Review tour Maggie Scoop. Veleni e tazze da te” di Millie Oliver. A cura di Alessandra Micheli

Maggie Scoop qualcuno di voi lo avrà capito è molto cara al mio cuore. Mi ricorda me ragazzina, alla sua età, piena di sogni e di orizzonti aperti sull’infinito.

Non che oggi non sia così.

Diciamo che se prima ero una ragazza ricca di vitalità e gioiosa oggi sono una vecchia signora ferita ma non abbattuta, un orso che quei sogni li tieni stretti perché è davvero ciò che le rimane.

Però mi piacerebbe che mia nipote e ogni ragazza, potesse godere di quella stessa entusiasta voglia di dare un nome ai quei progetti che so insegnante, ballerina, giornalista.

O esploratrice.

Tutto senza lasciarsi abbagliare dalle luci della mondanità che suadenti ci tentano con le loro promesse di un successo effimero e forse inutile. Perché vedete è vero che Maggie Sogna.

Ma per quel sogno si muove, ci prova e si impegna.

Mette in campo ogni briciolo di inventiva perché diventi azione e concretezza.

Questo fanno i sogni.

Non ci regalano ali ma gli strumenti adatti per costituirle.

E cosi senza stare seduta a illudersi, lei va incontro alle esperienze adatte per realizzarsi non solo come futura professionista ma come persona.

Perché in ogni avventura Maggie è un po’ più donna e meno ragazzina, più grande e meno piccola.

Ed è bello avere l’onore di viverla da vicino.

I suoi dubbi, le prime paure, le responsabilità che piano piano arrivano a bussare alla porta e anche la capacità che rende grandi quella di smettere di idealizzare i propri genitori.

E’ un quel momento in cui smettono di indossare la sfavillante armatura ma indossano i panni della quotidianità che diventiamo maturi.

E’ duro ma necessario.

E cosa dire dei primi batticuori?

Speciali e capaci di farci distogliere per almeno un stante inattenzione dalla nostra meta, forse per godere del viaggio e del paesaggio che ci regale.

Maggie è un po’ tutti noi è vero.

Ma per me rappresenta un ricordo oramai lontano, una rimembranza di ciò che, nonostante le ferite, le cadute e gli ostacoli, non dovrò mai dimenticare: la curiosità.

E’ quella che mi rende giovane anche se gli anni passano e le rughe adombrano il mio viso.

Io non sarò forse più una giornalista d’inchiesta come volevo da piccola.

Ma almeno con queste parole qualcosa posso lasciarvi: sognate ragazze. Ma sogni pieni di coraggio.

Sogni che travalicano i limiti del conosciuto.

Che scavalcano i recinti del concetto e della consuetudine.

Un po’ come fa Maggie che non si ferma all’apparenza ma indaga, non solo sui misteri ma anche sull’animo umano.

Siete sempre più Maggie e meno attrici di una triste commedia dell’arte.

Andate li, dove neanche gli angeli esitano.

E scoprite il colpevole di ogni sordida storia.

Ma soprattutto non smette mai di farvi domande.

E sarete sempre più Maggie e meno evanescenti.

Siate liberi.

Liberi di essere anche contro tutto e tutti.

Un po’ come la mia Maggie.

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