Leggereditore presenta le sue uscite, davvero per ogni gusto!

 

The winner’s crime. La vendetta  Marie Rutkoski

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Seguire la voce del cuore potrebbe portare a un crimine…

 

“La trama brillante, i personaggi complessi e profondamente stratificati hanno segnato il mio cuore. Una lettura indimenticabile.”
Robin LaFevers

“Un amore proibito, potere, guerra, conquiste e famiglia. La trilogia di Marie Rutkoski dovrebbe essere in cima all’elenco dei libri da leggere!”

The Guardian

 

 

 

L’astro narrante  a cura di Silvia Casini

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Per scettici, amanti delle stelle e cuori erranti.

Guida astrologica con consigli psicologici, grafologici, musicali e cine-letterari, enogastronomici, di home décor e segreti astronomici.

12 libricini, uno per ogni segno zodiacale, dalla grafica accattivante e tutti da collezionare!

 

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La Longanesi editore presenta “Semplicemente perfetto” di Jostein Gaarder. Imperdibile!

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“Sono appena stato da Marianne e so che d’ora in avanti cambierà tutto. Sono turbato, perché quello che sta per succedere lascerà il segno su tutti noi. Sarà impossibile tornare alla normalità. E questo mi fa male. Molto male. Appena arrivato, sono subito sceso al laghetto per mettere la barca in acqua. Devo farlo finché tutto è ancora intatto, prima che inizi la nuova stagione. Intorno ci sono cumuli di neve sparsi, grevi testimoni del lungo assedio dell’inverno. Al momento la temperatura è vicina al punto di congelamento, ma non c’è più ghiaccio nell’acqua, nemmeno nel punto più interno di Glitrevik. Mi chiudo dentro e poso una borsa prima di liberarmi delle scarpe e di accendere la stufa. Osservando dalla finestra a ovest calcolo che nel giro di un’ora il disco del sole scenderà sul lago. Ormai faccio quasi tutto con una mano sola, specialmente i movimenti di precisione. Succede già da qualche mese. Ma solo oggi ho saputo il perché.”

 

Cos’è l’essere umano?

Che cos’è questo universo?

Perché il Big Bang conteneva solo le qualità e le abilità necessarie per crearci? Jostein Gaarder ritorna ai grandi temi de Il mondo di Sofia con Semplicemente perfetto, un romanzo che va alla ricerca delle risposte alle domande che tutti noi ci poniamo.

Nella primavera del 2009 Albert, professore norvegese di 56 anni, scopre di avere una terribile malattia: la sclerosi laterale amiotrofica. Sconvolto dalla notizia, vuole stare solo e per riflettere si reca al cottage che ha acquistato anni prima con la moglie. Qui inizia a scrivere una lunga lettera a Eirin, al figlio Christian, alla nuora June e alla nipote Sarah, nella quale ripercorre la storia della sua vita, sin dal primo incontro con la moglie, confessando un segreto rimasto nascosto per anni. Spaventato dal cambiamento che la malattia comporterà, pensa di porre fine subito alla sua vita prima che sia la malattia a farlo, nel giro di qualche anno. È qui che prenderà la decisione più importante della sua vita: non lascerà all’improvviso le persone che ama, vuole condividere con loro il tempo che gli resta da vivere. Un thriller vorticoso che sfida il lettore dalla prima all’ultima pagina. Una scrittura incalzante, pittorica e di intensa espressività. E soprattutto una protagonista piena di lati oscuri ma intrisa di grande umanità. Dura e spigolosa eppure fragile allo stesso tempo, la detective Emily Baxter non ha paura di dire sempre quello che pensa, a qualsiasi costo.

 

 

L’autrice

JOSTEIN GAARDER (1952) nasce a Oslo, dopo aver studiato filosofia, teologia e letteratura ha insegnato filosofia per dieci anni. Ha esordito come scrittore nel 1986 e ben presto è diventato uno degli autori più noti del suo paese. Con Il mondo di Sofia ha raggiunto il successo internazionale. Apparso in Norvegia nel 1991, il romanzo ha occupato per molto tempo i primi posti nelle classifiche dei bestseller in Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti e naturalmente Italia dove ha anche conquistato il “Premio Bancarella 1995”. Gaarder ha confermato di essere uno degli scrittori europei più amati con L’enigma del solitario, Il viaggio di Elisabet, Vita brevis, In uno specchio, In un enigma, Maya, Il venditore di storie, Scacco matto, il bestseller La ragazza delle arance, Il castello dei Pirenei e Il mondo di Anna, tutti pubblicati da Longanesi. Per Salani ha pubblicato C’è nessuno?, Cosa c’è dietro le stelle?, Lilli de Libris e la biblioteca magica, scritto con Klaus Hagerup e Il castello delle rane.

Blog tour “Dove il destino non muore”, terzo libro della Trilogia di K, di Elisabetta Cametti, Il Cairo editore. A cura di Alessandra Micheli

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Cosa deve fare un libro?56533725_843562022668202_2149550725565251584_n

Sento già la vostre risposte. Emozionarmi. Coinvolgermi. Darmi il sogno di una vita che per mille motivi non posso vivere.

Farmi evadere, rilassarmi…

Eppure non sento una voce capace di sussurrare, “voglio vedere o imparare a vedere l’altro lato della realtà, quella che non ci insegnano a scuola, quella che è rinchiusa nei polverosi antri della cultura accademica, quella innovativa, distruttiva, capace di suscitare meraviglia.” Ecco, chi leggerà la serie K, avrà molto di più di un minuto di relax.

Avrà a disposizione un costante e ininterrotto stimolo alla conoscenza e al pensiero. Libero, scevro da banalità.

E sopratutto capace di oltrepassare tempo e spazio che non saranno (in fondo lo abbiamo scoperto grazie a Einstein) rigidi e dai confini precisi, ma malleabili, costruiti a stringhe, capaci di operare corsi e ricorsi in un andamento non più lineare, ma a spirale. Il bello dei thriller archeologici, del mistery di Elisabetta, è proprio in questa concezioni spiraliforme del tempo, che pone passato e futuro (ma anche presente) non come categorie rigide e distanti una dall’altra, ma come facce della stessa medaglia chiamata vita.

Ecco che i protagonisti della storia si muovono come se appartenessero a ogni tempo e la storia diviene viva, diviene non più disciplina, ma essenza vitale che permea le nostra scelte.

La storia non è più un insieme di dati, di fatti di azioni, ma di responsabilità delle scelte.

E per chi come me è fissato per le parole, cambia tutto.

I guardiani della storia, i protagonisti dei suoi libri non sono supereroi, ma sono sicuramente dotati di una visione ampia, di talenti diversi e pertanto pericolosi, sono persone che compiono “Miracoli” solo perchè responsabilizzano quella meravigliosa dotazione chiamata libero arbitrio.

I guardiani sono chiamati a fare delle scelte per proteggere il futuro che è stato scritto. È la loro missione. Forse è per questo che non possono governare le visioni. Ciò che devono vedere fa parte di un piano superiore: momenti dell’altro guardiano essenziali per le decisioni che dovranno prendere. Così le scelte dei guardiani si sommano tra loro, tanti puntini sparsi nel tempo e nello spazio ma uniti da un filo invisibile… una rete di aiuti alla storia. E il cerchio si chiude.» Sospirò. «Perché i segreti del futuro sono racchiusi nel passato.»

Quindi i guardiani, cosi come li intende la Cametti, non sono altro che parti consapevoli dell’intero organismo sociale capaci di comprende non tanto l’attualità e l’importanza delle storie e della storia, ma semplicemente quanta responsabilità comportano ogni bivio. È dal tipo di strada, dal tipo di idea o ideale che si sposa che il passato e il presente possono colorare il futuro. Ora io potrei raccontarvi la trama, tediarvi con i dettagli dello stile, ammorbarvi con la precisa caratterizzazione dei personaggi o ammaliarvi tentando di farlo attraverso gli argomenti e i messaggi che la Cametti inserisce come piccole perle nel suo testo. E ovviamente io ho deciso consapevolmente di scegliere la seconda opzione. Oltre a evidenziare la responsabilizzazione umana, Elisabetta decide di raccontarci la sua visione della storia, una visione necessaria oggi che siamo tutti bombardati da notizie, messaggi e informazioni, cosi incapaci di comprendere quale sia la falsa e quale sia la reale. Oggi tutto è a disposizione di tutti. E questo comporta due conseguenze: uno che possiamo svelare i retroscena di tanti accadimenti, persino quella sotto storia che Balzac riteneva l’unica degna di nota

Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la storia ad “usum delphini”, e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.

L’altro è che tali accadimenti possono essere essi stessi strumenti di coercizione e id manipolazione; ecco che in quest’epoca virtuale spuntano come funghi le fake news. Dalle teorie cospiratori a quella più deliranti che pongono come nuovo antagonista religioso…il rettiliano.

Tra queste due realtà dobbiamo destreggiarsi e ci destreggiamo quasi sempre annichilendo e addormentando la ragione critica.

Kant ringrazia.

Ecco che tante notizie dagli out parts, alle nuove scoperte archeologiche, o linguistiche del passato arrivano quasi ignorate, quasi in sordina, a passo felpato e non riescono a asservire al loro compito: quello di titillare e stimolare il pensiero. E invece sono proprio quei dati, i dati discordi, strani, quelli incongruenti con le nostre certezze a darci la somma di quanto il mondo e la realtà umana sia meravigliosa. Sono i misteri della storia a indicarci che il nostro sviluppo è sol agli inizi e che possiamo migliorarci, che il livello alto non è ancora stato per nulla sfiorato. Il problema però è molto più complesso. E si riconnette con la necessaria scelta responsabile dei guardiani. Quanto davvero la conoscenza e la verità possono essere svelate tutte assieme senza che il contenuto informativo danneggi l’intero corpus sociale?

È questo un problema che si sono posti un po’ tutti i riformatori. Alcuni hanno sentenziato sull’inutilità della segretezza.

Altri hanno convintamente patrocinato la necessità che essa, la gnosi, sia elargita a piccole dosi e soltanto dopo un lungo apprendimento.

Questo sulla convinzione che il sistema mentale, spesso paragonato a un ardito e complesso “computer” inframmezzato però da impulsi che esulano il campo della matematica e del sistema BINARIO ( i cosiddetti residui paretiani, ossia la parte non logica di ogni idea e di ogni ideale) possa subire una vera crisi qualora non sia adeguatamente supportato per inserirvi il sistema percettivo nuovo. È come se in un pc capace solo di accogliere il sistema operativo Vista, immettessimo il più moderno e potente sistema Windows 10. Io ci provai tempo fa e il risultato è stato un crack, o per dirla in italiano, la completa fusione dell’hard-disck. Ma se il mezzo elettronico può essere aggiustato o buttato, l’hard-disck umano, ossia la mente, una volta rotta è quasi impossibile da riparare. Può essere controllata, può essere curata ma non riparata. I danni apportati alla mente sono duri, difficili e spesso irreversibili. La follia, seppur usata per creare, può anche essere fattore di distruzione.

E ecco allora che certe conoscenze hanno bisogno del terreno adatto. Bisogna lavorarci su e creare sempre l’apprendimento superiore.

Il rischio di dare informazioni di alto livello è troppo grande. La conoscenza in mani sbagliate è una bomba atomica.

E vi ricorderete, spero, cosa successe con l’invenzione del nucleare a Hiroshima. Non è stata certo usata l’energia atomica per far crescere. È stata usata per annientare e dominare.

E cosi tutte le esplorazioni identificate dalla Cametti, reali e per nulla fantasiose: esse in mani sbagliate possono creare una società manipolata. Pensate se un giorno scoprissimo che non siamo cosi tanto evoluti come crediamo.

Che siamo solo capaci non di innovare ma di ri-scoprire.

Perché è la certezza di avere raggiunto il massimo livello evolutivo a darci l’illusione di essere liberi. Cosa sarebbe di noi se scoprissimo che siamo ignoranti rispetto a civiltà che ci hanno preceduto?

Quando ho apprezzato l’idea di essere solo un anello di una catena più antica, un punto nell’immenso, mi sono sentita piena di meraviglia e di emozione. Mi sono sentita quasi responsabile di proteggere tutto quel passato che gravava sulle mie spalle.

Finalmente il piedistallo angoscioso su cui l’educazione mi elevava “Tu padrona del mondo” è sceso dalle mie spalle. E ho trovato il mio centro, cosi come lo trova Katherine: sono solo un pezzo singolo, brillante e importante di un immenso mosaico. E ho sentito il legame con i miei progenitori, con antenati, con visi e volti passati. Entrambi fedeli all’idea che in fondo, l’universo intero è l’unica mia certezza. E l’universo cresce si espande e poi crolla per poter poi rinascere. È un’emozione meravigliosa strabiliante e straordinario.

Mi sono resa conto che la storia…siamo noi.

E noi siamo responsabili, noi siamo i guardiani, noi dobbiamo proteggere il corso degli eventi voluto dal disegno universale.

Capisco che per molti sembri spaventoso. Ma se leggendo il libro della Cametti, oltre all’adrenalina al sentimento, riuscissimo a sentire quella senso di appartenenza e di avvedutezza, allora la nostra “guardiana” non avrà solo creato personaggi eterni, ma avrà semplicemente creato un altro piccolo gradino capace di farci toccare il cielo.

E in quel cielo torneremo a essere davvero noi stessi, figli della ribellione, figli della capacità di trasgredire le regole e iniziare sempre un cammino nuovo:

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso, 
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo. 
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso. 
La storia siamo noi, 
siamo noi queste onde nel mare, 
questo rumore che rompe il silenzio, 
questo silenzio così duro da raccontare. 

Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone, 
la storia entra dentro le stanze, le brucia, la storia dà torto e dà ragione. 
La storia siamo noi, 
siamo noi che scriviamo le lettere, 
siamo noi che abbiamo tutto da vincere 
e tutto da perdere. 

E poi la gente (perché è la gente che fa la storia) 
quando si tratta di scegliere e di andare, 
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, 
che sanno benissimo cosa fare. 
Quelli che hanno letto milioni di libri 
e quelli che non sanno nemmeno parlare, 
ed è per questo che la storia dà i brividi, perché nessuno la può fermare. 
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli, 
siamo noi, bella ciao, che partiamo. 
La storia non ha nascondigli, 
la storia non passa la mano. 
La storia siamo noi, 
siamo noi questo piatto di grano.