“Per dirsi ti amo” di Luisa di Stefano. A cura di Alessandra Micheli

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Non ho mai amato molto le poesie d’amore.

Perché è molto difficile condensare un sentimento in versi, è difficile racchiudere un concetto cosi emblematico e sfaccettato, in poche righe.

Cosi, quando Luisa mi ha chiesto di recensire la sua raccolta, mi sono chiesta cosa potevo mai dire.

Io che l’amore lo considero parte integrante di un organismo, il suo regolatore dei cicli vitali, morte, vita, rinascita.

E mi sono ricordata la mia canzone preferita di Vecchioni: le lettere d’amore.

In questa melodia che ben si accompagna alla lettura di questa raccolta, intensa e delicata, dall’anima giovanile ma non adolescenziale, il noto cantautore dice:

Le lettere d’amore

quando c’è l’amore,

sono inutili

Vecchioni

Eppure in questo mondo stanco di spalancato dolore, in cui senso ci sfugge, in quella ricerca costante di una cima che vediamo sempre più lontana forse le poesie d’amore servono.

E allora invece di :

Tormentarci con un mondo assurdo e che invece di continuare a tormentarsi con un mondo assurdo

basterebbe toccare il corpo di una donna,

rispondere a uno sguardo…

E scrivere d’amore, e scrivere d’amore,

anche se si fa ridere

anche quando la guardi

anche mentre la perdi

quello che conta è scrivere

e non aver paura,

non aver mai paura

di essere ridicoli

Vecchioni

E allora Luisa fa bene a scrivere d’amore.

Fa bene a raccontarci le emozioni quelle che non può o non riesce a narrarci nel suo primo libro, Anime gemelle, perché in un libro contano le azioni e i fatti. Allora per non tralasciare qualcosa di cosi segreto e magico, si serve della poesia, della rima, del ritmo , per descrivere un percorso emotivo e non una vicenda, che non appartiene soltanto a Marcus e Jules ma a tutti noi.

Le ferite,

Resto immobile.

Lì al centro di un niente.

Sola, fragile e insicura.

Ho allontanato tutti da me

creando il deserto freddo e arido.

Ho eretto barriere invalicabili attorno al mio cuore,

una prigione che nessuno può aprire,

l’attesa,

Il sussurro del vento porta l’eco di mille voci,

voci che raccontano di speranza, di emozioni nuove da provare, di gente nuova da incontrare, di mondi nuovi che mi aspettano. Alzati e lotta: il suo incoraggiamento. Spera e ama: il suo messaggio.

La flebile speranza che la vita, dopo tutti gli abissi ci riservi un piccolo pezzo di cielo:

Ti cerco tra la gente

guardano i visi di milioni di sconosciuti

cercando Te…

Vorrei un nuovo sogno

a cui pensare…

Alzo gli occhi al cielo

in cerca di una stella cadente

a cui esprimere un desiderio.

Cosa sto cercando?

La risposta è semplice ma complicata:

TE … L’AMORE!

 

L’incontro impregnato di piccoli riti celati:

Che succede tra noi?

Cosa stiamo diventando l’uno per l’altra?

Dove ci porterà tutto questo?

Ti sto allontanando da chi ami veramente?

Ti sto impedendo di compiere il tuo destino?

Sei solo un rifugio in cui nascondersi

dopo la fuga dalla realtà che mi affligge?

Cosa sei per me?

Cosa sono per te?

C’è una risposta?

E il cuore che batte, un accadimento cosi scontato e invece un vero e proprio miracolo che la vita ci elargisce:.

È arrivato il giorno che attendevi.

Lo sento dalla tua voce,

me lo confessi con determinazione.

Vuoi aggiungere al fiume quella goccia d’acqua

che lo farà straripare,

rompere gli argini,

allagare i terreni circostanti

per poi ritirarsi mansueto,

dopo aver restituito purezza alle sue acque

inquinate di inganni e tradimenti.

La voglia di entrare dentro gli occhi dell’altro, abbeverarsi delal sua essenza:

Tutto quel rumore e il brusio scompare,

quando l’attenzione si rivolge verso l’uno o quell’altra persona,

nella ricerca del conforto come se fosse melodia,

sopra il rumore che annulla tutto e ci isola nei pensieri,

avvicinandoci nonostante ci troviamo soli,

soli tra la gente,

soli tra folla

che si risolve con un abbraccio e un bacio infinito

Le mani si stringono,

i corpi si sfiorano,

le braccia si avvolgono e poi si lasciano,

i cuori battono all’impazzata…

Le nostre bocche si uniscono

per il loro primo bacio

dolce e tenero inaspettato ma tanto desiderato.

Siamo sorpresi e felici.

E non importa se dopo la rosa sarà contornata di spine, se il prezzo per sentire quel cuore suonare come un tamburo significhi sorseggiare il dolore

Sono in una gabbia di disperazione.

Senza di te la mia vita non ha più senso

non ho più la forza per battermi

non ho più il coraggio di lottare

non ho più la voglia di vivere.

Perché quell’energia appena nata ci da il coraggio di guardarla quella gabbia e di scardinarne il lucchetto

E allora comprendo.

La gabbia in cui hanno tentato di rinchiudermi è solo un’illusione,

non scriverò mai la poesia Non siamo più noi

né la parola Fine al nostro amore.

Tra noi non potrà esserci mai una fine perché ci sarà sempre un nuovo inizio.

E assorbendo le emozioni che Luisa ha voluto imprimere a fuoco sulla carta, capisco che ha ragione Vecchioni:

solo chi non ha scritto mai  lettere d’amore  fa veramente ridere

Vecchioni

E forse anch’io magari AVESSI il tempo di poterle ancora scrivere…

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