“Il cerchio di pietre” di Enrico Graglia, Goware edizioni. A cura di Alessandra Micheli

“Non il sistema solare e nemmeno la via lattea ma un insieme di miliardi di galassie, in milioni di universi legasti da loro da una rete di passaggi. Simili a fili allacciati ovunque che gli ricorda la rete neurale del cervello”

Perché ho iniziato questa recensione con una citazione( ovviamente tratta dal libro)?

Perché il segreto della bellezza del libro di Graglia è racchiusa proprio li.

E non posso iniziare una recensione senza parlarvi del suo substrato filosofico e ontologico.

Che a parer mio sovrasta e deve primeggiare su ogni dato che nel mondo letterario arricchisce o limita il libro.

Ve lo ripeto da cinque anni oramai.

Un libro è un componimento che si serve dell’informazione ivi veicolata, per ottenere la comunicazione necessaria alla consapevolezza dell’esistenza di una differenza.

Senza questo processo non si hanno informazioni.

Perché quello che io oggi ricevo, il messaggio portato da ogni forma di socialità umana, porta proprio a un cambiamento e a una evoluzione.

Io oggi conosco lo stato d’animo di X e con quella acquisizione di conoscenza io nei suoi confronti modifico ogni atteggiamento.

E cosi relativa a ogni forma di mass media esistente.

Prendete la pandemia: trastullati dall’informazione che era una semplice influenza, vivevamo senza scossoni.

Solo la mutata concezione del virus, portata dalla comunicazione, ha innescato in noi un totale stravolgimento di abitudini, pensieri e modi di dire.

Ma questa è un altra storia.

Quello che mi preme dire è che un libro, fatto di parole, frasi e grammatica ha come scopo quello di far giungere a noi qualcosa che è veicolata si dal mezzo ( grammatica, parola, sintassi) ma non si esaurisce no esso.

Quindi interessante è scoprire le tecniche letterarie, lo stile, la semantica. Ma fondamentale è individuare il messaggio, il contenuto, persino il rumore, ossia l’ammasso di comunicazione non intenzionale che è forse la vera ricchezza di questo strano mezzo umano.

E Graglia lo sa.

E dona a noi un fantasy dalle sfumature gotiche che, vira, e deve virare verso altro: la dicotomia bene e male, fondamentale per ogni epoca è semplicemente la lotta tra due sistemi antitetici e diversissimi: il wyrd di celtica memoria e la concezione etnocentrica dell’uomo al centro del mondo.

L’uomo che domina, scioglie e annoda, che è protagonista e comparsa in un paese dei balocchi fatto e creato a suo uso e consumo.

Ma non è cosi.

Oggi più che mai abbiamo imparato sulla pelle il mantra “gli altri siamo noi”.

Tutti legati in un interdipendenza esistente da millenni, ma manifesta soltanto ora.

Qualcuno tocca inconsistentemente un filo facendo vibrare tutto il sistema, fino alle conseguenze più spaventose.

E cosi il nostro amato protagonista conosce sulla pelle anch’egli questa verità.

E si trova la centro dello scontro antico tra due archetipi: il caos e la vita. E la vita non è caotica anzi.

E’ organizzata, coerente, precisa in ogni sua infinitesima espressione e sfumatura.

L’universo è vivo.

Vibra e si espande.

Possiamo interpretare questo libro anche in chiave scientifica, non meno di tante meravigliose parabole o di tanti miti che solo oggi riscopriamo ossia la lotta o meglio la danza tra la materia oscura e questo organigramma fatto di energia filamentosa.

Due forze che, scontrandosi e tenendosi testa generano universi, molecole, batteri e…la vita.

Davanti al libro e ai suoi misteri un senso di meraviglia ci invade.

È qualcosa di potente, quasi soffocante.

Perché ci fa rendere conto di quanto in fondo l’uomo non sia che un puntino in un qualcosa di vasto e immenso.

E io oggi, che scrivo nella notte, davanti alla maestosità di un cielo sconfinato trapunto di brillanti stelle, arricchito da montagne secolari, sento che il messaggio di questo testo arriva dritto fino al cuore e lo riempie, e lo commuove: siamo tutti parti di un disegno più ampio. Ognuno creato a fare la sua parte in questa dimensione, dove lo spazio e il tempo sono solo nostre creazioni.

Bellissimo e consigliato.

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