“La foresta fossile” di Cristina Converso, Buendia Books. A cura di Alessandra Micheli

Davanti al libro di Cristina Converso una è la domanda che mi torturava: quanto conta l’etica di fronte al denaro?

E se la risposta è nulla, allora signori miei, come disse Jack Swigert, “Huston, abbiamo un problema”.

E un grave problema.

Perché quando la voglia di sbandierare quei pezzi di carta scritti con un inchiostro di sangue, diventa più forte della nostra stesa sopravvivenza, allora l’umanità

non ha certo toccato il massimo del progresso.

Ma si è incamminata verso l’abisso.

Il thriller ecologico della Converso quindi, non deve colpire soltanto perché oggi l’ambiente è di moda.

Siamo tutti convinti di partecipare alle marce della Tumberg, ma lo facciamo con i motorini, buttando lattine di plastica in mezzo alla strada.

Siamo tutti decisi a salvare il panda, ma l’unica panda che ci interessa è quella targata Fiat.

Il nostro sistema collassa, ma noi siamo felici di mostrare la nostra etica sui social, sbandierando il valore come un acquisito status sociale.

Ma le foreste bruciano.

Gli animali muoiono asfissiati.

I cambiamenti climatici diventano non più normali evoluzioni della terra, ma abbracciando inquinamento e degrado sono la nostra condanna.

E non a venti o trent’anni e poi esci di prigione e torni al via.

Ma a morte.

Perché questo signori miei è l’unico mondo che abbiamo.

A meno che non si avveri l’idea americana di rendere abitabile un altro pianeta.

Mica possiamo devastare solo questo no?

E cosi la foresta fossile emblema della nostra incapacità di salvaguardare il nostro potenziale, viene inquinata da uomini senza scrupoli.

E’ un eco-thriller.

Ma la cosa più inquietante è che…è reale.

Terra dei fuochi.

I cieli di Taranto.

I residui tossici sparsi un po’ in ogni dove.

Strani fumi che causano strane malattie.

E una terra che si incazza, ribellandosi come meglio sa fare, che so una catastrofe resa tale dalla furbizia e dall’abuso edilizio.

Un virus improvviso reso ancor più devastante dall’aumento delle polveri sottili.

Sapete che ad aprile è stato pubblicato uno studio dei ricercatori dell’università di Harvard che collegano la “severità” della malattia all’inquinamento?

Eppure ci dicono che va tutto bene e il nostro sistema economico, politico e sociale non è in discussione.

E le foreste fossili o non, i fiumi, l’aria stessa, non valgono lo sforzo di salvarle.

Allora ben venga questo libro.

Che crea eroi veri, eroi che alla loto vita e a quella dei loro figli, ci tengono, ci tengono davvero.

E vorrei più gente come Ernesto Maina e Giulio Nervi, nella nostra esistenza.

E no.

Non vi racconterò altro per convincersi a leggerlo.

Perché lo stile eccelso, la bellezza della trama sono evidenti.

Ma non quanto il messaggio che esso ci urla: abbiamo una terra, una terra sola.

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