“La coscienza di Yuri” di Sonia Perin. A cura di Patrizia Baglioni

LA COSCIENZA DI YURI scritto da SONIA PERIN è ambientato nell’Italia del Nord alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Mentre scorro le pagine rifletto sul fatto che non si ricorda abbastanza questo terribile evento che ha sconvolto il mondo per la sua violenza.

Per smaltire l’impatto che i fatti della guerra hanno avuto sugli stati e sugli individui sono serviti decenni, la fiducia politica è stata ripristinata e le atrocità della guerra accantonate.

E invece la memoria va esercitata costantemente e questo libro ci aiuta a farlo, perché gli scontri non si combatterono solo con le armi ma con l’intenzionalità della coscienza.

In un piccolo paese tutti si conoscono, i figli sono partiti per il fronte, le scorte di cibo sono quasi terminate e per salvare se stessi si denunciano gli altri.

La precarietà e la miseria trasformano gli amici di sempre in nemici e si guarda con sospetto al fornaio che dà una pagnotta di pane in più a Giovanna, per cui prova una simpatia particolare. Il parroco che conosce i segreti di tutti sa bene che nessuna famiglia è immune da dolori, due famiglie di origine ebrea non sono ancora state deportate e vivono nel terrore, i figli del fornaio sono in Africa e da tempo non si hanno più notizie, il figlio di Giovanna è vivo ma ha perso una gamba.

Rudi e Habert sono due adolescenti, per loro la guerra è solo fuori, continuano i divertimenti, le serate tra amici nonostante i divieti dei loro genitori e ciò che più li diverte è sperimentare, fino a quando una sera i loro giochi diventano intimi.

La diversità non è un valore nel 1944, l’appartenenza ad una razza diventa reato, la scelta politica viene punita e l’omosessualità oltre che peccato è motivo di persecuzione.

Per Rudi si tratta di un diversivo, per Habert invece è amore, ma nulla conta, quando vengono scoperti le famiglie li cacciano di casa per la vergogna senza riflettere sul fatto che per loro fuori non c’è scampo.

Catturati vengono spediti in un campo di concentramento, ma i nazisti sono alle strette e gli alleati sempre più vicini.

Sono questi i giorni terribili delle stragi di prigionieri, uccisi senza pietà per non lasciare testimoni e per portare a termine fino alla fine il folle disegno di Hitler.

Yuri crede nel suo progetto e si dedica ad esso senza pietà, la sua carica gli permette di scegliere, potrebbe abbandonare l’ultimo treno di prigionieri e scappare con le ricchezze conquistate come hanno fatto tante SS e invece no.

Uccidere gli dà piacere, lo rende dimentico della morte di sua moglie e decide di falcidiare anche quegli ultimi prigionieri, ma non può portare a termine lo sterminio, i nemici sono accorsi e lui può solo scappare eliminando tutti coloro che provano a fermarlo.

Rudi dopo aver assistito alla morte di Habert, scampa miracolosamente alla strage operata da Yuri e grazie all’aiuto di un cane ferito trova riparo in un vecchio monastero.

Il percorso viene ricostruito passo passo dai suoi genitori che pentiti di averlo cacciato dedicano tutte le loro forze a cercarlo.

Alla fine della guerra arrivano miracolosamente al monastero ma al posto di Rudi trovano il monaco Yuri, che racconta loro la sua storia e libera una coscienza troppo piena.

Dov’è Rudi?

E perché Yuri sembra conoscerlo?

I due prostrati e ormai disperati legano la loro speranza al flusso di ricordi che ogni sera il monaco libera attraverso i suoi racconti.

Dovranno arrivare alla fine della storia per conoscere la verità.

Un libro intenso dove alla violenza dei fatti, ricostruiti in modo realistico e con perizia storica, si affianca l’umanità di tanti pronti a sacrificarsi per salvare amici o conoscenti, dove all’aggressività immotivata si alterna la generosità.

Nonostante tutto l’amore, l’amicizia e la vicinanza resistono, ma a quale prezzo?

La narrazione è fluida e il linguaggio curato, ma a prevalere in questo romanzo sono le emozioni evocate, tanto forti perché reali.

La riflessione è consequenziale e mi chiedo perché ancora oggi le diversità spaventino e il dibattito tenda spesso ad essere unidirezionale, le democrazie vacillano e le paure ci attanagliano.

Questo romanzo storico estremamente commovente è un appello all’umanità e alla coscienza, perché come Yuri dimostra, da tutto si può scappare tranne che da essa.

***

Sonia Perin vive a Cazzago di Pianiga, in provincia di Venezia, con il suo compagno e la sua famiglia. Nella vita quotidiana si occupa di assistenza domiciliare. Da sempre, fin da giovane, la passione per la scrittura l’ha accompagnata in ogni fase personale e professionale della vita. Molti dei suoi precedenti scritti sono basati su un mondo fantastico che hanno riscosso un discreto successo. Nel 2008 il suo primo libro, A est del paradiso. Nel 2013 ha pubblicato una crono storia fantastica dal titolo Una favola blu. Sempre nello stesso anno, è uscito il racconto fantasy La farfalla di ghiaccio.
Nel 2014 sono stati pubblicati la raccolta di poesie, Stralci di Sogni e il romanzo Il viaggio di Teseo.
Infine, nel 2015, la raccolta di poesie Aspettando Godot, che si è aggiudicato il titolo Libro dell’anno 2015.

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