“Di notte arrivano i lupi” di Nanni Cristino, Nero Press. A cura di Alessandra Micheli. Introduzione a cura di Alessia Piemonte

Una nota di jazz,
si scioglie come inchiostro
nella coltre di nebbia
elastica,
fredda,
che maltratta l’aria,
inghiottendo le ombre che si agitano inquiete.
Un cupo lamento,
un ululato,
un ringhio,
solleva il fumo della scorie
che esala
come fiato represso,
di anime dannate
dai tombini.
Arrivano in branco.
Gli occhi roventi,
passi che trafiggano la schiena,
come unghie,
che scorticano la pelle,
fino alla carne viva.
La bava che cola:
un fulgore nel sangue
della vittima che annaspa la sua vita,
che si sgretola come coriandoli.
C’è una scarpa di donna,
che puzza di segreti,
di lussuria,
di deviazioni
di dialoghi poco ortodossi.
La porta della verità,
mi fissa muta e intellegibile.
Devo aprirla,
scardinarla,
abbatterla,
la sutura della mente umana,
che logora i nervi,
come un ingordo,
succube di buffet di morte.

Alessia Piemonte

Da quando ho un blog c’è un dubbio che mi attanaglia.

Cosa scrivere quando un libro è pura bellezza?

Come raccontarvelo?

Caso strano accade sempre con Nero Press.

E insomma!

Mettetecelo un errore.

Anche solo per rendermi la vita difficile.

Che diamine.

In questo libro, non c’è un dettaglio fuori posto.

E se lo troverete, avrete tutta la mia stima.

Thriller, e quindi adrenalina, ironia, denuncia e quel pizzico di surrealismo che accompagna ogni opera che in fondo racconti l’uomo. Abbiamo tutto.

Una Torino cosi misteriosa ai nostri occhi, resa più incantevole e arcana da una neve che la ricopre e che attutisce i rumori e persino i pensieri. Davanti alla distesa candida ogni vicolo, ogni angolo assume un aspetto diverso.

Sembra un altro mondo, sembra che l’incanto regni sulle strade rese irriconoscibili dalla colte gelida.

E nessun suono ci disturba.

Mentre facciamo i conti con noi stessi, con la nostra umanità, con le fragilità ricche di antri oscuri.

Nel silenzio, in fondo, tutto esce fuori.

E parla.

E viene per forza ascoltato.

Non c’è una cacofonia di fondo a confondere le parole.

E ci dice che siamo tutti folli.

Cosi lontani dal sogno divino di perfezione e armonia da far sembrare questo, un altro mondo.

Come se la dimensione magica sia l’unica reale e questo angolo abbandonato, sia il nostro purgatorio.

Fobie, privazioni, frustrazioni e tanto dolore.

Nelle strade e dentro di noi a suonare con insistenza la campanello della coscienza. Sembra che esiste una lunga notte eterna dentro di noi. Tanto da rendere quasi invisibile il giorno.

E leggendo il libro di Cristino non si avverte affatto questo cambiamento, bruma, caligine, nebbia luce cosi opaca a accompagnare il nostro eroe.

Un eroe che amo perché in fondo non brilla.

E’ un pò sporco, molto storto e molto poco romantico.

Almeno per voi.

Io ho una sorta di passione per un musicista con la sigaretta lo sguardo perso e del buon rum a portata di mano.

E’ tutto ciò che il perbenismo rifugge: bevitore, fuori dagli schemi e malinconico, cosi come ruvido e malinconico è il jazz che ascolta.

E suona, come una sorta di balsamo per le ferite del cuore, provocate dalle aguzze lame dell’orrore umano.

E sullo sfondo di storiaccie di ogni giorno, di quelle fatte e prosperate nell’immondizia che abilmente nascondiamo sotto i tappeti borghesi, ci sono occhi gialli a scrutarci.

In silenzio, come silenzioso in fondo è tutto il libro.

Una notte che si incunea dentro le striature dell’anima, che ci sveglia nonostante viva e si nutra di silenzio.

Notte e neve.

Un paesaggio così desolato, cosi immobile che serve per dare risalto, per contrasto a..

sogni prigionieri

di un aspra

Gelida

realtà.

Michele Pecora

No.

Non è mia questa frase.

Ma di un autore misconosciuto che a parer mio rappresenta perfettamente il libro.

Un’aspra gelida realtà si snoda pagina dopo pagina.

Non esiste redenzione, forse esiste un barlume di realtà.

Esiste però quell’umanità rannicchiata, forse giudicata da chi in fondo con dio non ci ha discusso mai.

Mentre noi siamo cosi soli, cosi abbandonati che lo cerchiamo nelle note solitarie di un jazz.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...