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Introduzione. 

A volte basta la delicatezza soave di una penna priva di rabbia o di sentimenti di rivalsa, tipici degli scrittori che si occupano di sociale, per raccontare e far riflettere sui mille drammi della vita.

Una vita difficile specie per i giovani che si affacciano privi di strumenti conoscitivi sulla soglia dell’età adulta. Loro sono il futuro e sarebbe opportuno fornirgli conoscenze utili a interpretare il mondo privi di un’acrimonia tipica degli adulti frustrati o avviliti dalla mancata realizzazione dei propri sogni.

Accettare il viver comune, prendersi le responsabilità a volte ha l’amaro sapore della rinuncia. si rinuncia alla meraviglia, si rinuncia alla magia e soprattutto si accantonano talenti e interessi. La paura di vivere ma soprattutto del dolore va quindi, rivista in un’altra ottica, meno incattivita, meno claustrofobica: forse il dolore ha qualcosa da dirci e da ricordarci, forse anch’esso fa parte della magia anzi è quel secchio d’acqua gelata che sveglia occhi troppo assonnati per vedere davvero. Il racconto di Antonella arietano affronta temi scottanti come la solitudine persino l’anoressia, ma la cura proposta non è una tediosa lezione sociologica o psicologica, è una ricetta dal sapore antico e semplice: ritrovare il proprio talento, far nascere una fata dentro il proprio cuore. Combattere l’odio con l’empatia, andare alla fonte del disagio e curarlo con un sorriso, con un gesto gentile. Esiste un bellissimo post che gira su Facebook: siete gentili, non ce l’addebitano sul conto corrente.
Ecco la gentilezza nel testo di Antonella abbonda. Abbonda l’amore per la natura che non è solo una moda, ma un sentirsi profondamente parte di un universo che è soprattutto da far sbocciare dentro di noi. noi abbiamo il fiume dei pensieri da tener pulito, abbiamo rose inaridite da potare e far rivivere, animali sofferenti da curare, giardini incolti da tener ordinati. È tutto racchiuso in quel meraviglioso e straordinario miracolo chiamato anima.

O mente.

O psiche.
E come in ogni viaggio epico un famiglio ci accompagnerà e non è un caso che sai il cane bianco sacro alla Dea dei crocicchi, quella che ci mette davanti al bivio intricato delle scelte chiedendoci quale strada vogliamo percorrere.

E la stessa scelta ci capita ogni santissimo giorno che dio manda sulla terra.

Lasciamoci guidare da sentimenti puliti, dalla semplicità e magari dall’occhietto brillante di uno spirito guida peloso.
Lasciamo che le fate tornino a muoversi sulla terra e rendiamole non più parte di un mondo numinoso, ma del nostro, caotico, moderno, dispersivo ma sempre pieno di magia.
Sta a noi trovarla.

E adesso ascoltiamo la voce melodiosa della nostra Francesca, l’unica in grado di aprirci le porte del meraviglioso mondo di Antonella.

Alessandra Micheli

 

 

La magia tiene sempre la porta aperta. Davvero, sempre. Trovarla dipende solo da noi. Banana Yoshimoto

 

Ci sono momenti che sanno di magia nella vita di ciascuno di noi, a volte però non ce ne accorgiamo; ecco perché talvolta un libro ci aiuta a riscoprirla, a credere nell’esistenza di quegli attimi magici, a riconoscerli e a riconoscerne i segni sino a toccare le corde più sensibili dei nostri cuori.

E Antonella Arietano ci dà la possibilità di riflettere e ritrovare quella magia che ci circonda, anche nelle piccole cose di ogni giorno, anche in chi ci è accanto.
Incontrare persone speciali, con le quali condividere il proprio cammino, è emozionante e meraviglioso. Spesso gli incontri che crediamo casuali sono vere e proprie testimonianze di quanto di magico ci sia tutto intorno a noi
E’ così che ho inteso “I Talenti delle Fate”, come una fiaba di vita reale che ci aiuta a guardare oltre, e ci spinge a vedere la magia anche nella quotidianità, non solo con gli occhi ma anche col cuore. E lo fa con tutta la delicatezza e la freschezza di un racconto che possiamo leggere tutti perché tutti abbiamo dei sogni, tutti vorremmo toccare con mano la magia che ci circonda, ma soprattutto ognuno di noi ha un talento, come quello delle fate, da coltivare e far emergere, per poi metterlo a disposizione degli altri.

 

…io credo piuttosto che le Fate siano tra la gente comune, che siano gente comune.

Una Fata a mio avviso non è altro che una persona dotata di un Talento straordinario, capace di creare la magia nella vita quotidiana.
Anche noi possiamo essere delle fate, e grazie ai nostri talenti possiamo creare la magia che ci consente di percorrere la nostra strada attutendo il trambusto della nostra vita che va veloce, forse troppo, e a volte ci chiede una pausa o di rallentare per non essere sopraffatti. E forse, leggere questo romanzo è un modo per poterlo fare e riscoprire se stessi.
“I talenti delle fate” è un libro che ha la capacità, nella sua semplicità, di lasciare degli insegnamenti senza le forzature di un indottrinamento, ma lo fa attraverso un racconto che alterna dialoghi tra i vari attori e descrizioni di momenti di vita di tutti i personaggi, ciascuno con un suo ruolo e una sua peculiarità, ma tutti coerentemente inseriti in una storia che si accompagna alla tenerezza della narrazione.
Elisa è una ragazza riservata, chiusa e forse anche un po’ scontrosa, la potremmo definire quasi asociale; vive la sua adolescenza tra la passione per i libri, l’amore per gli animali e le sue amate Fate. Lì è racchiuso il suo mondo. Elisa e il suo amore viscerale per le Fate.
La sua stanza era il suo regno. Una cosa sarebbe stata immediatamente chiara a qualsiasi persona fosse riuscita a metterci piede: a Elisa piacevano le Fate.
La timidezza di Elisa quasi la conduce a non avere amici, anche se ha dei compagni di scuola; eppure, Elisa non socializza, e questo è il rammarico della madre che cerca in tutti i modi di stimolarla ad abbattere quel muro che si è costruita attorno, e che non le fa vivere l’adolescenza come i suoi coetanei. Ma anche Elisa non è immune a ciò che le accade intorno, infatti tra la scommessa con la nonna, che attraverso una sfida vuole farla uscire dal suo guscio

..da oggi in avanti iniziamo una specie di gioco, tu e io! Cercheremo la magia nella vita di tutti i giorni!

e “l’intromissione” nel suo mondo da parte di alcuni compagni di scuola a cui si lega in modo speciale, si verificano tutta una serie di eventi che condurranno la nostra protagonista, e chi le è vicino, a un epilogo che mai la stessa Elisa si sarebbe aspettata.
Certamente c’è una crescita di Elisa che durante l’intera narrazione affronta situazioni che la metteranno alla prova sia fisicamente che emotivamente, ma che le consentiranno di scoprire, anche grazie al suo amore per gli animali e all’incontro con un cucciolo trovatello, quello che è il suo talento, la passione per la cura degli animali, e la metteranno di fronte alle responsabilità del crescere.

Voglio dire che non ci sono dubbi su quale sia il tuo Talento: occuparti degli animali!
Credimi, tu ci sai proprio fare. È il tuo Talento. Non si sfugge al proprio Talento

Ma la nostra Elisa scoprirà anche l’amore, i tormenti e i turbamenti, le emozioni sprigionate da ciò che la circonda, speranze e aspettative di una giovane donna nel pieno della sua adolescenza che sboccerà sino ad acquisire la maturità in questo suo iter di crescita.

Tu sei bellissima.
Si sentì avvampare, ma non era semplicemente imbarazzata. Era soprattutto felice perché adesso sapeva che cosa Stefano pensava di lei. Nel vederlo avvicinarsi, seppe che l’avrebbe baciata e in un istante realizzò di desiderarlo

E ruolo non meno importante sarà dato all’amicizia. Il muro che Elisa aveva creato verrà oltrepassato non solo da Stefano ma anche da Tea, una giovane adolescente chiusa nel suo guscio e problematica, che attraverso il rapporto con i suoi nuovi amici abbatterà le sue barriere.

Fu piacevolmente strano notare i piccoli cambiamenti che trasformarono Tea da ragazza taciturna e solitaria in un’amica su cui poter fare affidamento
forse Tea aveva deciso di smettere di rendersi invisibile

Evento importante e significativo, e questo darà il via alla storia e alla sua evoluzione, sarà il compimento dei sedici anni di Elisa, che riceve un regalo speciale dalla nonna.

Questa è la Chiave del tuo piccolo mondo, bambina.
la Chiave del capanno di Nonno, giù al fiume. Adesso è tuo, e potrai servirtene come meglio crederai

Elisa crea un così rifugio per animali trovatelli, e da questo momento in poi tutto cambia.

 

Il capanno era diventato il Rifugio poco per volta, senza che nessuno se ne rendesse conto.
Io sono convinta che ci sia un motivo se questi animali sono arrivati qui, da me; tu la chiameresti magia, io lo chiamo destino. Forse è la stessa cosa. Non posso mandare tutto all’aria.

Da questo momento il senso di responsabilità muove le fila della storia, certo Elisa in alcuni momenti si sente soffocare da questo nuova situazione, ma non può tornare indietro, e quindi decide di proseguire anche se con fatica per la sua strada, supportata da chi le è accanto.

Anche in questo si osserva la trasformazione della nostra protagonista, che cerca di crescere e costruire la sua identità con non poche difficoltà, accompagnandola a un bagaglio emotivo forte e anche doloroso, perché quando si cresce si può anche soffrire, e tanto, per la paura di non farcela, per le insicurezze, e perché no anche per le pene d’amore.

Come tutte le fiabe che si rispettino anche il nostro romanzo ha un suo “C’era una volta…” e un “…e vissero per sempre felici e contenti!” che si legano attraverso la narrazione di una storia dolce e delicata, che è permeata da sentimenti ed emozioni, ma al contempo è il racconto della crescita interiore ed emotiva della protagonista.

In questo romanzo riusciamo a ritrovare tutte quelle tematiche che caratterizzano l’età adolescenziale…chi di noi non ha sofferto per amore?chi di noi non ha mai avuto paura di non farcela?..

Io ammetto di pormi le stesse domande, anche se non sono un’adolescente.

Per questo credo che la lettura de “I talenti delle fate” sia adatta a tutti, a tutte le età, perché si ha sempre voglia di avvicinarsi a una storia delicata e dolce, che lasci crescere il seme della speranza, che faccia credere alla magia e alla possibilità di trovare il proprio talento, per migliorarsi.

Ho molto apprezzato questo romanzo, nella narrazione con un lessico semplice e ordinato, nell’ambientazione con ricche descrizioni dei paesaggi e dei luoghi in cui si svolge la storia, ho immaginato anch’io di percorrere sentieri, ascoltare i silenzi della natura, vivere i momenti descritti; sono riuscita a piangere e a emozionarmi, perché mi ha dato la possibilità di entrare in sintonia coi personaggi, che sono stati caratterizzati in modo ineccepibile, e tutto questo mi ha dato anche la possibilità di ripensare e rivivere alcuni momenti della mia adolescenza attraverso le loro vicissitudini.

Ma ciò che ho apprezzato ancor più è aver trovato una storia che colpisce per la sua positività e che entra nel cuore di chi la legge in punta di piedi.

Non credo nella magia, non so se ho un talento.

Mi piace pensare che forse qualcosa mi potrà far cambiare idea, e mi farà ricredere sino a convincermi che anche io, forse, sono una fata.

Buona lettura!

 

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