende ispirazioni.

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