“La casa dell’odio” di Flavio Torba, Delos Digital. A cura di Barbara Amarotti

Il buio sa di cose nascoste, segrete e repellenti.

Connor è un parlamentare inglese che, travolto da uno scandalo a sfondo sessuale, decide di fuggire e rintanarsi in Italia, in una piccola casa sul lago.

Quello che Connor non sa è di essere già stato lì, anni prima, quando era ancora un ragazzino e di avere un debito da pagare con qualcosa che lo aspetta da trentacinque anni.

Questo romanzo breve ha un solo e incontrastato protagonista: la colpa.

Connor è in colpa per ciò che ha fatto e la colpa è la spinta che lo spinge a entrare nel bosco, dove il passato lo attende per punirlo per la sua viltà.

Come ci insegna King, gli adolescenti, con le loro pulsioni e la loro voglia di rompere gli schemi, sono i protagonisti perfetti per un horror e qui Torba non è da meno del maestro e ci conquista con un personaggio viscido, dalla doppia vita e con un segreto sepolto dai tempi dell’adolescenza.

Non pago di ciò lo trascina nei meandri del terrore, fino a fargli ricordare il sapore dolce dell’amicizia, quella vera e importante, che non andrebbe mai tradita se non se ne vuole poi pagare le conseguenze.

Non è da tutti fare una cosa del genere con una trama credibile, ancor meno lo è facendolo in poche pagine, Torba ci è riuscito, entrando nel mio personale elenco degli autori preferiti, altra cosa che, lo ammetto, non è da tutti.

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