Torna il talento di AS Twinblack con “Sotto il ponte del diavolo”. Da non perdere!!!

«Non è dei morti che devi aver paura, ma dei vivi.»

Con queste parole la tranquillizzava sua nonna quando, da ragazzina, attratta dal mistero e dall’invisibile, Bea la invitava a raccontarle le storie sui fantasmi. Storie – a suo dire – realmente accadute, non a lei in prima persona, ma a sua madre e ad altri parenti della cui sanità mentale non si poteva dubitare. Uomini e donne che non si erano bevuti il cervello insieme ai quarti di vino annacquato che abbondavano sulle loro umili tavole, ma che si alzavano alle tre del mattino per andare a zappare nei campi, e al buio incontravano figure evanescenti che bloccavano loro il passaggio, oppure nani dall’aspetto mostruoso che, avvicinandosi veloci come fulmini, li pizzicavano sulle cosce. Oppure udivano rumori di catene pesanti trascinate sul terreno, che neppure l’uomo più possente avrebbe potuto trasportare.

«Alcuni di loro, poi, incontravano il Diavolo.»

Bea la guardava con la paura che iniziava a salire e gli occhi spalancati sulle meraviglie di un mondo oscuro e affascinante.

«Perché il Diavolo non ci aspetta all’Inferno» continuava sua nonna. «Il Diavolo è qui tra noi. Accende la musica e ci invita a ballare. Per molti è difficile resistere al suo ritmo travolgente. Qualcuno muove solo alcuni passi, altri si scatenano con lui fino alla fine della danza.»

A quel punto Bea si sistemava sulla sedia e, con i gomiti sul tavolo e il mento appoggiato sui palmi, si preparava a volare con la fantasia, non tra sontuosi castelli abitati da Principi e Principesse, ma su boschi e verdi vallate, dove le streghe ballavano a piedi nudi e passavano la notte a intrecciare i crini dei cavalli, e attraverso i quali correvano i lupi mannari, illuminati dalla luna piena, alla ricerca di una fonte d’acqua dove spegnere il fuoco che li consumava. O su antichi cimiteri, dove i morti riposavano di giorno e col calar delle tenebre iniziavano a stiracchiarsi, preparandosi a uscire dalle tombe.

A Bea non piacevano le favole, le piacevano gli incubi. Lei non era attratta da Principi e Principesse, era attratta da mostri e spiriti.

Aveva otto anni quando in Tv aveva visto L’esorcista, e per mesi aveva dormito con la luce accesa per il terrore che il Diavolo sbucasse fuori dal buio e si impossessasse di lei. E prima di coricarsi, controllava sotto il letto per accertarsi che non ci fosse qualche creatura mostruosa, ma non serviva a niente. La paura che una mano grossa e deforme spuntasse dal pavimento e l’afferrasse per i piedi, trascinandola negli abissi, era sempre presente.

«I morti sono tranquilli» diceva ancora sua nonna. «A loro non interessiamo. E poi, non hanno più il corpo, quello con cui potrebbero farci del male. I vivi, sì. Loro sono interessati a noi, e hanno tutti gli strumenti per poterci ferire.»

Ma Bea era rimasta al Diavolo, figura misteriosa e affascinante più di qualsiasi altra.

«Che intendi per ballare col Diavolo?» le domandava, sporgendosi in avanti. Il suo cuore accelerava, in trepidante attesa di ricevere lo svelamento di un antico segreto.

Sua nonna non rispondeva. Cominciava, invece, a raccontare una delle storie che le aveva già narrato altre volte, ma che non perdevano mai il loro fascino.

Bea restava incantata dalla sua voce bassa e calma. Chiudeva gli occhi, e si lasciava trasportare in una dimensione dove spazio e tempo erano solo parole vuote, senza senso.

Fu nell’estate del 2015, l’estate più calda di tutte, che Bea capì le parole di sua nonna. Capì che quando gli uomini ballano col Diavolo è perché cedono alla tentazione di seguire il male. E allora non esistono più amore, né affetto, né rispetto, né comprensione, né tolleranza, né perdono, ma solo la volontà di assecondare il proprio inumano ego.

Che sia nello spirito o nel corpo, gli uomini che ballano col Diavolo feriscono e uccidono senza guardarsi dentro.

SINOSSI

Ancora nessuna notizia della quindicenne scomparsa a Poggio Castano nella serata dell’8 luglio. La giovane aveva detto a sua madre che sarebbe andata a casa di un’amica, dove però non è mai giunta.”
Bea scosse la testa. Aveva atteso con ansia il notiziario regionale delle diciannove, con la speranza che i giornalisti fornissero maggiori dettagli su come fossero andati veramente i fatti, invece l’uomo fece da parte i fogli che aveva davanti a sé, e passò a parlare della notizia successiva.
C’era stato un incidente in un cantiere dove una gru si era ribaltata, e l’operaio era stato travolto perdendo la vita. A quella di notizia il giornalista dedicò più tempo, forse proprio perché il povero operaio era deceduto dopo tre giorni di agonia.
Melissa, invece, era solo scomparsa anche se, i più pessimisti in paese, iniziavano a insinuare che fosse morta.
Gino, un anziano di ottantaquattro anni, sosteneva che fosse stato il fantasma di un boscaiolo a ucciderla, quello che da anni appariva sotto il ponte del diavolo, lungo la vecchia mulattiera, e vagava nella boscaglia imbracciando un’ascia.

TITOLO: Sotto il ponte del diavolo

GENERE: Thriller

PAGINE: 272

PREZZO EBOOK € 2,99

PREZZO CARTACEO € 13.52

LINK D’ACQUISTO: https://www.amazon.it/SOTTO-PONTE-DEL-DIAVOLO-Twinblack-ebook/dp/B08H2JQ93M/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1599049282&sr=1-1

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